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Economia e lavoro | 10 agosto 2020, 19:31

Il Pil del Piemonte paga il conto del lockdown: da marzo a giugno crollo del 16%

Il calo, rispetto a giugno 2019, è stato calcolato dal Comitato Torino Finanza presso la Camera di commercio di Torino ed è di poco inferiore al dato nazionale (-17,3%)

Il Pil del Piemonte paga il conto del lockdown: da marzo a giugno crollo del 16%

Letteralmente un crollo: nel secondo trimestre dell'anno, quello più colpito dalla pandemia e dunque dal lockdown, l'economia piemontese ha frenato in maniera potente. Lo dicono i calcoli del Comitato Torino Finanza presso la Camera di commercio di Torino, che stimano per tutta la regione un calo del Pil di quasi il 16% (-15,9 per l'esattezza). Un dato di poco inferiore a quello nazionale (-17,3%) e decisamente più grave di quello del primo trimestre, che già aveva mostrato grandi difficoltà con un -6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

A testimoniare questa flessione - dicono gliesperti - il traffico autostradale dei veicoli pesanti, i consumi di energia elettrica (a confronto con quelli nazionali), nonché le esportazioni del Piemonte. Agli indicatori reali si aggiungono gli andamenti delle ricerche online di 53 parole chiave correlate con l’andamento dell’economia piemontese e dei suoi consumi, come le ricerche dei suoi marchi principali, dei centri commerciali dove normalmente si fa lo shopping, nonché dei siti culturali e delle principali mete turistiche. 

“Con un -15,9% nel secondo trimestre, il Piemonte sconta le decise perdite del lockdown pur registrando un valore migliore rispetto alla media italiana (-17,3%) - commenta Dario Gallina, presidente della Camera di Commercio di Torino - La variazione negativa era ampiamente attesa, ora attendiamo a novembre i dati del terzo trimestre, per capire se la ripresa sarà ad U, quindi più lenta, oppure, come auspichiamo, a V, più veloce ed immediata”.

“Il Piemonte è la prima regione in Italia ad essersi dotata di uno strumento statistico in grado di stimare il PIL pressoché in tempo reale - aggiunge Vladimiro Rambaldi, presidente di Torino Finanza - Il modello elimina pertanto l’incertezza sullo stato della congiuntura, che ha conseguenze su spese, consumi e investimenti. Stiamo lavorando per renderlo sempre più tempestivo e, in prospettiva, mensilizzarlo”.

Secondo i calcoli, l’ultimo anno di crescita dell’economia piemontese è stato il 2018, mentre le cose hanno incominciato a peggiorare per il Piemonte durante il 2019, che è stato un anno di recessione (-0,9% in media annua) in quanto nel 2019 le esportazioni sono diminuite lungo tutto l’anno, dal -3% del primo trimestre al -5% dell’ultimo trimestre dell’anno.

Il PIL del Piemonte è così entrato nel 2020 con un trascinamento negativo, sul quale hanno poi pesato i due trimestri del lockdown, con tassi di variazioni tendenziali (ossia sullo stesso trimestre dell’anno precedente) pari a -6% e -15,9%.

Il tasso tendenziale di variazione del secondo trimestre dell’anno è peggiore del primo, per via del maggior numero di giorni di lockdown del II trimestre (32 giorni nel II trimestre contro 21 nel I trimestre).

Massimiliano Sciullo

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