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Cronaca | 30 settembre 2020, 19:15

"Cirio come Moro", delirante volantino comparso nel pomeriggio a Torino

Nella zona del centro sociale Askatasuna. Solidarietà al Presidente della Regione da parte di diversi esponenti e forze politiche. "Andiamo avanti", ha commentato il Governatore

"Cirio come Moro", delirante volantino comparso nel pomeriggio a Torino

Un volantino comparso oggi pomeriggio a Torino, nella zona del centro sociale Askatasuna, ritrae Alberto Cirio come Aldo Moro nella nota immagine del presidente della Democrazia Cristiana rapito dalle Brigate Rosse.

Il volto del governatore del Piemonte è stato sovrapposto dagli autori a quello del leader democristiano rapito e ucciso 42 anni fa. La foto è quella tristemente celebre con la bandiera delle Brigate Rosse sullo sfondo. Sotto lo scatto la scritta "I cosplayer che vogliamo".

I cosplayer sono fan mascherati solitamente da protagonisti delle serie manga e fantascienza. Sul fatto ora indaga la Digos.

Intanto sono arrivati immediati gli attestati di vicinanza al presidente della Regione da parte di diversi esponenti e varie forze politiche. “La nostra solidarietà ad Alberto Cirio per l’intimidazione ricevuta. E’ il terzo episodio in meno di 24 ore in cui si registra un pesante attacco violento a chi rappresenta le istituzioni e lo Stato”. Così la parlamentare torinese di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli. "Il Ministro Lamorgese venga a Torino a far sentire che lo Stato è vicino ai suoi uomini, non li lascia soli, non arretra e soprattutto non lascia spazio all’eversione".

"A nome del Consiglio regionale del Piemonte esprimo totale solidarietà e vicinanza ad Alberto Cirio e ferma condanna per la vile e spregevole minaccia ricevuta", ha dichiarato il presidente Stefano Allasia. "I manifesti ignobili che raffigurano il presidente della Regione Piemonte come Aldo Moro ostaggio delle Br, sono un atto gravissimo e ripugnante che va condannato in modo perentorio. Non possiamo accettare rigurgiti di violenza che si rifanno a periodi oscuri  come quelli del terrorismo".

"Sono turbato e indignato. Ricordo bene gli anni del terrorismo, li ho vissuti in prima persona, ho conosciuto il clima di odio, di violenza, di intolleranza. Allora, giovane militante del PCI, consideravo le BR e gli altri gruppi di terroristi rossi come dei nemici della democrazia e dei valori della sinistra. Non mi capacito che qualcuno, nella Torino di Carlo Casalegno e del maresciallo Rosario Berardi, nella Torino che ha pagato un alto prezzo di sangue con morti e feriti, possa compiere l’infame gesto di recuperare gli odiosi simboli brigatisti", ha commentato il vice Presidente del Consiglio regionale Mauro Salizzoni.

"Esprimo vicinanza e solidarietà al presidente Cirio per i vergognosi volantini apparsi oggi a Torino. Si tratta di un atto grave che non va sottovalutato e che condanniamo con fermezza", ha dichiarato la vicepresidente del Senato e senatrice Pd, Anna Rossomando.

Il presidente, i vicepresidenti e i consiglieri del gruppo Lega Salvini Piemonte esprimono la loro più irremovibile condanna per i manifesti apparsi nei pressi del centro sociale Askatasuna e che ritraggono il presidente Alberto Cirio con le sembianze di Aldo Moro nel covo delle Brigate Rosse. Al governatore va la nostra più completa solidarietà. Una escalation preoccupante che lascia intravvedere una chiara strategia eversiva che si richiama a un periodo tetro come quello degli anni di piombo".

"Esprimo la vicinanza mia e della Città al Presidente Cirio per le vili intimidazioni ricevute", ha scritto su Twitter la sindaca di Torino Chiara Appendino. "Nessuna critica politica può trovare spazio dove c'è violenza, a cui va la più ferma condanna. In questo principio le Istituzioni sono e rimangono unite".

Vicinanza a Cirio hanno espresso anche l'ex sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino, il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte Paolo Ruzzola, i parlamentari piemontesi di FI e il Coordinamento di Forza Italia a Torino, il commissario cittadino Marco Fontana, il deputato torinese Roberto Rosso e i consiglieri di Circoscrizione Davide Balena, Giuseppe Battaglia, Licia Bello, Domenico Garcea e Alessandro Iocola.

"I volantini con le minacce ad Alberto Cirio sono un atto vigliacco e vergognoso. Chi scimmiotta il terrorismo è un individuo spregevole che infanga le vittime ed il dolore dei parenti. Al Presidente Cirio va la nostra solidarietà ed il nostro sostegno": è quanto dichiara Silvia Fregolent, deputata di Italia Viva.

"Esprimo tutta la mia vicinanza al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, per le vergognose intimidazioni subite. Questo clima d'odio e violenza è inaccettabile. Le istituzioni non si lasciano mai intimorire". Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.

"Cgil Cisl Uil Piemonte esprimono vicinanza e solidarietà al Presidente della Regione, Alberto Cirio, per le gravi intimidazioni ricevute. Condannano senza riserva le minacce che gli sono state rivolte in queste ore e quelle dei giorni scorsi dirette  ad altri rappresentati dello Stato e delle Istituzioni, respingendo con forza il clima di odio che si vorrebbe creare nella nostra  regione e nel Paese”. Lo dichiarano i segretari generali delle tre confederazioni, Pier Massimo Pozzi, Alessio Ferraris e Gianni Cortese.

"A Torino sono stati diffusi dei manifesti che sostituiscono il mio volto a quello di Aldo Moro nell’immagine delle Brigate rosse sul suo rapimento", ha scritto il Governatore Cirio sulla sua pagina Facebook. "Minacce che si aggiungono a quelle rivolte in queste ore a rappresentanti della Giustizia e di altre Istituzioni dello Stato".

"Qualcuno forse pensa di fermare il Piemonte e i piemontesi con le intimidazioni. Ma, ci ha insegnato Moro, “La vera libertà si vive faticosamente tra continue insidie”. E la nostra terra va avanti".

Solidarietà al governatore è stata espressa anche dall'Eurodeputata della Lega, Gianna Gancia ("È responsabilità dei partiti e dei politici, di tutti i partiti e di tutti i politici, separare chiaramente e nettamente le contrapposizioni e le polemiche da ogni riferimento, anche solo implicito, alla violenza. Se questo verrà fatto, non vi sarà spazio per chi vuole violare la vita civile"), del presidente del gruppo Pd in Regione, Raffaele Gallo e del Popolo della Famiglia tramite Mario Campanella.

redazione

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