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Cronaca | 09 aprile 2021, 07:43

Nonostante il lockdown, nel 2020 record di interventi per il Soccorso Alpino Piemontese

Soccorse 1.512 persone: 77 purtroppo erano decedute. Tra le principali cause di infortunio in montagna le cadute e i malori. Aumentano anche i volontari del SASP

Soccorse 1.512 persone: 77 purtroppo erano decedute

Soccorse 1.512 persone: 77 purtroppo erano decedute

Nonostante la pandemia, che ha limitato la frequentazione della montagna durante il lockdown di primavera e autunnale, il 2020 ha segnato il record di numeri per il Soccorso Alpino Speleologico Piemontese.

Le chiamate gestite dalla Centrale Operativa a Grugliasco sono state 2.146. Una media di quasi 6 eventi al giorno che, considerando le numerose giornate prive di lavoro a causa delle restrizioni, ha segnato medie di 10-15 interventi quotidiani nei mesi estivi con un picco di 26 durante un sabato di luglio.

L’anno passato il 35% delle chiamate è stato risolto solo con la gestione della Centrale Operativa, mentre il restante 65% (1.399, record storico) ha richiesto l’attivazione di una missione di soccorso. Per quest’ultime l’elicottero è intervenute il 72% dei casi.

Le persone soccorse sono state 1.512 (1.420 nel 2019) di cui 656 (43%) recuperate esclusivamente dalle squadre a terra contro 856 (57%) salvate con il supporto dell’eliambulanza 118. Di queste 417 erano illese (28%), 1.018 ferite (67%) e 77 decedute (5%). L’81% delle missioni di soccorso hanno riguardato persone infortunate, il 14% sono state ricerche di persone disperse. Le principali cause di infortunio in montagna sono le cadute (39%) seguite dai malori (16%), e riguardano gli uomini nel 71% dei casi e le donne nel 29%. Infine, il 92% delle persone soccorse praticava attività del tempo libero contro il 5% di residenti in montagna e il 3% di persone infortunatesi in terreno impervio per lavoro.

I picchi di interventi si sono registrati a gennaio, febbraio, maggio, luglio, agosto, settembre e ottobre. Nel periodo invernale (pre-lockdown) gli interventi si sono concentrati soprattutto sugli incidenti nei comprensori sciistici.

Durante il lockdown i tecnici, con il coordinamento dei Comuni di montagna, hanno consegnato beni di prima necessità, farmaci e medicinali ai residenti isolati. Inoltre, durante i mesi di novembre e dicembre, circa 50 volontari sono stati impiegati nel Covid Hospital allestito a Torino Esposizioni con mansioni di supporto logistico al personale sanitario e di sostegno ai pazienti.

Nel 2020 si è registrato poi l’incremento dei tecnici del SASP, che sono passati da 1.166 del 2019 a 1.171 volontari.

Cinzia Gatti

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