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Eventi | 04 novembre 2020, 10:27

Al Castello di Rivoli visite virtuali per scoprire le "Espressioni" (e l'Espressionismo) dell'arte

La nuova mostra "Espressioni. La proposizione" sarà offerta al pubblico attraverso contributi online del direttore Carolyn Christov-Bakargiev. All'interno, il progetto "Sex" di Anne Imhof, in dialogo con il "Narciso" di Caravaggio. Proroga dell'allestimento pari al tempo di chiusura per lockdown

Al Castello di Rivoli visite virtuali per scoprire le "Espressioni" (e l'Espressionismo) dell'arte

A poche ore dalla firma del nuovo Dpcm, che sancisce la chiusura di mostre e musei tra i provvedimenti per il contenimento dell'emergenza Covid, il Castello di Rivoli presenta, a distanza, i nuovi allestimenti che avrebbero dovuto inaugurare proprio domani, aprendo il mese dell'arte contemporanea in Piemonte. 

Si tratta della mostra "Espressioni. La proposizione", a cura del direttore Carolyn Christov-Bakargiev con Fabio Cafagna e Marianna Vecellio, che accoglie le opere di oltre cinquanta artisti di epoche storiche diverse, provenienti da più parti del mondo, tutti accomunati da un marcato interesse nei confronti di forme di arte particolarmente espressive, o addirittura espressioniste.  

Per coinvolgere il pubblico con le ultime novità, il Castello di Rivoli si affiderà ancora allo “Slow Museum, concetto di museo sostenibile che può anche essere vissuto digitalmente da un pubblico nazionale e internazionale, attraverso una programmazione digitale potenziata. Il direttore offrirà quindi visite guidate online della mostra, oltre al video di una passeggiata per le sale dei curatori. Inoltre, il Castello di Rivoli prevede di prolungare le date della mostra per compensare il periodo di chiusura

I protagonisti selezionati per Espressioni, prima parte di un progetto biennale, spaziano dall’individualismo esasperato a manifestazioni di malinconia romantica, sino a interpretazioni deformate del corpo e del quotidiano, quasi a significare la necessità di verificare la propria vitalità di fronte alle difficoltà del mondo. 

All'interno figura la mostra Sex, che vede protagonista la tedesca Anne Imhof, artista premiata con il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 2017, e riconosciuta a livello internazionale come una delle voci più innovative della sua generazione.

Attraverso le sue durational performances, offre al pubblico una forma inedita all’esperienza del mondo contemporaneo, nel quale la fisicità è sempre più mediata dalla comunicazione digitale. I nuovi volti di narcisismo, alienazione e distacco dettate dalla massiccia diffusione dei canali social, e le nuove gestualità connesse sono una componente essenziale nella ricerca dell’artista.

La mostra costituisce il primo esperimento nella carriera di Imhof che, in ottemperanza all’obbligato distanziamento fisico, riflette sulle contraddizioni di un narcisismo e di una correlata solitudine di massa tipica della nostra nuova era. L’assembramento diviene quindi non tanto una letterale tecnica, quanto un universo poetico dell’opera.

L’elemento scultoreo centrale in Sex è un lungo muro in vetro e acciaio, che l'artista mette in scena per definire in maniera ambivalente lo spazio. Untitled (Glass Wall) è un’opera architettonica strutturata in pannelli di vetro montati su basi in acciaio. Pur rievocando i muri, le barriere e le transenne erette per gestire le folle, separare e allontanare le persone nelle nostre città, il “muro di vetro” ne nega la funzione, proponendosi quale struttura attraversabile, discontinua e definita da una costante trasparenza. Come una lunga spina dorsale, l’opera attraversa l’intero spazio della Manica, dividendola in due corridoi simmetrici, che ospitano opere intenzionalmente allestite secondo i concetti di doppio e rispecchiamento.

La mostra si focalizza inoltre intorno a un nucleo selezionato di capolavori storici provenienti da collezioni italiane che saranno allestiti in dialogo con le opere di Imhof, contribuendo ad approfondire alcune tra le tematiche alla base del lavoro dell’artista. Tra le opere esposte, l’olio su tela Narciso, 1597-1599 di Caravaggio, proveniente dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica, che invita a una riflessione contemporanea sulla questione dell’identità e sull’immagine di un sé oggi sempre più connotato da un desiderio esibizionistico della propria immagine attraverso la tecnologia digitale. E, ancora, il San Lorenzo, c. 1640-1649, di Jusepe de Ribera (Collezione Cerruti) e Scena Allegorica, c. 1521-1522, del pittore manierista Dosso Dossi (Fondazione Giorgio Cini, Venezia). Inoltre saranno presenti La Maddalena penitente, c. 1645, del pittore barocco Andrea Vaccaro e Sansone e Dalila, c. 1630-1638, di Artemisia Gentileschi per gentile concessione delle Gallerie d’Italia, Napoli.

"Siamo molto felici della collaborazione con le Gallerie Nazionali di Arte Antica che ringraziamo per il prestito del Narciso - afferma il direttore Christov-Bakargiev -. Questa sinergia segna un nuovo capitolo in cui gli artisti di oggi possono lavorare creativamente e direttamente in relazione alle opere del passato, come del resto è accaduto molte volte nella storia”. 

Sin dalle origini - prosegue -, l’arte registra i grandi cambiamenti dell’umanità, offrendo modelli di conoscenza alternativi e visioni che a volte reagiscono alle interpretazioni meramente positive del progresso. A partire dalla scoperta del fuoco e delle coeve pitture rupestri, l’arte accompagna il progresso con opere che esprimono sentimenti umani alternanti tra l’esilarante e la gioia da una parte, e il turbamento e l’incertezza dall’altra. I grandi sconvolgimenti portati dall’accelerazione dei trasporti e dalla rivoluzione copernicana si intravedono per esempio nel passaggio dal Rinascimento all’arte manierista. In un poetico insieme di affinità elettive, le opere storiche diventano personaggi che abitano la mostra di Imhof”. 

Dal 2012, l'artista tedesca lavora con un gruppo stabile di collaboratori, le cui diverse esperienze contribuiscono alla forma finale delle performance dell’artista. Nel caso della performance Sex, prevista al Castello di Rivoli, un contributo fondamentale per lo sviluppo concettuale ed estetico è stato dato da Eliza Douglas. Assieme a Imhof, Douglas e Billy Bultheel hanno composto una partitura originale che combina la musica classica con molteplici riferimenti che vanno dalla musica punk, all’electronic, al grunge, all’interno del quale il tempo sembra scorrere secondo una logica indipendente dagli eventi esterni.

A causa dei recenti sviluppi della situazione sanitaria, le direzioni del Castello di Rivoli e delle Gallerie Nazionali di Arte Antica hanno di comune accordo deciso di rinviare il prestito del dipinto di Caravaggio in modo da poter far coincidere con la riapertura dei musei la realizzazione delle performance in programma a Torino e a Roma. Al termine del lockdown, il Narciso verrà allestito al Castello di Rivoli, in coincidenza con la performance Sex.

Manuela Marascio

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