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Cronaca | 27 settembre 2020, 11:36

Giornata dei migranti e dei rifugiati, Nosiglia: "Nessuno va considerato straniero. Ma ai diritti devono corrispondere i doveri"

L'arcivescovo di Torino è intervenuto sul tema dell'immigrazione (e non solo) durante la sua omelia in Duomo: "La presenza di migranti è una risorsa positiva che va accettata e valorizzata. Chi commette crimini è la singola persona, italiana o straniera che sia"

Giornata dei migranti e dei rifugiati, Nosiglia: "Nessuno va considerato straniero. Ma ai diritti devono corrispondere i doveri"

Accoglienza, diritti, ma anche doveri. E' un discorso che affonda appieno le radici nell'attualità, quello che  'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, ha pronunciato durante la sua omelia pronunciata presso il Duomo di Torino in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato.

"Cari amici migranti e rifugiati - ha detto - (...) siete portatori di una ricchezza di culture, tradizioni, valori umani e spirituali e civili, che possono arricchire le nostre Comunità sia sotto il profilo religioso che sociale. La presenza degli immigrati

nel nostro Paese è una risorsa positiva, che non va solo accettata, ma valorizzata in tutti i suoi molteplici aspetti". 

E ha aggiunto: "I gravi e complessi problemi sociali, culturali e politici, economici e vitali che investono oggi l’ambito dell’immigrazione vanno affrontati a partire sempre dalla centralità di ogni persona che al di là delle differenze di cui è portatrice rappresenta un valore umano, religioso e sociale di grande efficacia 

e di cui l’intera nostra società abbisogna". "Nessuno deve essere dunque considerato straniero o ospite, ma anche chi professa una religione diversa dalla nostra, deve essere accolto come fratello e sorella amato da Dio suo creatore, membro effettivo della nostra società civile".

Accoglienza, ma anche casa e lavoro

Ma il discorso di Nosiglia - da sempre in prima fila quando si tratta di difendere diritti sociali elementari, ma spesso in crisi in questo periodo - allarga il proprio orizzonte. "Operare e lavorare per questo vuol dire anche riconoscere a ciascuno quei diritti fondamentali, che sono propri di ogni persona umana e di ogni famiglia: il diritto al lavoro, alla casa, alla salute, all’istruzione e alla cittadinanza in particolare dei minori nati nel nostro Paese, al permesso di soggiorno e ai diritti che la Costituzione italiana pone a fondamento del vivere civile del nostro popolo". 

Diritti, ma anche doveri

E sottolinea: "Ai diritti devono corrispondere dei doveri che riguardano l’osservanza di comuni regole di convivenza democratica e pacifica che aborrisce ogni forma di violenza verso gli altri". "È la persona in quanto tale che commette crimini, sia italiana o straniera, che va condannata severamente e messa in grado di non nuocere più alla comunità".

Massimiliano Sciullo

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