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Sanità | 30 marzo 2021, 15:35

La denuncia di Nursind: "Mancano posti letto, impossibile assistere in queste condizioni"

Il sindacato infermieristico attacca: "situazione insostenibile". Pazienti sistemati vicino alle scale del "Maria Vittoria", altri affollano i corridoi dei nosocomi di Rivoli e Chivasso

La denuncia di Nursind: "Mancano posti letto, impossibile assistere in queste condizioni"

Pazienti sistemati sulle barelle posizionate a ridosso delle scale dell'ospedale Maria Vittoria di Torino, altri nei corridoi affollati degli ospedali di Rivoli e Chivasso. É quanto si nota nelle fotografie diffuse dal sindacato delle professioni infermieristiche Nursind Piemonte, che denuncia la mancanza di posti letto e le carenze di organico.

"Pronto soccorso vicini al collasso"

"Impossibile poter curare e assistere in queste condizioni - spiega Francesco Coppolella, segretario regionale del sindacato - continuiamo a pagare l'inefficienza del nostro sistema sanitario. Credo che questo sia giusto e onesto rammentarlo anche se sembra non fare più notizia. Lo sanno bene gli operatori sanitari, impegnati tutti i giorni da un anno. Mentre il dibattito imperversa sui vaccini, importantissimi e fondamentali, ancora una volta siamo costretti a constatare però che la mancanza di posti letto e quindi il sovraccarico di persone ricoverate  nei pronto soccorso, nelle terapie intensive e nei reparti di degenza, associata ad una carenza di personale, specialmente quello specializzato ma non solo, allontana di molto gli standard di sicurezza, aumentando senza alcun dubbio il rischio di mancate cure  e pertanto il rischio di complicanze e anche quello di morire".

"La prima e seconda ondata non hanno insegnato nulla"

Per il sindacalista "il servizio di emergenza sanitaria e l’ospedale sono rimasti ancora l’unica risposta e lo sanno bene i cittadini. Difficile in queste condizioni con pazienti ad alta complessità, senza posti letto e con personale insufficiente, dare respiro ai pronto soccorso, nuovamente in grave difficoltà. Evidentemente, non sono bastate la prima e la seconda ondata per organizzarci diversamente e il timore e che non basterà neanche la terza a vedere la realtà dei fatti. Tutti speravamo che dopo la prima ondata della pandemia avremmo costruito un sistema sanitario migliore ma così non è stato. Specializzati nel ricercare soluzioni solo quando il problema si presenta, anche se oggi certe condizioni sembrano diventate la normalità, capaci di farlo per più volte, salvo poi dimenticarlo nuovamente presto".

"La colpa è sempre di qualcun altro"

Coppolella attacca: "Bisogna ammetterlo, non siamo nuovamente stati in grado di mettere in sicurezza la piena di questo fiume e mentre si parla di vaccini e di zone colorate, le condizioni negli ospedali restano drammatiche. Il vaccino, vista l incapacità di dare risposte adeguate, resta l'unica risposta possibile a quanto pare, la cosa più importante da fare e anche in fretta. Come si può pensare di prendersi cura dei pazienti in queste condizioni? Come si può pensare che il personale possa dare risposte adeguate? Personale che purtroppo oggi più che mai appare ormai rassegnato ad operare  in condizioni  inaccettabili".

"Le colpe? Sempre di qualcun altro. Per i direttori di presidio la colpa è del direttore generale che indica la regione che indica il governo, fatto sta che ha pagarne le conseguenze sono operatori e cittadini", ha concluso il segretario regionale del Nursind.

Marco Panzarella

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