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Politica | 27 gennaio 2021, 15:05

Piazza San Carlo, la sindaca Appendino condannata a 1 anno e 6 mesi

Arrivata la sentenza per i fatti del 3 giugno 2017. La prima cittadina era accusata di disastro, omicidio e lesioni colpose. "Accetto e rispetto questa decisione, anche se provo una profonda amarezza. Sul ruolo dei sindaci, sui rischi e sulle responsabilità a cui sono esposti, forse andrebbe aperta una discussione"

la sindaca Appendino insieme al suo legale Luigi Chiappero

per i fatti di piazza San Carlo, la sindaca Appendino condannata a 1 anno e 6 mesi

La sindaca di Torino Chiara Appendino è stata condannata a 1 anno e 6 mesi nel processo per i fatti di piazza San Carlo del 3 giugno 2017. La sentenza è stata pronunciata pochi minuti fa in tribunale a Torino.

La prima cittadina era imputata per disastro, omicidio e lesioni colpose per i fatti avvenuti in piazza San Carlo il 3 giugno 2017, quando durante la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid si scatenó il panico con un bilancio finale di due vittime, Erika Pioletti e Marisa Amato, e oltre 1.500 feriti.

La sessa pena é stata comminata agli altri cinque imputati che hanno scelto il rito abbreviato: l'ex questore Angelo Sanna, l'ex capo di gabinetto Paolo Giordana, l'ex presidente di Turismo Torino Maurizio Montagnese e l'architetto Enrico Bertoletti.

Subito dopo la sentenza, la sindaca Appendino ha commentato la sentenza sulla sua pagina Facebook. "Il 3 giugno del 2017 una banda di quattro rapinatori, armati di spray urticante, si introdusse in mezzo alla folla e lo spruzzò per rubare collane e orologi preziosi. Questo gesto scellerato scatenò il caos che portò a molti feriti e alla morte di due persone. I quattro sono già stati condannati a 10 anni per omicidio preterintenzionale, anche in appello. Oggi, in un altro processo, la stessa Giudice ha condannato me (insieme ad altre 4 persone) a 1 anno e 6 mesi per una serie di reati colposi legati a quei fatti. È una decisione che accetto e rispetto, anche per il ruolo che rivesto".

"La tesi dell’accusa, oggi validata in primo grado dalla Giudice, è che avrei dovuto prevedere quanto poi accaduto e, di conseguenza, annullare la proiezione della partita in piazza", ha proseguito Chiara Appendino. "Una tesi dalla quale mi sono difesa in primo grado e che, dopo aver letto le motivazioni della sentenza con i miei legali, cercherò di ribaltare in Appello perchè è evidente che, se avessi avuto gli elementi necessari per prevedere ciò che sarebbe successo, l’avrei fatto. Ma così non fu e, purtroppo, il resto è cronaca".

Poi la sindaca di Torino aggiunge che "questa tragica vicenda mi ha segnato profondamente. Quei giorni e i mesi che sono seguiti, sono stati i più difficili sia del mio mandato da sindaca sia della mia sfera privata, personale. E il dolore per quanto accaduto quella notte è ancora vivo e lo porterò sempre con me".

"Con la stessa sincerità vorrei aggiungere ancora una cosa: a questi sentimenti, oggi, si somma anche una sensazione di amarezza", prosegue Appendino. "Perchè se è vero che la carica istituzionale che ricopro comporta indubbiamente delle responsabilità, alle quali non ho alcuna intenzione di sottrarmi, è altrettanto vero che oggi devo rispondere, in quanto sindaca, di fatti scatenati da un gesto - folle - di una banda di rapinatori".

"Proprio sul difficile ruolo dei sindaci, sui rischi e sulle responsabilità a cui sono esposti, forse andrebbe aperta una sana discussione", prima di concludere con un "grazie a tutte le persone che mi sono state vicine, soprattutto in questi giorni, e ai miei legali, fiduciosa di riuscire a far valere le nostre tesi nei prossimi gradi di giudizio".

Marco Panzarella

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