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Economia e lavoro | 29 settembre 2020, 19:41

Reddito di cittadinanza, in un anno in Piemonte stipulati 1.936 contratti a tempo indeterminato

La platea potenziale era di oltre 60mila persone e subito cresce la polemica. L'assessore Chiorino incalza: "Numeri di un fallimento annunciato"

Reddito di cittadinanza, in un anno in Piemonte stipulati 1.936 contratti a tempo indeterminato

Sono passati 365 giorni dalla sua entrata in vigore su tutto il territorio nazionale, ma al tirare delle somme i risultati sembrano al di sotto delle aspettative. E' il bilancio del primo anno del Reddito di Cittadinanza, fortemente voluto dal governo e in particolare dalla sua anima grillina.

Secondo le cifre fornite dalla Regione, dall'intero protocollo di supporto al reddito (ma anche al reinserimento al lavoro) sarebbero scaturiti 1.936 contratti a tempo indeterminato, su una platea potenziale di oltre 60mila persone.

Più nel dettaglio, secondo quanto registrato alla fine del mese di agosto, su un totale di 61.972 "notificati MLPS", ovvero beneficiari facenti parte degli elenchi che l'Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro ha notificato in qualità di soggetti trattabili dai Centri per l'impiego, soltanto 8.009 hanno attivato un contratto, di cui 1.936 a tempo indeterminato.

Sul totale disponibile, i Centri per l’impiego gestiti da Agenzia Piemonte Lavoro hanno potuto convocarne per il primo appuntamento 49.637, 26.720 delle quali hanno sottoscritto il cosiddetto "PdS" ovvero l’impegno nella ricerca del lavoro. Sono invece 15.621 i profili che sono stati esclusi o esonerati, uscendo così dai percorsi di reinserimento.

Diminuiscono a 12.463 coloro che sono stati convocati per il secondo colloquio, con una selezione ulteriore che ha portato - come detto - a meno di 2.000 contratti a tempo indeterminato.

Altri verranno convocati prossimamente anche grazie al suddetto rafforzamento dei Centri: 48 nuovi assunti hanno preso servizio a inizio mese, ma il progetto, fortemente voluto dall’assessore regionale al Lavoro Elena Chiorino e dal direttore di Apl, Federica Deyme, prevede, in due anni, l’assunzione totale di circa 400 persone per ridare forza a enti che diventino davvero un punto di riferimento per i cittadini che cercano occupazione.

Per l'assessore Chiorino, "questa è la prova del flop del puro assistenzialismo al quale vanno invece contrapposte politiche attive, efficaci ed in grado di far incrociare davvero la curva della domanda e quella dell’offerta, creando occupazione".

La replica arriva da Francesca Frediani, consigliere regionale di M5S: "Invece di puntare il dito, la Regione dovrebbe fare la sua parte, anche per quanto riguarda la formazione e la creazione di posti di lavoro. Il reddito è una forma di politica attiva, ma funziona solo se tutti fanno la loro parte".

Massimiliano Sciullo

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