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Politica | 14 aprile 2020, 17:15

Coronavirus, infermieri sul piede di guerra: "Non solo il Covid: oggi paghiamo anche scelte scellerate sulla Sanità"

Coppolella (Nursind Piemonte): "Tagli sistematici e costanti. Il personale che oggi ringraziate lo avete considerato fino a ieri come una zavorra, una spesa da tagliare". Nel mirino la Regione, ma anche Testi e Rinaudo

Coronavirus, infermieri sul piede di guerra: "Non solo il Covid: oggi paghiamo anche scelte scellerate sulla Sanità"

"Ne chi c’è oggi, ne tanto meno chi c’era ieri ha il diritto di colpevolizzare nessuno se non loro stessi, i loro partiti e gli esponenti che li hanno preceduti per le scelte scellerate e assassine che hanno compiuto in materia sanitaria". E' un attacco duro quello che Francesco Coppolella, segretario regionale NurSind Piemonte indirizza al mondo politico in un momento in cui, alla lotta al Coronavirus, si stanno accavallando anche polemiche crescenti.

"Non credo di poter essere smentito da nessuno - prosegue - se dico che molte delle persone che ci stanno lasciando sono anche il risultato dei quei tagli sistematici e costanti che avete operato sui servizi e sul personale, lo stesso personale che in questi giorni ringraziate continuamente e che fino a ieri trattavate solo come una spesa da ridurre, un peso, una zavorra. Tanti sono morti per la letalità del virus, ma molti ci hanno lasciati per la mancata assitenza quella di cui voi e vostri precedessori avevate la responsabilità di dover garantire. Avete chiuso ospedali, strutture, servizi, accorpato asl e interi dipartimenti, oltre ad aver operato tagli sempre più consistenti sul personale".

E affonda: "Avete tagliato migliaia di posti letto senza nessun potenziamento sul territorio e a domicilio, creando un sistema che andava in difficoltà già con una semplice influenza, come abbiamo potuto assistere negli anni precedenti. Noi, su questo non abbiamo risparmiato critiche a nessuno e non ci siamo risparmiati nel denunciarlo continuamente, qualunque fosse il colore di chi governava ma a secondo di chi c’era, queste erano polemiche sterili".

E il sindacato infermieri ricorda il caso di Nicoleta Berinde, "infermiera di una RSA deceduta a casa sua, in attesa di un tampone - dice Coppolella -: è la ventottesima collega caduta sul lavoro. Resteranno cicatrici indelebili su noi infermieri e non solo sul piano fisico. Ci indigna anche per questo sentire Roberto Testi pontificare in conferenza stampa sul ruolo sociale e sull’onore dei medici, dimenticando gli altri professionisti caduti in questa emergenza di cui non vediamo la fine".

E ancora: "Ci risparmi Antonio Rinaudo, magistrato in pensione, la retorica di chi chiamato a compiti istituzionali è sottratto ai propri affetti familiari, conosciamo il problema molto meglio di lui; ci spieghi piuttosto perché la Procura di cui fino a ieri ha fatto parte, ha sistematicamente ignorato le nostre segnalazioni sulle irregolarità dei luoghi di lavoro e sulle inefficienze che ne derivavano. Oggi la mancanza di lungimiranza, di pianificazione, di DPI e le immagini dei colleghi che operano sui mezzi di emergenza, vestiti con i sacchi della spazzatura rendono queste denunce quantomai attuali".

E non mancano le accuse agli attuali esponenti della maggioranza in Regione: "Ci risparmi la giunta lo scarica barile sulle precedenti amministrazioni con cui non siamo certo stati teneri. Queste inefficienze le conosciamo meglio di loro perché assieme ai cittadini, siamo stati i primi destinatari delle scellerate politiche dei tagli degli ultimi 10 anni peraltro gradite all’assessore Icardi. Quanto alle condizioni delle RSA, solo un cieco poteva ignorarle, negare questa evidenza richiede un esercizio di incompetenza e malafede. Lo abbiamo denunciato più volte pubblicamente".

"Siamo fermamente convinti che si potesse fare meglio e se i componenti dell’unità di crisi regionale non tollerano lo stress delle critiche, tornino alle precedenti occupazioni, i pensionati per primi - conclude Nurdind -. L’unica cosa che avete il dovere di fare è chiedere scusa, tacere e iniziare a lavorare per programmare il futuro con la speranza che sia servito tutto questo per compiere scelte diverse".

redazione

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