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Economia e lavoro | 05 febbraio 2020, 07:30

La Cassa integrazione non conosce "crisi": il 2019 ha portato con sé un aumento del 14%

Torino è ampiamente la provincia più cassintegrata d'Italia e il Piemonte è la seconda regione (alle spalle della Lombardia) in Italia

La Cassa integrazione non conosce "crisi": il 2019 ha portato con sé un aumento del 14%

Quasi 260milioni di ore di cassa integrazione richieste nell'arco di tutto il 2019: è lo specchio della crisi all'interno del nostro Paese, uno specchio all'interno del quale l'immagine del Piemonte e della provincia di Torino appaiono particolarmente sofferenti, ma purtroppo non è più nemmeno una novità. 

Secondo l'ufficio studi della Uil, infatti, la nostra regione - con 32.464.616 ore - è stata la seconda per numero di ore richieste in tutta Italia. Un dato peraltro in aumento del 14%, effetto composto delle tendenze che vedono un +10,3% per l'ordinaria, un +17% di straordinaria e il prevedibile calo del -75,1% in deroga. La media mensile dei lavoratori piemontesi tutelati è stata dunque di 15.914 persone, con un incremento di 1.950 unità rispetto al 2018.

“Il 2019 si è chiuso con una sostanziosa crescita di ore di cassa integrazione rispetto all’anno precedente - fa notare Gianni Cortese, segretario generale Uil Piemonte -. Ciò non avveniva da tempo. Purtroppo, si confermano le preoccupazioni espresse in questi mesi sullo stato di salute del sistema produttivo piemontese, come confermano i dati relativi al saldo negativo di 1.500 imprese tra aperture e cessazioni di attività. Nella nostra regione l’incremento di ore si concentra praticamente solo nell’industria, mentre gli altri settori vedono decrementi di ore. Preoccupa, in particolare, la crescita della cassa integrazione straordinaria, che non è mai foriera di buone notizie. Servirebbe un piano straordinario di riqualificazione per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nelle crisi aziendali diventate irreversibili. In questo senso sarebbe importante conoscere con precisione dalle associazioni datoriali i profili professionali carenti nel mercato del lavoro, per favorire la riconversione professionale e, conseguentemente, l’assorbimento dei lavoratori formati”.

L’andamento delle ore nelle province piemontesi, nel confronto annuale, ha visto Biella davanti a tutte (+321,6%), seguita da Torino +31,2%, Novara +12,4%, Vercelli +5,2%, Alessandria -13,8%, Verbania -51,3%, Cuneo -51,3% e Asti -51,6%. Proprio Torino, con 22.927.687 ore, si conferma di gran lunga la provincia più cassaintegrata d’Italia, precedendo Roma (13.272.526) e Milano (13.071.925).

A soffrire, soprattutto, è l'industria, con un aumento del 20,1%, mentre sono in calo Edilizia -39,4%, Artigianato -82,8% e Commercio -31,7%.

Massimiliano Sciullo

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