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| 10 settembre 2020, 15:25

I sindacati della scuola attaccano Cirio: "Dai termoscanner all'autocertificazione, solo idee eccentriche"

"Non c’è abbastanza personale, si rallentano gli ingressi, si creano ulteriori condizioni di contagio. Chiediamo al Presidente di ripensarci e revocare l'ordinanza"

I sindacati della scuola attaccano Cirio: "Dai termoscanner all'autocertificazione, solo idee eccentriche"

I sindacati della scuola hanno indirizzato al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio una lettera aperta, dopo le ultime decisioni della giunta in tema di termoscanner e segnalazione della temperatura degli alunni sul diario, in vista del nuovo anno scolastico, esprimendo tutti i loro dubbi.

"Ieri 9 settembre, a cinque giorni dalla riapertura delle scuole, è stata emanata l’Ordinanza Regionale riguardo alla questione di un ulteriore accertamento in Piemonte sullo stato febbrile o meno degli allievi. Dopo la vicenda dei termoscanner, il Presidente Cirio per cercare convintamente di vincere la sua personale battaglia contro la febbre… “dribbla l’ostacolo”, senza ancora una volta prefigurare soluzioni operative praticabili. Ma, anziché andare in rete, butta la palla in tribuna".

"Solo con una metafora calcistica riusciamo a definire la decisione del Presidente Cirio che ordina alle scuole di controllare l’autocertificazione obbligatoria per le famiglie in mancanza della quale l’allievo, prima di essere ammesso in classe deve essere sottoposto a controllo. Questo mentre già c’è, per il Piemonte come per tutta l’Italia, una regolamentazione già stabilita con indicazioni nazionali", prosegue la nota dei sindacati della scuola.

"Pensavamo di avere chiarito le nostre argomentazioni sul tema del termoscanner, riproviamo a sintetizzare con uno slogan: “bella idea ma non ci sono le condizioni”, non c’è abbastanza personale, si rallentano gli ingressi, si creano ulteriori condizioni di contagio. Abbiamo anche affermato che se il Presidente ci avesse dato personale specificamente formato e risorse di supporto, le scuole ne avrebbero avuto un giovamento".

"In Piemonte accade invece che, anziché comprendere (eppure è stato illustrato all’ Assessore all’Istruzione) che i Dirigenti e il personale del sistema di Istruzione e Formazione della nostra regione stanno lavorando da mesi ai protocolli e alla formazione, stilando registri, predisponendo incarichi, misurando spazi, valutando rischi, studiando opzioni; che invece di percepire che il primo giorno di scuola dovrà essere una festa, un ritorno alla normalità, una ripartenza; che invece di ragionare sugli aspetti educativi e formativi e sulle strategie che gli insegnanti e in generale il personale del settore dovranno mettere in campo per recuperare la dimensione educativa, affettiva e relazionale, il Presidente mette un carico pesante sulle scuole ma anche sulle famiglie, dimenticando che al centro ci sono le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi che non possono vivere la scuola con le regole di un ospedale da campo".

"Ogni mattina dopo la rilevazione della temperatura le famiglie dovranno scrivere un’autocertificazione su modulo o su diario. Ogni mattina in classe l’allievo che ne è privo lo risulta di fronte a tutti i compagni e …bella dimenticanza quella fatta da mamma e papà! Ogni mattina in ogni classe il tempo scuola, tanto prezioso e tanto perduto durante il lockdown, sarà dedicato a quest’appello? Oppure un “superbidello” ogni mattina raccoglie le autocertificazioni e in alternativa misura la temperatura: 1200 alunni per 7 secondi ciascuno…. tempo stimato 2 ore e 55 minuti per ogni mattina. Un eccellente inizio delle lezioni!", aggiunge in modo ironico la nota dei sindacati.

"Auspichiamo allora che la frase del preambolo “Preso atto che gli sforzi che vengono messi in campo dalle istituzioni scolastiche e dal sistema sanitario regionale rischiano di non sortire i risultati attesi in assenza di un nuovo patto di corresponsabilità educativa che preveda la collaborazione attiva fra scuola e famiglie “ sia considerata con attenzione affinché non sfugga il fatto che le scuole hanno adottato e stanno condividendo con le famiglie i nuovi patti di corresponsabilità".

"In presenza del patto le misure diventano un ulteriore atto di forza e un ostacolo per tutti. Caricare le famiglie e la scuola di oneri non necessari e che minano il buon funzionamento della macchina organizzativa e la serenità della comunità scolastica, non superando il rischio di contagio è una strada da non percorrere e che non aiuta la scuola del Piemonte", viene fatto notare in conclusione".

"Presidente è il caso che ci ripensi, le imposizioni non hanno mai portato a nulla di buono, provi a guardare al futuro e magari a traguardarlo".

comunicato stampa

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