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Economia e lavoro | 09 gennaio 2021, 07:18

Il Covid si prepara a fare le sue vittime tra l'artigianato: in sei mesi potrebbero sparire 382 aziende a Torino

Secondo le stime di Confartigianato Piemonte, in tutta la regione si arriverebbe a 650 unità produttive che chiuderanno i battenti. Felici: "Alla riduzione del volume d'affari si sommano anche fisco e burocrazia"

Artigiano al lavoro

Previsioni negative per i primi 6 mesi del 2021

Circa 382 imprese che chiuderanno i battenti nei primi sei mesi del 2021, per un totale - su scala regionale - di almeno 650 unità produttive che non riapriranno i battenti. Sono queste le stime che Confartigianato Piemonte mette sul tavolo con l'avvio del nuovo anno, il primo dopo la grande emergenza Covid.

La situazione economica, complicata dalla perdurante emergenza sanitaria, rende indispensabili stanziamenti adeguati a sostenere tutte le tipologie di imprese che hanno sofferto contrazione del volume d’affari a causa del primo e del secondo lockdown - dice Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte -. Al fine di dare slancio alla nostra economia occorre un utilizzo di carattere strutturale delle risorse previste dal Governo a fronte della pandemia, nonché delle risorse europee del Recovery Fund di competenza dell’Italia”.

Arrivati al giro di boa, le indagini congiunturali trimestrali realizzate da Confartigianato Imprese Piemonte nel 2020 mettono in luce, dopo un parziale ottimismo nel primo trimestre, valutazioni pesantemente negative nel resto dell’anno imputabili principalmente alla pandemia da Coronavirus, che condiziona con effetti drammatici sia la situazione sanitaria, sia il trend dell’economia, con ripercussioni molto preoccupanti sulla produzione e sull’occupazione. “Per le imprese artigiane in particolare – dice ancora Felici – la riduzione del volume d’affari causato dalla pandemia si somma alle criticità conseguenti al carico fiscale, alle eccessive incombenze burocratiche, ai ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni”.

L’accesso al credito si conferma come uno dei problemi per le piccole imprese. Infatti dall’analisi dei dati sui prestiti in Italia per dimensioni d’impresa si evince un miglioramento generalizzato, ma con un persistente ritardo delle imprese di minori dimensioni: a marzo 2020 i prestiti alle piccole imprese sono ancora in territorio negativo, registrando un -1,6% che, anche se migliore del -2,2% del dicembre 2019, è in controtendenza rispetto all’aumento dell’1,2% dei prestiti al totale delle imprese, andamento che inverte il segno rispetto al -1,8% di tre mesi prima. Per quanto concerne le regioni in cui i prestiti alle piccole imprese sono inferiori allo zero, i cali meno intensi nei primi tre mesi del 2020, ed in miglioramento rispetto ai  tre  mesi  precedenti,  sono:  Sardegna  (-0,4%),  Molise  e Sicilia (entrambe a -0,7%). Il calo maggiore è quello della Valle d’Aosta (-6,3%); flessioni decise, anche se in miglioramento, si registrano in Veneto (-3,7%), Marche (-3,1%) e Trento  (-3,0%).  In  Piemonte  il valore si posiziona nel primo trimestre 2020 sul -1,4%, rispetto al -2,9% del trimestre precedente.

Secondo il monitoraggio dell’Osservatorio dell’Artigianato della Regione Piemonte, al 30 giugno 2020, le imprese artigiane piemontesi ammontavano a 116.804; secondo le previsioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte nel primo semestre dell’anno 2021 si verificherà una riduzione di imprese pari a 650 unità produttive, scendendo così a 116.154 (il calo più consistente si riscontrerà nella provincia di Torino che si attesta sulle 59.940 imprese, con una perdita stimata di 382 unità produttive).

A fine 2020 gli apprendisti, rispetto ai 30.515 del 2019, sono 20.116, evidenziando, dopo quattro anni di crescita, un consistente calo dovuto in gran parte alla situazione pandemica, che sta pregiudicando le opportunità occupazionali anche per gli apprendisti.

In calo anche l'occupazione in generale, con una forte diminuzione rispetto al 2007 (anno prima della crisi): si parla di quasi il 23,5% in meno per 72.883 posti di lavoro.

Massimiliano Sciullo

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