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Politica | 05 giugno 2020, 13:10

Sanità privata, rsa e centri riabilitazione, sindacati sul piede di guerra: "Contratti fermi da 14 e 8 anni. La Regione ci aiuti"

Cgil, Cisl e Uil hanno scritto a Cirio e Icardi per sollecitare un sostegno nella vertenza, che vede programmato per il 18 giugno uno sciopero nazionale. "Le tariffe aumentano, i salari no. Ma l'impegno contro il Covid è uguale per tutti"

Sanità privata, rsa e centri riabilitazione, sindacati sul piede di guerra: "Contratti fermi da 14 e 8 anni. La Regione ci aiuti"

Il 18 giugno è programmato lo sciopero nazionale, ma intanto i sindacati scrivono al governatore Alberto Cirio e all'assessore regionale alla sanità Luigi Icardi per sensibilizzarli sul tema del rinnovo del contratto nazionale per le categorie della sanità privata e delle rsa e centri di riabilitazione (i cosiddetti ARIS AIOP e ARIS  RSA/Centri di Riabilitazione).

La firma in calce è quella delle segreterie regionali di FP CGIL, CISL FP E UIL FPL (rispettivamente Massimo Esposito, Aldo Blandino e Roberto Scassa) e la richiesta è quella di un intervento in merito sulla vertenza, un rinnovo "messo gravemente in discussione da ARIS e AIOP dopo 2 anni e 8 mesi di serrata trattativa e la sottoscrizione di un verbale, stipulato sotto l’egida del Governo e della Conferenza delle Regioni, in merito agli aumenti economici da riconoscere a tutti i lavoratori di questi comparti".

"E' inaccettabile che da 14 anni alle lavoratrici e ai lavoratori della SanitaÌ Privata e da 8 a quelli delle RSA / Centri di riabilitazione, nonostante stiano assistendo anche i cittadini affetti da COVID-19 con la stessa professionalità ed impegno dei colleghi della Sanità Pubblica, non siano ancora riconosciuti i dovuti e sacrosanti aumenti economici, a fronte degli evidenti profitti e investimenti degli imprenditori del settore, fatti anche grazie ai contributi e alla fiscalità pubblici - dicono i sindacati -. Le associazioni datoriali a livello nazionale hanno chiesto ulteriori aumenti delle tariffe, utilizzando a questo fine l’alibi della pandemia COVID-19 e facendo leva sulle risorse stanziate a tal fine per la sanità pubblica da Cura Italia e Decreto Rilancio. Chiediamo alla Regione di adoperarsi a favore delle lavoratrici e dei lavoratori che stanno garantendo servizi di qualità e che hanno tutto il diritto di vedersi rinnovare il loro contratto nazionale: siamo certi che di fronte a questa surreale ingiustizia la Regione Piemonte si renderà garante per riaffermare il principio che gli imprenditori privati e degli enti religiosi che operano in convenzione, accreditamento o concessione con il sistema pubblico devono operare nel rispetto dei diritti del lavoro oltre che delle norme che regolano il rapporto tra soggetti pubblici e privati".

redazione

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