/ Politica

Politica | 15 febbraio 2021, 14:26

Stop allo sci, Cirio si appella a Draghi: “Ristori immediati per tutto il comparto” [VIDEO]

“Il premier draghi dimostri che la musica è cambiata, gli aiuti alla montagna devono essere il primo atto del nuovo governo”

Alberto Cirio sulle piste da sci, primo piano

Alberto Cirio

La Giunta regionale del Piemonte si è riunita questa mattina in seduta straordinaria per affrontare il tema della mancata ripartenza dell’attività degli impianti di sci, decisa ieri sera dal Governo a meno di 12 ore dall’apertura delle stazioni sciistiche. Presenti in videocollegamento anche Giampiero Orleoni e Nicola Bosticco, presidente e vicepresidente di Arpiet, l’associazione che rappresenta i gestori degli impianti di risalita piemontesi.

In giornata la Regione scriverà al Governo per risollecitare l’attivazione immediata dei ristori che gli operatori del settore attendono da mesi (parametrati sul modello francese, che prevede un ristoro di circa il 50% dei ricavi annuali), ma anche un ulteriore indennizzo per le cinque false partenze subite dal comparto fin dall’avvio della stagione invernale (la prima per il ponte dell’Immacolata, poi ancora il 20 dicembre, il 7 e 18 gennaio e adesso il 15 febbraio), che hanno causato un aumento dei costi fissi del 20%.

Nel pomeriggio l’assessore agli Affari Legali Maurizio Marrone verificherà con l’avvocatura della Regione la possibilità di costituirsi parte civile, al fianco dei gestori degli impianti, per chiedere indennizzi proporzionati alla quantificazione dei danni, mentre gli assessori allo Sport Fabrizio Ricca e al Turismo e Commercio Vittoria Poggio incontreranno il neo-ministro del Turismo Massimo Garavaglia.

Stamattina invece il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, insieme al vicepresidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso, si è confrontato con il ministro agli Affari regionali Mariastella Gelmini per chiedere una immediata  convocazione delle Regioni che hanno nel sistema invernale uno dei comparti economici strategici per il proprio territorio. Un settore che dà da vivere a migliaia di famiglie e che oggi rischia il collasso.

Sempre in giornata, il presidente Cirio trasmetterà anche al presidente del Consiglio Draghi una memoria con le istanze urgenti che la Regione chiede al governo per sostenere il sistema della neve.

La Regione Piemonte ha previsto di stanziare immediatamente 5,3 milioni di euro come ristori per gli impianti sciistici nuovamente penalizzati da una politica di chiusura intempestiva e annunciata con nessun anticipo - sottolineano il presidente Cirio e l’assessore Ricca -. Una dinamica, questa, che ha reso impossibile una politica di pianificazione delle aperture per la stagione sciistica e ha causato ulteriori danni a quelli già ingenti che la pandemia ha provocato anche a questo comparto. La Giunta delibererà venerdì queste risorse che sappiamo non essere sufficienti, ma che sono un modo immediato per dare ossigeno a un settore che per il Piemonte è strategico. Ci aspettiamo che Roma si attivi subito per fare la sua parte. Draghi dimostri che la musica è cambiata e che il nuovo governo conosce e capisce i problemi della vita reale, come primo atto avvii immediatamente i ristori per lo sci”.

E dal fronte degli albergatori, è Fabio Borio, numero uno di Federalberghi Torino, a far notare tutto il malcontento del settore: "Accogliamo con enorme disappunto il provvedimento del ministro della Sanità Roberto Speranza che ha fermato la riapertura degli impianti di sci prevista, ormai da settimane, per oggi. Non è nostra intenzione contestare il merito della decisione quanto piuttosto l’intempestività della stessa, adottata a pochissime ore dalla riapertura. Questo modo di operare, non certo inedito da parte del ministro Speranza, denota una mancanza di rispetto e una scarsissima o nulla conoscenza del mondo imprenditoriale e turistico della montagna. L’intero comparto che ruota attorno allo sci si era attrezzato, nelle settimane scorse, per offrire proposte turistiche e skypass nel pieno rispetto delle normative per garantire una ripartenza in sicurezza". 

"Bloccare la riapertura degli impianti può essere legittimo alla luce del quadro epidemiologico - aggiunge -, farlo con poche ore di preavviso è un insulto a tutti quegli imprenditori che hanno investito in queste settimane nella speranza di riaprire e tamponare una situazione già di per sé drammatica. Tutta la nostra solidarietà va agli imprenditori del comparto turistico-ricettivo, che ancora una volta devono fare i conti con il danno e con la beffa".

redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium