/ Eventi

Eventi | 10 agosto 2020, 13:34

L'estate al Castello di Rivoli che prepara un caldo autunno di mostre

Tra gli appuntamento in programma, l'esposizione dedicata agli ottant'anni di Giulio Paolini, dal 13 ottobre

L'estate al Castello di Rivoli che prepara un caldo autunno di mostre

Prosegue a gonfie vele, e nel segno dell'arte contemporanea, l’estate al Castello di Rivoli. Il museo è aperto al pubblico il giovedì dalle ore 10 alle ore 17 e dal venerdì alla domenica dalle ore 10 alle ore 19, mentre la Collezione Cerruti è aperta il sabato e la domenica dalle ore 10 alle ore 19. Dopo aver ammirato numerose opere allestite all’aria aperta e visibili nel giardino, tra le quali opere di Penone, Bagnoli, Pistoletto, Fabro e Calzolari, è possibile rilassarsi sulle sdraio messe a disposizione del pubblico nella terrazza della Caffetteria che il venerdì e il sabato rimarrà aperta sino alle ore 19.30 e la domenica fino alle ore 21 per l’aperitivo.

Per tutto il mese sarà possibile visitare la mostra di arte contemporanea cinese Di fronte al collezionista. La collezione di Uli Sigg di arte contemporanea cinese, la mostra dedicata alle nature morte e al paesaggio di Giorgio Morandi provenienti dai Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti, la prima mostra museale di Renato Leotta, un giovane artista italiano la cui opera Sole si ispira anche alle poetiche dell’Arte Povera e infine il progetto dell’artista inglese James Richards Alms for the Birds.

Valida per tutto il mese una promozione speciale per le famiglie alla tariffa di € 12 i nuclei familiari composti da 2 adulti e 2 bambini fino a 12 anni di età compiuti potranno infatti visitare il museo, la Collezione permanente e le mostre temporanee in corso che proseguono fino al 30 agosto prossimo.

Infime, a eccezione delle settimane dal 10 al 23 agosto, prosegue anche la Summer School a cura del Dipartimento Educazione che propone campus settimanali ideati per accogliere bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni in piccoli gruppi, in linea con le disposizioni di sicurezza. Per le prenotazioni contattare educa@castellodirivoli.org, tel. 0119565213.
“Nell’attuale emergenza”, afferma la Responsabile del Dipartimento Anna Pironti, “è indispensabile sostenere i ragazzi e le loro famiglie offrendo ai più giovani la possibilità di uscire dall’isolamento e trascorrere un’estate di rinascita, gioia e consapevolezza, trascorrendo il tempo libero immersi nel verde e nell’arte”.

Tante le novità per il prossimo autunno.

Dal 13 ottobre al 31 gennaio 2021, il Castello di Rivoli dedicherà un’importante mostra a Giulio Paolini in occasione del suo ottantesimo compleanno. L’esposizione di uno dei protagonisti dell’Arte Povera, emersa negli anni Sessanta del secolo scorso, suggella la stretta relazione del Castello di Rivoli con l’artista già presente come uno dei protagonisti della mostra inaugurale Ouverture nel dicembre 1984 e rappresentato nelle Collezioni del Museo con alcune tra le sue opere più iconiche che hanno contribuito a scrivere la storia dell’arte contemporanea.

La mostra si sviluppa in un rapporto dialogico con l’artista che propone negli spazi delle sale auliche della residenza juvarriana un inedito allestimento che comprende numerose opere nuove, di grande vitalità. Fin dagli esordi la ricerca di Paolini ha come obiettivo la struttura dello sguardo e della visione e il suo rapportarsi con i fondamenti costitutivi della creazione artistica. Le opere ruoteranno attorno ai temi del disegno geometrico, della vertigine e del concetto di fine senza fine.

Nell’ambito della prima parte di un progetto biennale che indaga forme espressioniste di arte, e in anticipazione della mostra collettiva Espressioni Parte II che si svolgerà nell’autunno 2021, il Castello di Rivoli organizza per la prima volta in un’istituzione italiana la mostra dedicata ad Anne Imhof (Giessen, Germania, 1978), artista premiata con il Leone d’Oro per il padiglione della Germania alla Biennale di Venezia del 2017. La mostra di Imhof, commissionata dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Art Institute of Chicago e Tate Modern, Londra, aprirà al pubblico con una grande performance appositamente concepita dall’artista per lo spazio della Manica Lunga. Comprenderà installazioni, dipinti e sculture in un inedito allestimento di opere nuove e recenti, inclusa una selezione di disegni mai esposti. Attraverso le sue performances, Imhof crea uno spazio espositivo capace di provocare nello spettatore un senso di alienazione e distacco che ripropone in maniera ansiogena le aporie del mondo contemporaneo. Le opere di Imhof indagano il concetto di identità nell’era digitale e le possibilità del guardare e dell’essere guardati, dell’esibirsi e dell’essere esibiti. “Il materiale artistico che Imhof adopera”, afferma il Direttore Carolyn Christov-Bakargiev, “è l’assembramento delle persone i cui movimenti e gesti creano, assieme alla musica, un’inquietante esperienza dove il pubblico non si distingue dai performer che, in maniera contagiosa e virale, formano gruppi caratterizzati da un’attenzione al narcisismo e alla presenza corporea in un’era digitale, come la nostra, in cui l’esperienza virtuale sembra sempre più prendere il sopravvento”.

La mostra con performance di Anne Imhof si inserisce nel più ampio contesto espositivo Espressioni, la grande mostra collettiva in due parti organizzata dal Museo tra il 2020 e il 2021. La prima parte di Espressioni consiste nel dialogo tra le opere di Anne Imhof e un nucleo selezionato di capolavori storici. Espressioni indaga le fratture estetiche che ricorrono nella storia dell’arte e che spesso accompagnano a livello culturale sia momenti di grande innovazione scientifica e tecnologica sia le crisi legate a queste rivoluzioni. L’epoca contemporanea è caratterizzata dalla rivoluzione digitale, del machine learning e dell’Intelligenza Artificiale. Di fronte a questi cambiamenti, emergono linguaggi riconducibili all’espressionismo come forme di scetticismo o di soggettività estrema. Gli artisti spinti dall’urgenza di verificare la propria vitalità di fronte all’irrompere della tecnica si muovono tra un individualismo esasperato e forme di malinconia romantica e visioni alterate o atterrite dalla realtà quotidiana.
Tra le opere storiche più prestigiose che saranno presentate nell’ambito di Espressioni Parte I nel 2020, vi è l’olio su tela Narciso, 1597-1598 di Caravaggio (Michelangelo Merisi, Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610) proveniente dalle Gallerie Nazionali d’Arte Antica Palazzo Barberini, che invita a una riflessione contemporanea sulla questione dell’identità e sull’immagine di un sé oggi sempre più connotato da un desiderio esibizionistico della propria immagine attraverso la tecnologia digitale. Altre opere in mostra includono La Pazza, 1905 di Giacomo Balla (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma); Study for Portrait IX, 1957 di Francis Bacon (Collezione Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte) e Allegoria (la zuffa), 1515-1516 di Dosso Dossi (Istituto di Storia dell’Arte Fondazione Giorgio Cini). Inoltre saranno presenti in mostra le opere La Maddalena penitente, 1645 ca. di Andrea Vaccaro (attribuito a) e Sansone e Dalila, 1630-1638 ca. di Artemisia Gentileschi per gentile concessione delle Gallerie d’Italia e grazie al supporto del partner del Castello di Rivoli - Intesa San Paolo.

In occasione dell’annuale Premio Illy, e in concomitanza con Artissima 2020, il Castello di Rivoli presenta il vincitore dell’edizione 2019 del premio Illy Present Future, aaajiao (Xi’an, Shaanxi, Cina, 1984), tra gli artisti più innovativi ed interessati all’universo del web. Il premio è stato conferito all’artista cinese da una giuria internazionale composta da Carolyn Christov-Bakargiev, direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Stefan Kalmár, direttore esecutivo e curatore dell’ICA – Institute of Contemporary Arts di Londra e Agustin Pérez Rubio, curatore della Biennale di Berlino del 2020 con la seguente motivazione: “La giuria premia all’unanimità l’artista cinese aaajiao che vive virtualmente tra Berlino e Shanghai per l’impegno nell’esplorazione della soggettività nel tempo presente. Originariamente un programmatore di computer, questo attivista, artista multimediale e blogger, ha sviluppato un corpus di lavori che traduce e oscura la leggibilità dell’identità al fine di mettere in discussione le aspettative normative dell’io digitalizzato”.

 

Redazione

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium