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Scuola e formazione | 02 febbraio 2021, 18:20

Campus universitario di Grugliasco, il conto alla rovescia continua: "Bello pensare al futuro, andando oltre il Covid" [FOTO e VIDEO]

Presentato il protocollo di intesa tra UniTo ed enti locali per integrare l'intervento per la didattica ai benefici per il territorio: il traguardo fissato al 2024

Tavolo dei relatori

La presentazione del progetto per il nuovo Polo universitario di Grugliasco

Passi avanti per il futuro Polo Scientifico di Grugliasco, la nuova struttura che - proprio alle porte di Torino - si prepara a ospitare circa 10mila studenti, cui si aggiungono oltre un migliaio tra ricercatori e addetti. E' stato infatti sottoscritto il protocollo d'intesa per migliorare i servizi per la popolazione universitaria e favorire i processi di innovazione sociale e di sviluppo economico per ottenere la massima integrazione fra territorio e Atenei. Il tutto mentre il traguardo è fissato per il 2024 (i lavori avranno luogo tra il 2022 e il 2023).

"Agrifood, ambiente, salute animale, chimica verde e materiali avanzati saranno tra gli argomenti che traineranno le attività del Polo di Grugliasco: un hub scientifico che al momento conta dal 2007 un impegno in 400 progetti - dice Cristina Prandi, vicerettrice per la ricerca delle scienze naturali e agrarie Università degli Studi di Torino -. Ma accanto alla ricerca e alla formazione sono necessarie le aziende che vorranno essere presenti. Quello che sarà fondamentale, in tutto ciò, è senza dubbio però il capitale umano: il vero valore aggiunto di tutta l'iniziativa".

I numeri del Polo di Grugliasco: "UniTo e PoliTo pronte a collaborare"
Saranno 85mila i metri quadri di superficie edificati, di cui 22mila per aule, 47.500 per la ricerca e 7200 per lo sport al coperto (due campi polivalenti, sale fitness e altro ancora, come una pista di atletica al coperto, campi da calcio a 5 e beach volley). I laboratori saranno 408, insieme a 1705 postazioni per la relativa didattica. Saranno 235 gli uffici per docenti e 55 le sale per seminari e riunioni. A questo si aggiungerà un auditorium da 450 posti, servizi amministrativi e ristorazione. I posti per la didattica generale, distribuiti in un totale di 32 aule, saranno 2990 (le capienze andranno dai 30 ai 250 posti). Dieci saranno le aule studio, per 250 studenti. A tutto ciò si aggiungeranno 40mila metri quadri di parco urbano, 7500 metri quadri per luoghi di incontro, ma anche piste ciclabili e percorsi pedonali.
In tutto si tratta di un investimento da 250 milioni di euro, di cui 160 per il costo delle opere: 300 gli operai impiegati mediamente ogni giorno, mentre sono 38mila le ore-uomo di progettazione. "Produrremo un effetto moltiplicatore da 530 milioni di euro sul territorio - aggiunge Sandro Petruzzi, direttore Direzione Edilizia e Sostenibilità Università degli Studi di Torino - con 1760 addetti nelle costruzioni e 960 per l'indotto".
Forte l'inclinazione alla sostenibilità. "Non un solo litro d'acqua utilizzato nel campus finirà nelle fogne, ma sarà riutilizzato", conclude Petruzzi.

"Era importante non solo rinnovare le nostre strutture, ma anche condividere quel che facciamo e i suoi benefici con la collettività - dice Stefano Geuna, rettore dell'Università di Torino - altrimenti sarebbe stata un'operazione da egoisti. Ed è importante in tutto questo avere anche la vicinanza e la partecipazione del Politecnico di Torino".

"E' importantissimo continuare a collaborare tutti insieme - aggiunge Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino - così come accade già in altri ambiti, per esempio la manifattura. Abbiamo forze in campi ben definiti, ma non possiamo fare a meno della sostenibilità ambientale. Noi faremo la nostra parte portando le tecnologie, automazione e ict: anche da questo nascerà quella che chiamo Agricoltura 4.0. E le tante persone che andranno a popolare quella zona saranno un vettore per lo sviluppo di quei territori".


Le istituzioni del territorio: "Non solo Covid, bisogna continuare a pensare al futuro"
"E' stata un'intera comunità a costruire un progetto di questo genere: istituzioni, al di là del colore politico, ma anche esponenti dell'economia, sindacati e molto altro ancora - Chiara Appendino, sindaca Città Metropolitana di Torino -. E' in un ecosistema che sta la forza di un territorio. E il Polo dell'università va di pari passo con il Parco della salute, il Manufactury&technology center e la città dell'Aerospazio. Tutto crea opportunità di sviluppo economico del nostro territorio".


[Chiara Appendino, sindaca metropolitana e di Torino]

"Progetti così ci danno l'idea che il mondo va avanti Alberto Cirio, presidente Regione Piemonte - e che non ci si ritrova sempre e soltanto a parlare di numeri e bollettini. La realtà va affrontata, ma non si deve smettere di guardare al futuro. Proprio le Università sono uno dei valori aggiunti del nostro territorio: sintesi tra innovazione, sviluppo e industria che può trovare chi viene qui a insediarsi. Un gioiello di famiglia che non vogliamo farci scappare, anzi".


[Da sinistra, il governatore Alberto Cirio e il sindaco di Grugliasco, Roberto Montà]

"Il livello strategico di questo progetto va ben oltre i confini della nostra città e ne sento tutta la responsabilità - Roberto Montà, sindaco Comune di Grugliasco - ed è molto bello che siamo riusciti ad andare avanti nonostante un anno di Covid. Questo Polo porta avanti una visione di campus che fino a oggi forse è poco conosciuto, da queste parti, che riguarda la didattica, ma anche la qualità della vita e di permanenza all'interno di queste strutture".

"Grugliasco, insieme a Collegno - aggiunge - rappresenta una delle zone con la maggiore concentrazione di aziende, dunque di contenuti di innovazione, ricerca e know how. E la sfida sarà anche nel rendere quest'area attrattiva per chi vorrà venire qui a investire: oggi rappresentiamo tutto l'arco politico, a conferma che è un sentire comune quello che ci muove".


Il mondo economico: 
"Un progetto condiviso e metropolitano è fondamentale - dice Dario Gallina, presidente Camera di commercio di Torino - in zone dense di attività economiche. Rappresenta quell'accelerazione di cui abbiamo bisogno, il trasferimento tecnologico e il nostro obiettivo sarà contribuire a portare la presenza delle imprese. Sarà quell'energia e quel legame che darà impulso al rilancio dell'area. E porteremo il nostro laboratorio chimico, oltre a fungere da cinghia di trasmissione".

"In questo progetto si sintetizza anche il nostro modo di fare banca: giovani, cultura, sostenibilità e capacità di fare sistema - commenta Teresio Testa, direttore Regionale Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo -. Inoltre si punta a rilanciare un'area aumentandone la capacità attrattiva. Speriamo sia un modello che si possa applicare anche in altre zone della regione e del Paese. Noi ci siamo, anche con il nostro Innovation center. E daremo il nostro supporto in termini di risorse per quelle start up che tutti immaginiamo sorgeranno intorno al Polo universitario".

Massimiliano Sciullo

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