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Attualità | 22 febbraio 2021, 16:30

Covid, il professor Di Perri: “Vaccinare subito gli over 60. Con gli anziani immunizzati avremo il tempo di organizzare tutto il resto”

L'esperto infettivologo interviene in un convegno al Consiglio regionale (disponibile sul web) e spiega: “Pfizer, Moderna e Astrazeneca? Diversi, ma tutti sicuri e testati. Smontiamo le fake news che girano su internet”

Covid, il professor Di Perri: “Vaccinare subito gli over 60. Con gli anziani immunizzati avremo il tempo di organizzare tutto il resto”

I dati lo dicono chiaramente: il numero dei morti per il Covid, così come quello dei ricoverati gravi in ospedale, dipende essenzialmente dal numero di anziani che si contagia. Per questo, immunizzare la fascia di popolazione più avanti con l'età vorrebbe dire svuotare gli ospedali, o per lo meno tenere sotto controllo il numero di ricoverati.

A dirlo è il professor Giovanni Di Perri, ordinario di malattie infettive, primario all’ospedale Amedeo di Savoia e responsabile scientifico del Dirmei; insomma, il maggior esperto di Covid che abbiamo in Piemonte. Per presentare i dati in suo possesso, Di Perri ha scelto il convegno “Vacciniamoci informati”, organizzato dal Consiglio regionale e andato in onda stamattina online e attualmente disponibile sui canali Facebook e Youtube dell’Assemblea legislativa piemontese.

Se d'ora in poi, con una politica mirata e un grande sforzo di uomini e di mezzi – afferma Di Perri – riusciremo a vaccinare senza interruzioni, senza sabati e domeniche, tutti gli over 60, potremmo riuscire entro l'estate a immunizzare quella popolazione anziana che le statistiche indicano occupare il 95% le terapie intensive dedicate ai malati Covid”. La conseguenza? “Negli ospedali tornerebbe a disposizione tutto quello che oggi viene sacrificato per fare posto ai malati Covid. E parlo di interi reparti come la Ginecologia, la Cardiologia e molti altri. Così le persone potrebbero tornare a fare visite ed esami che negli ultimi mesi sono stati rinviati e posticipati. E poi, con più tranquillità, potremo a quel punto vaccinare tutte le fasce più giovani, a partire dagli insegnanti e dai ragazzi e via via tutti gli altri”.

Lavorando come stiamo facendo – spiega Di Perri - potremmo prefiggerci obiettivi ambiziosi. Tutto fa pensare che siamo sulla strada giusto per uscire dal momento più buio”. Durante il suo intervento, l'infettivologo ha poi specificato le caratteristiche dei vaccini anti Covid-19 già presenti (Pfizer, Moderna e Astrazeneca), il loro meccanismo di azione, le differenze tra loro. “Per tutti – ha però specificato – vanno sottolineati l’alto profilo di sicurezza e di efficacia, l’elevata tollerabilità e l’alta tecnologia che ha reso possibile arrivare alla loro formulazione in tempi così brevi”.

Il dottor Guido Giustetto, presidente Ordine dei medici Torino, ha invece proposto un approfondimento sulle grandi epidemie nella storia e ha sottolineato come l’ignoranza della popolazione, intesa come non conoscenza dei vantaggi e degli svantaggi dei vaccini, il dubbio sui loro benefici e le problematiche sulla distribuzione degli stessi siano tre fattori ricorrenti che si stanno ripresentando ma che non devono più verificarsi. “È essenziale infatti rendere possibile raggiungere con la somministrazione molte persone in poco tempo”.

Oggi grazie al vaccino abbiamo un’arma in più per guardare al futuro con speranza”, ha poi affermato Alberto Cirio, presidente della Giunta regionale. “Un vaccino che non sarà obbligatorio, perché è giusto che sia una scelta, ma una scelta fortemente raccomandata. Il Piemonte è pronto per la vaccinazione di massa e ha predisposto, prima regione in Italia, accordi con farmacie e medici di medicina generale. L’esercito del vaccino è pronto a fare la sua parte: ci crediamo perché così facendo riusciremo a buttarci alle spalle il Covid-19 e a guardare il tempo che verrà con una prospettiva nuova”.

Abbiamo messo in campo una rete di 1.600 farmacie che lavorerà in tandem con 3.200 medici di medicina generale per garantire in modo capillare alla popolazione la vaccinazione grazie a un sistema già ben collaudato”, ha concluso Luigi Icardi, assessore regionale alla Sanità. “Oltre a essere una protezione individuale che ci ha permesso di sconfiggere malattie come il vaiolo e di proteggerci dagli effetti di altre importanti patologie, la vaccinazione diventa un dovere sociale nel momento in cui apparteniamo a una comunità, per difendere anche chi non può vaccinarsi, limitando al massimo la circolazione del virus”.

Daniele Angi

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