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Politica | 08 aprile 2021, 20:16

Icardi: "Entro il 18 aprile vaccinati tutti gli over 80 'trasportabili'. In Piemonte troppi ricoveri: potenziamo le cure domiciliari"

L'assessore alla Sanità ha relazionato in Consiglio regionale sulla situazione Covid. "Gli indicatori sono da zona arancione, speriamo nel cambio di colore dalla prossima settimana". Vaccini: "Noi pronti, ma servono più dosi"

Luigi Icardi

L'assessore alla Sanità Luigi Icardi

"Abbiamo un tasso molto alto di ricoveri e stiamo cercando di capire il perché. Da un lato in Piemonte ci sono molti anziani e soggetti fragili, ma dall'altro è il sistema territoriale a essere carente". A dirlo è stato l'assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Icardi, intervenuto oggi in Consiglio regionale per un'informativa sulla situazione Covid sul nostro territorio.

L'assessore ha snocciolato numeri e parlato di possibili riaperture, ha sottolineato come il Piemonte sia la regione italiana con il più alto numero di vaccinati (con entrambe le dosi) in proporzione alla popolazione e parlato di "numeri ottimi", ma ha anche sottolineato quello che secondo lui è "l'unico indicatore davvero preoccupante": quello della percentuale troppa alta di posti letto occupati negli ospedali (67% nell'ordinaria e 59% nella terapia intensiva). "Il fatto è - ha sottolineato l'assessore - che in percentuale abbiamo più ricoveri Covid rispetto ad altre regioni e questo è un problema perché significa avere minore disponibilità per curare le altre patologie. Per questo va potenziato il sistema dei ricoveri domiciliari". "Come Giunta - ha annunciato l'assessore - domani emaneremo un Dgr che permette dimissioni assistite e sicure nei casi possibili con cure a domicilio per sgravare la pressione sulla rete ospedaliera"

Icardi ha affrontato di petto la questione vaccini: "Entro il 18 aprile - ha detto - finiremo la somministrazione degli over 80 in tutta la regione, almeno di quelli 'trasportabili'. La condizione di chi non si può muovere è invece più complessa e va studiata con tempi un po' più lunghi (al momento i vaccinati di questa categoria sono 13mila, circa il 30% del totale). Intanto diciamo che in alcune province, come Asti, la vaccinazione degli over 80 è già stata completata, mentre a Torino e nella sua cintura ci sono i ritardi più significativi, probabilmente a causa della densità di popolazione. Conclusa in tutta la regione, invece, la vaccinazione nelle Rsa. Anche i rappresentanti delle Forze dell'ordine sono stati quasi tutti vaccinati, oltre 7mila nella Protezione civile".

E poi ancora: "Abbiamo 78 centri privati che attendono solo il nostro nulla osta per partire, e non possono farlo unicamente perché mancano i vaccini", ha poi proseguito Icardi. "Stiamo anche facendo un nuovo accordo con i farmacisti, che dopo l'accordo nazionale hanno fatto ricorso, ma presto dovremo partire anche con le vaccinazioni nelle farmacie. Inoltre quasi mille volontari si sono messi a disposizione per contribuire alla nostra campagna vaccinale. Intanto siamo arrivati a 927 medici che hanno deciso di contribuire alla campagna vaccinale nei propri studi, e altrettanti hanno dato l'adesione per farlo negli spazi delle Asl".

Poi, su AstraZeneca: "Secondo le ultime indicazioni dell'Istituto superiore di Sanità è approvato a partire dai 18 anni ma, tenuto conto del basso rischio tromboembolico a fronte dell'elevata mortalità da Covid nelle fasce di età più avanzate, è raccomandato a partire dai 60 anni. Questo complica un po' la campagna vaccinale perché dovremo riorganizzarci, ma siamo già al lavoro".

Icardi ha poi parlato dell'obbligo di vaccinarsi per tutto il personale sanitario: "Le dosi già somministrate sono 340mila e sono già 162mila gli operatori che hanno ricevuto entrambe le dosi. Per chi rifiuta il vaccino serve il pugno duro: sanzioni pesanti come le sospensioni, anche senza stipendio".

Infine, un pensiero al possibile passaggio del Piemonte in zona arancione a partire dalla prossima settimana: "Visto l'indice Rt sotto l'1% - ha detto Icardi -, potremmo nuovamente essere collocati in zona arancione, malgrado il tasso di occupazione dei posti letto negli ospedali, che è l'unico non positivo in Piemonte".

Daniele Angi

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