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Attualità | 23 ottobre 2020, 09:45

A Caselette si esercitano le unità cinofile del soccorso alpino della finanza

Lo scopo, fronteggiare le emergenze di persone disperse in macerie e in frana

A Caselette si esercitano le unità cinofile del soccorso alpino della finanza

La Guardia di Finanza ha concluso da pochi giorni a Caselette, comune del Torinese, un’esercitazione delle proprie unità cinofile da ricerca del Servizio di Soccorso Alpino.

Oltre 20 le unità cinofile da ricerca provenienti da gran parte delle 28 Stazioni del soccorso della Guardia di Finanza: 8 Unità dal Piemonte e Valle d’Aosta, 2 dal Veneto, 4 dal Trentino Alto Adige, 3 dall’Abruzzo, una dalla Calabria e due unità dalla Sicilia.

L’esercitazione è stata anche l’occasione per fare il punto su un progetto di ricerca, nato nel 2011 e che vede coinvolti la Scuola Alpina delle Fiamme Gialle di Predazzo, con il dipendente Corso di Addestramento Alpino di Passo Rolle, e l’Università di Perugia. Il progetto ha visto la realizzazione di 12 sessioni di studio in neve con l’intento di indagare le dinamiche comportamentali ed ambientali che incidono sul rendimento dei cani. Unitamente allo studio fisico chimico della neve e della valanga sono state studiate le risposte comportamentali dell’unità cinofila durante le azioni di ricerca anche in situazioni di particolare fatica e di stress.

L’indagine è stata accuratamente orientata ad identificare i limiti che determinano le performance del quadrupede ovvero ambiente, caos, disturbo, inquinamento e fatica: essi costituiscono generalmente un mix di fattori negativi e stressanti rilevabili e riconoscibili solo tramite la rilevazione fisiologica e l’osservazione comportamentale.

Sulla base dell’esperienza maturata, il progetto ha avuto un seguito, ovvero quello della sperimentazione in macerie tuttora in corso e che ha sempre come base di riferimento il Centro Addestramento Alpino della Guardia di Finanza di Passo Rolle. Un Reparto della Guardia di Finanza di eccellenza quest’ultimo, con il compito di formare la sessantina di unità cinofile che attualmente compongono questo comparto, oltre ad addestrare ed aggiornare tutti i Finanzieri che compongono le stazioni del Soccorso Alpino del Corpo su tutto il territorio nazionale.

Come ricordato, le sessioni di studio in macerie si sono concluse proprio presso il campo di addestramento di Caselette.

Il leader scientifico del progetto è stata la Prof.ssa Silvana Diverio del Dipartimento di Scienze Biopatologiche e Igiene delle produzioni Animali e Alimentari dell’Università degli Studi di Perugia che si è avvalsa della collaborazione delle dr.sse Martina Iaboni, Noemi Nisini e Anna Sansone.

L’attività scientifica si è incentrata nello studio delle modificazioni fisiologiche durante e dopo l’attività fisica, la capacità dei cani nel rilevare la presenza delle sorgenti odorose umane e di segnalarle con precisione al proprio conduttore. Tutte le prove vengono filmate per permettere l’osservazione e l’analisi comportamentale.

Tra gli obiettivi dello studio vi è quello di osservare anche la resilienza dei cani ripetutamente sottoposti alle ricerche. Le razze impiegate sono il pastore tedesco grigio allevato presso il Centro della Guardia di Finanza di Castiglione del Lago (PG), il pastore Belga Malinois ed il Border Collie. Gli ausiliari vengono selezionati e prescelti secondo uno standard caratteriale e morfologico che garantiscano ottime prestazioni di lavoro, di docilità e di socialità. I cani vengono scelti a circa tre mesi dalla nascita e avviati successivamente ad un periodo di affezionamento con il conduttore, successivamente ad un periodo propedeutico al primo corso di specializzazione. Nell’età giovanile vengono anche testati per le capacità cognitive e le abilità fisico atletiche necessarie alla movimentazione e alla ricerca su terreni sconnessi e franosi.

 

Redazione

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