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Cronaca | 30 giugno 2020, 11:15

"Salviamo la legge piemontese contro il gioco d’azzardo”: Libera e Acli lanciano l’allarme ludopatia in Piemonte [VIDEO]

Oggi manifestazione davanti a Palazzo Lascaris per chiedere di non modificare la legge piemontese 9/2016: negli anni fenomeno in calo

"Salviamo la legge piemontese contro il gioco d’azzardo”: Libera e Acli lanciano l’allarme ludopatia in Piemonte [VIDEO]

Salvare la legge piemontese sul gioco d’azzardo e dare seguito ai buoni risultati ottenuti in questi anni nella lotta alla ludopatia. E’ questa la richiesta che si solleva unanime da via Alfieri, sede del Consiglio regionale: a manifestare, in un presidio pacifico, Acli, Libera, Gruppo Abele, Movimento dei Focolari e quei professionisti sociali e sanitari che in questi anni hanno soccorso le vittime di questa terribile dipendenza.

Negli anni infatti i numeri hanno visto registrare un calo del gioco d’azzardo in Piemonte. Un risultato prestigioso, ottenuto anche grazie a quella legge 9/2016 che ora rischia di essere modificata tramite emendamenti. Ecco perché, anche a livello politico, fuori dal Consiglio regionale si sono ritrovati sindaci, consiglieri regionali e comunali di diverso colore e partiti, dal Movimento 5 Stelle al Pd, passando per Leu, tutti uniti e compatti nel chiedere alla Regione e alla Giunta Cirio di non modificare una legge “che funziona”.

Tra i manifestanti anche Maria José Fava, referente Libera Piemonte, che ha ricordato come il gioco d’azzardo sia molto spesso un business in mano alla criminalità organizzata, un motivo in più per combatterlo: “Crediamo che vada tutelata la salute dei piemontesi, la legge attualmente in vigore è buona e ha dato ottimi risultati. Si può migliorare, ma non deve essere depotenziata”. Come migliorarla? “Può essere migliorata attraverso la tutela dei lavoratori del comparto del gioco d’azzardo e la prevenzione, ma non vanno toccati cardini come le distanze da luoghi sensibili, la retroattività e la tutela dei Comuni per situazioni particolari”.

 

Al suo fianco e della stessa idea anche Massimo Tarasco, presidente Acli: “La legge in vigore ha abbattuto la ludopatia in questa regione. Oggi sarebbe una piaga pensare di ritornare al passato, soprattutto durante un’emergenza sociale e attuale come quella di questo periodo. Peggiorerebbe la situazione di diverse famiglie, in modo particolare delle donne”. Da qui il messaggio al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio: “Chiediamo che la legge venga salvaguardata, tutelata, per la salvaguardia dei cittadini. Il Governatore prenda una posizione: speriamo che le iniziative di oggi e quelle che verranno convincano la Giunta a non mettere mano a una legge che, se modificata, avrebbe conseguenze devastanti per le realtà più deboli”.

La legge 9/2016, un provvedimento normativo di eccellenza nel panorama nazionale, ha funzionato da subito e funziona ancora adesso. I numeri dei giocatori sono scesi, è stata salvaguardata la loro salute ma soprattutto si è evitato che ci fosse troppo spesso la tentazione di tentare la sorte con la promessa di una vincita che sappiamo essere illlusoria” ha affermato la consigliera comunale Carlotta Tevere (M5s).

La presidente della Commissione Legalità a Palazzo Civico, ha poi proseguito: “Il Comune di Torino e’ stato tra i primi a emanare ordinanza sugli orari ed i giudici amministrativi hanno dato ragione all’ente pubblico respingendo i ricorsi delle società proprietarie delle slot e riconoscendo l’interesse primario della tutela delle fasce più deboli della popolazione. Obiettivo primario è la tutela della salute pubblica e del benessere individuale e collettivo”. Anche in questo caso, quindi, la richiesta è quella di non depotenziare la legge.

“Lega e soci ignorano le Asl e gli uffici regionali, negano il confronto con chi si occupa ogni giorno di contrasto alla ludopatia, usura e racket, e negli scorsi giorni hanno depositato il “Riparti Slot”, che riporterebbe migliaia di macchinette nelle strade delle nostre città. Solo a Torino potrebbero tornare più di 5.000 slot-machine”, afferma invece Marco Grimaldi di Luv.

“Sul tema del gioco legale – ha spiegato ai manifestanti ricevuti a Palazzo Lascaris il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia – l’emendamento è stato ritirato dall’Omnibus e quindi ora la questione può essere approfondita prima in Commissione, poi in Aula, seguendo il normale iter legislativo, compresa la fase delle audizioni dei soggetti interessati. Ciò permetterà un'ampia condivisione del testo”.

 

Andrea Parisotto

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