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Politica | 25 giugno 2020, 14:33

Scuola, Grimaldi (LUV): "Governo intervenga per ridurre gli alunni per classe"

"La Regione deve investire almeno il 20% delle risorse europee che ha a disposizione per l’istruzione: la scuola italiana a settembre deve riaprire in sicurezza e in presenza"

Scuola, Grimaldi (LUV): "Governo intervenga per ridurre gli alunni per classe"

“Sosteniamo le ragioni della manifestazione di oggi in Piazza Castello sotto il Palazzo della Regione e della Prefettura”. Così Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione, sulle manifestazioni di genitori, insegnanti e studenti che si terranno oggi in oltre 60 piazza italiane. “La Regione deve investire almeno il 20% delle risorse europee che ha a disposizione per l’istruzione: la scuola italiana a settembre deve riaprire in sicurezza e in presenza, le linee guida senza le risorse necessarie per renderlo possibile rischiano di essere del tutto insufficienti".

"Per rendere concreto il diritto allo studio delle studentesse e degli studenti del nostro Paese – prosegue Grimaldi – abbiamo bisogno di tornare tutti in classe in sicurezza a settembre, pertanto occorrerà liberare le risorse necessarie perché ciò accada, anche attraverso un nuovo scostamento di bilancio: per potenziare gli organici e ridurre il numero di alunni per classi a partire dalle prime di ogni ciclo, occorrerà almeno raddoppiare le risorse già disponibili”.

"Solo con dei fondi aggiuntivi – commenta Grimaldi – sarà infatti possibile garantire pienamente a tutti gli studenti e le studentesse italiane – anche quelli della secondaria di secondo grado – il loro diritto allo studio in presenza. Viceversa, a causa di carenza di organico, le scuole non potranno garantire né i doppi turni, né il ridimensionamento delle classi ipotizzato dalle troppo generiche Linee guida governative. Il ricorso alla DAD che ne scaturirà – conclude Grimaldi – è una soluzione che dovrà essere evitata a meno di un nuovo lockdown, in quanto tale modalità di insegnamento è moltiplicatrice di diseguaglianze e lesiva del cuore educativo e sociale della relazione di apprendimento".

“Certamente il Governo può e deve intervenire in tal senso e dovrà farlo al più presto, ma le Regioni non pensino di chiamarsi fuori dai giochi; dovranno fare la loro parte, a partire dal Piemonte. Per queste ragioni – prosegue Grimaldi – vedo la necessità di un intervento strutturale sulla scuola, capace in un triennio di ridare la giusta centralità al sistema pubblico dell’istruzione”.

“In apertura della seduta di Consiglio regionale di oggi – conclude Grimaldi –, chiederò ai capigruppo e al Presidente Cirio di sospendere i lavori per ascoltare le ragioni della piazza torinese, degli studenti, degli insegnanti e dei genitori che la riempiranno”.

Comunicato stampa

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