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Sanità | 22 ottobre 2020, 19:17

Coronavirus, Piemonte secondo in Italia nel rapporto tra positivi e tamponi fatti. Terapie intensive non affollate come in altre regioni

Il tasso è del 13,4% (in Liguria è del 13,7%), mentre la Lombardia è ferma a 11,5%. Il lato positivo, invece, è che il tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva non è preoccupante come in altre zone d'Italia

Coronavirus, Piemonte secondo in Italia nel rapporto tra positivi e tamponi fatti. Terapie intensive non affollate come in altre regioni

Il bollettino della Regione dice, ma ci sono altre evidenze statistiche che aiutano a completare il "ritratto" del Piemonte in questa seconda ondata di Coronavirus. Altre informazioni infatti si possono ottenere paragonando i nostri numeri con quelli delle altre regioni. E facendolo si scoprono aspetti più preoccupanti, ma anche altri più rassicuranti. Ombre, ma anche qualche luce, insomma.

La fotografia di oggi in Piemonte: un 13,4% che non lascia tranquilli
I dati di oggi parlano di 11 decessi (anche se nessuno della giornata che va a concludersi), di 95 pazienti guariti e di 1550 casi positivi in più di ieri, a fronte di 11.565 tamponi effettuati. 
E se oltre la metà di questi (799, pari al 52%) sono asintomatici, il rapporto tra positivi e numero di tamponi ci colloca alle spalle della sola Liguria su scala nazionale. Si tratta infatti di un 13,4% - fonte dati del Ministero della Salute - che segue il 13,7% della Liguria, mentre la Lombardia, da cui arrivano numerosi segnali di allarme, così come ne sono arrivati nella prima ondata, si ferma all'11,5%.

Il tasso di ospedalizzazione
Un altro aspetto rilevante è legato all'ospedalizzazione dei cittadini, ovvero quante persone vengono ricoverate presso le strutture, siano essere terapie intensive o non intensive. Nella giornata di oggi il Piemonte conta 5 posti di terapia intensiva occupati in più, rispetto ai 79 di ieri. Sono 66 i nuovi ricoveri di questo genere in tutto il Paese, mentre sempre nella nostre regione i posti in più occupati nelle terapie non intensive sono 115, rispetto a mercoledì. Ancora una volta, sono Liguria e Valle d'Aosta le regioni in situazioni più preoccupanti (con circa 30 ospedalizzati ogni 100mila abitanti), ma il Piemonte è poco distante, in posizione comunque peggiore rispetto al resto del Paese.

La saturazione delle terapie intensive
Alla luce di tutto questo, tuttavia, il Piemonte non compare nella lista delle situazioni più preoccupanti per quanto riguarda la percentuale di posti in terapia intensiva occupati rispetto a quelli disponibili. Sono infatti Umbria (28%), Campania (22%), Sardegna (21%), Toscana (19%) e Lazio (18%). Tenendo presente che secondo il Governo l'allarme scatta al superamento del 30%.

A incidere, in questo caso, sicuramente l'esperienza pregressa: si tratta infatti di regioni che con la prima ondata non erano state coinvolte come il Nord e dunque non avevano dovuto rafforzare in maniera così significativa come hanno fatto al Nord la rete di soccorso ospedaliera.

Massimiliano Sciullo

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