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Politica | 30 novembre 2020, 11:57

Rivoli, gruppo di genitori e insegnanti scrive a Cirio: "Basta dad, si torni in aula in presenza"

"La didattica a distanza e l’uso prolungato di Internet sono dannosi sullo sviluppo fisico e mentale dei ragazzi". La richiesta: "Riapriamo le scuole, pur mantenendo la sicurezza"

Rivoli, gruppo di genitori e insegnanti scrive a Cirio: "Basta dad, si torni in aula in presenza"

Nel Comune di Rivoli, dal mese di aprile, si è costituito un gruppo spontaneo di genitori, insegnanti, dirigenti scolastici e persone impegnate attivamente sul territorio. Il gruppo, organizzato on line, ha prodotto materiali e proposte agli enti preposti, collaborando per la ripresa dell'anno scolastico. Oggi quel gruppo scrive al presidente della Regione Alberto Cirio.

"Siamo consapevoli che oggi stiamo affrontando una crisi sanitaria e socio-economica senza precedenti, causata dalla pandemia di Covid-19. Sebbene non si conosca ancora l’impatto complessivo e le conseguenze a lungo termine che rimarranno nel nostro organismo, una cosa è invece certa: l’impatto del Covid-19 sulle vite di milioni di bambini e ragazzi lasceranno conseguenze pesanti. Fattori quali l’impossibilità di frequentare la scuola in presenza, la separazione forzata dai loro compagni, la modifica delle relazioni sociali, dei loro comportamenti, saranno senz'altro la causa di disagi notevoli ed ancor in maniera più accentuata per tutti quei ragazzi che vivono in condizioni di marginalità. La didattica a distanza e l’uso prolungato di Internet possono comportare rischi enormi che si possono ripercuotere negativamente sul loro sviluppo fisico e mentale".

"Gli studi di ricercatori e pediatri dimostrano che la didattica in presenza, porta più benefici che rischi, tenendo presente il bisogno dei ragazzi di confrontarsi di persona con educatori, insegnanti e soprattutto con i loro coetanei. Quindi da un’analisi generale emerge l’importanza di riaprire le scuole, ma con buon senso e sempre nel rispetto di poche e chiare regole da seguire. Le scuole in questi mesi si sono organizzate, i ragazzi hanno dimostrato di seguire con scrupolo le regole impartite, dimostrando senso del dovere e entusiasmo alla frequenza. Con qualche preoccupazione ma anche con speranza abbiamo accolto la notizia che dal 29 novembre il Piemonte è classificata zona arancione".

"Le chiediamo di permettere anche ai ragazzi delle secondarie di secondo grado di tornare a scuola. Lei ha deciso di mantenere la didattica a distanza, non permettendo il rientro dei nostri ragazzi, le chiediamo di rivalutare con scrupolo questa decisione per le motivazioni sopra esposte, le chiediamo di applicare quanto previsto dal decreto ministeriale per le scuole nelle zone arancione rivedendo il termine per la didattica a distanza fissato dal suo Decreto per il 23 dicembre 2020".

redazione

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