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Cronaca | 05 maggio 2020, 13:37

Anche Fca frena di fronte al Coronavirus. Manley: "Piena fiducia, supereremo la crisi". E prosegue l'avvicinamento a PSA

Le consegne globali sono scese del 18%, i ricavi del 16%. L'ad: "Sempre dato priorità alla salute dei lavoratori. Ora torneremo a crescere". La fusione fissata tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021

Anche Fca frena di fronte al Coronavirus. Manley: "Piena fiducia, supereremo la crisi". E prosegue l'avvicinamento a PSA

Numeri pesanti, ma anche un'iniezione di fiducia. Il primo trimestre del 2020 per FCA non può non riportare su di sé le cicatrici della crisi globale legata al Coronavirus, ma allo stesso tempo l'ad Mike Manley non dispera e dispensa ottimistmo.

E così, se da un lato la perdita netta è di 1,7 miliardi e la liquidità disponibile è di 18,6 miliardi (rafforzata con una linea di credito di 3,5 miliardi di euro siglata nel mese di aprile), le consegne globali di Fiat Chrysler sono diminuite del 18% nei primi tre mesi dell'anno e i ricavi sono scesi di 16 punti percentuali.

"In queste avversità senza precedenti - commenta Manley - FCA ha sempre dato priorità alla salute e alla sicurezza delle proprie persone e comunità. La pandemia ha avuto e continua ad avere un impatto significativo sulle nostre attività. Ho piena fiducia che, grazie all’esperienza dei nostri leader e alla dedizione dei nostri dipendenti, saremo in grado di attraversare questa crisi emergendone ben posizionati per crescere e prosperare".

Nonostante questa situazione inattesa e senza precedenti, inoltre, non si fermano i preparativi per il "matrimonio tra FCA e Groupe PSA": le due aziende rimangono impegnate alla fusione paritetica (50/50) per la creazione di un leader mondiale nella mobilità. "Insieme - si legge in una nota ufficiale - continuiamo a portare avanti i diversi filoni di attività finalizzati alla fusione e confermiamo l’impegno a chiudere l’operazione entro la fine del 2020 o all’inizio del 2021".

Intanto, la prudenza riguarda soprattutto gli obiettivi di medio periodo. Gli obiettivi per il 2020 saranno rimodellati e riformulati quando si avrà una visione più chiara e delineata della crisi sanitaria mondiale.

A livello Emea, dunque compresa Mirafiori e gli stabilimenti italiani, le consegne complessive e consolidate sono date in calo rispettivamente del 31% e del 32%, principalmente per effetto della sospensione temporanea della produzione a partire dall’11 marzo e della chiusura temporanea della maggior parte delle concessionarie. I ricavi netti sono in calo del 26%, principalmente per le minori consegne. 

Per Maserati, che ha in Grugliasco uno dei suoi stabilimenti di riferimento, le consegne sono in calo del 44%, per effetto della caduta della domanda, soprattutto in Cina e in Europa, e della sospensione temporanea della produzione a partire dal 12 marzo. Di riflesso, ricavi netti in flessione del 46%, in linea con le minori consegne e lo sfavorevole mix di mercato e modelli.

"A fronte dell’emergenza del coronavirus era inevitabile che ci sarebbe stata una caduta drastica dell’acquisto di autovetture - commenta Edi Lazzi, segretario generale della Fiom Cgil Torino -. Per rilanciare il settore dell’automotive le case automobilistiche, a partire da FCA, devono prevedere ingenti investimenti, andare addirittura verso un’accelerazione di quello che era già stato previsto, con l’uscita di nuovi modelli, in particolar modo quelli con le propulsioni elettriche, perché l’elettrico rappresenta la nuova via di sviluppo e di rilancio di questo importante settore. Ciò è valido soprattutto per l’Italia, l’auto rappresenta un’importante filiera industriale che dà lavoro a diverse centinaia di migliaia di persone, bisogna quindi rilanciare con forza questo settore anche per preservare l’occupazione".

redazione

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