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Cronaca | 14 aprile 2020, 11:30

Falsa partenza di librerie e negozi per bimbi, Confesercenti: "Prepariamoci bene per la Fase 2, no decisioni in ordine sparso: rischio flop"

Il presidente Banchieri: "Provvedimenti arrivati all'ultimo minuto: così il commercio rischia di non essere pronto"

Falsa partenza di librerie e negozi per bimbi, Confesercenti: "Prepariamoci bene per la Fase 2, no decisioni in ordine sparso: rischio flop"

Chiusi, ma pronti a essere riaperti. No, contrordine: chiusi. I giorni di Pasqua, per alcune categorie del commercio (torinese, ma non solo) sono state all'insegna dell'incertezza. Come se non bastasse quella già legata di suo all'emergenza Coronavirus.
Ne sanno qualcosa le librerie, oppure i negozi per bambini, finiti proprio nella tenaglia tra un Governo che puntava a riaprire dopo Pasquetta e una Regione che invece ha scelto di procedere sul sentiero della prudenza. Ecco perché, da Confesercenti, arriva un appello all'attenzione e alla preparazione.

"Prepariamoci in tempo, o quando negozi e mercati riapriranno rischieranno il flop - dice Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti -. È evidente che proprio sulle nostre attività, a causa della loro stessa modalità di funzionamento, sarà concentrata particolare attenzione: ma, proprio per questo, bisogna prepararsi in tempo. Non è immaginabile che si facciano annunci quasi da un giorno all'altro e che negozi e mercati possano essere pronti. Ciò che è successo in questi giorni con librerie, cartolibrerie e negozi di abbigliamento infantile lo dimostra: non solo ormai si sta andando in ordine sparso nelle diverse Regioni, ma sono stati gli stessi operatori a esprimere dubbi su una riapertura praticamente annunciata 'oggi per domani'. Era prevedibile che gran parte delle attività non fosse pronta o, comunque, fosse incerta sul da farsi in termini di misure di sicurezza, organizzazione del lavoro e accesso della clientela. Evitiamo che ciò accada su vasta scala quando finalmente si apriranno nuove possibilità".

E allargando il discorso prosegue: "Giustissimo pensare alle attività produttive, caratterizzate da un livello di complessità più alto, ma adottiamo lo stesso approccio anche per commercio e turismo: bisogna pensarci già da ora. Mi limito a qualche esempio. La modalità dell'asporto (prima di tutto per i pubblici esercizi, ma non solo) potrebbe essere quella nell'immediato più efficace, anche per sopperire alle esigenze della 'pausa pranzo' del personale di quegli uffici o di quelle aziende che nel frattempo avessero riaperto. Ma neppure questa modalità si improvvisa. E ancora: ci avviamo verso l'estate, tempo di déhors: saranno utilizzabili e, se sì, in che modo? Ovviamente anche se fosse possibile, gli operatori dovranno organizzarsi e non è pensabile che lo sappiano solo qualche giorno prima. Infine, librerie e abbigliamento, attività in cui ci si trattiene per sfogliare libri o provare capi: anche in questo caso dovranno organizzarsi per tempo".

"Dunque, è necessario - conclude Banchieri - che si apra subito un confronto con le istituzioni, anche contando sul contributo di idee di chi per mestiere è abituato a organizzare gli spazi: sto pensando ad esempio all'Ordine degli architetti e a quello degli ingegneri. Non sono innamorato delle formule: un comitato tecnico, un tavolo di confronto o qualsiasi altra modalità che si ritenga utile. L'importate è partire subito per elaborare una serie di piani operativi adeguati a qualsiasi scenario si prospetti. Altrimenti, gran parte dei commercianti non sarà in grado di cogliere immediatamente l'occasione della ripresa".

redazione

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