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Sanità | 06 ottobre 2020, 19:23

Il racconto di un lettore: "Abbiamo accompagnato mia suocera al Pronto soccorso di Rivoli, ma fino al giorno dopo nessuno ci ha detto nulla"

La donna è stata portata dal 118 alle 18.30 di domenica e la telefonata ai parenti è arrivata alle 15 del lunedì. "Come è possibile che da marzo in poi non ci sia un protocollo per informare i parenti dei degenti?". La AslTo3: "Momento di particolare afflusso, comprendiamo il disagio, ma ci sono restrizioni per ridurre i rischi di contagio"

Il racconto di un lettore: "Abbiamo accompagnato mia suocera al Pronto soccorso di Rivoli, ma fino al giorno dopo nessuno ci ha detto nulla"

Una persona cara che ha bisogno delle cure del pronto soccorso, i parametri di sicurezza del Covid che restringono accessi e contatti con l'esterno, l'attesa e il bisogno di notizie da parte dei parenti. E' questa la vicenda che ci segnala un lettore, raccontando quanto accaduto pochi giorni fa.

"Mia suocera - scrive - è stata prelevata dal 118 domenica pomeriggio alle 18:30 e quindi portata al nosocomio di Rivoli. Da allora abbiamo perso ogni traccia e ogni possibilità di conoscerne lo stato di salute. Nonostante molteplici telefonate, nessuno ha potuto informarci, abbiamo passato una notte disperati in attesa di notizie e l'indomani, nonostante l'intervento dell'Urp di Pinerolo e della Direzione sanitaria, siamo stati contattati solo alle 15".

Un'attesa che ha lasciato l'amaro in bocca. "Mi chiedo come sia possibile a tutt'oggi, essere così disorganizzati. Fortunatamente mia suocera è stata trasferita in altro Ospedale. Ma come è possibile che all'ospedale di Rivoli, nonostante sia da marzo che conviviamo con l'emergenza Covid, non hanno ancora attivato un protocollo per informare i parenti dei degenti sullo stato di salute dei propri cari?".

Dalla AslTo3 replicano facendo notare che "purtroppo le restrizioni dovute all’emergenza Covid non consentono (salvo casi eccezionali) l’ingresso ai familiari dei pazienti in nessun presidio sanitario, proprio per mitigare i rischi di contagio e dunque per garantire la sicurezza degli stessi pazienti, degli operatori e dei cittadini". "Fin dall’inizio della pandemia, il personale dell’ospedale di Rivoli e delle strutture dell’Asl To3 si è impegnato a contattare regolarmente le famiglie dei pazienti ricoverati per fornire informazioni sui propri cari - e spiegano -. Nella circostanza, l’elevato numero di accessi in Pronto soccorso domenica sera ha reso, per le prime ore, estremamente difficile per gli operatori impegnati mettersi in contatto con la famiglia. Comprendiamo il disagio per quanto avvenuto ma confidiamo che la famiglia possa capire le difficoltà del momento, dovute alla situazione emergenziale in atto".

Massimiliano Sciullo

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