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Sanità | 17 gennaio 2020, 16:34

Trapianti, il Piemonte si conferma tra le migliori regioni in Europa: si va verso quota 10mila

Nel 2019 le operazioni sono state 435 tra Città della salute e Novara, in aumento le donazioni e la sopravvivenza. Icardi: "Grazie ai medici, ma anche alle famiglie"

Trapianti, il Piemonte si conferma tra le migliori regioni in Europa: si va verso quota 10mila

Per un rene si può attendere anche due anni, per il fegato anche "solo" 6 mesi, un polmone può richiedere anche più di un anno di pazienza. Poter accedere a un trapianto d'organo è come il completamento di un puzzle decisamente complesso, che va dalla compatibilità dei tessuti a quella del gruppo sanguigno e delle misure corporee.

Ecco perché il Piemonte tira un sospiro di sollievo quando guarda i numeri di donazioni e trapianti per il 2019: le cifre infatti sono confortanti, sotto tutti i punti di vista o quasi. Donazioni, ma anche sopravvivenza. "Siamo una regione leader a livello europeo - dice l'assessore alla Sanità, Luigi Icardi - e abbiamo superato la soglia degli 8000 trapianti in Città della Salute (si arriva a 9543 se si conta anche Novara, ndr), con una sopravvivenza del 93% per i trapianti di rene, il 90% per quello di fegato fino ad arrivare al 74% dei trapiantati di cuore e alla metà di coloro che hanno ricevuto polmoni. Numeri in miglioramento e al di sopra delle medie europee".

Solo nel 2019 sono stati 435 gli interventi, di cui 232 di rene, 148 di fegato, 25 di cuore, 23 di polmone e 6 di pancreas. E se 59 trapianti di rene sono stati effettuati all'ospedale di Novara, tutto il resto fa capo alla Città della Salute di Torino: 367 alle Molinette e 6 all'ospedale pediatrico. "Il ringraziamento va ai medici e agli infermieri, ma anche alle famiglie per la loro sensibilità e generosità", conclude l'esponente della giunta Cirio.

Aumentano i donatori: nel 2019 sono stati 137, ovvero poco più di 30 ogni milione di persone. Il terzo miglior risultato negli ultimi dieci anni, mentre le opposizioni sono scese al 25%. E in crescita sono anche i casi di donatori viventi: rene (saliti da 32 a 41) ma anche cellule staminali, con 4500 piemontesi che si sono messi a disposizione, portando il risultato complesso a oltre 55mila. 

Di particolare complessità (ma anche loro in aumento) i trapianti cosiddetti "combinati", ovvero che coinvolgono più di un organo. Non c'è ospedale in Italia in grado di garantire il supporto della Città della Salute, dove sono stati effettuati 8 trapianti di rene-fegato, 4 di rene-pancreas, uno di fegato-pancreas, così come di cuore-polmoni e addirittura uno di fegato-polmoni-pancreas. Nel 2018 in tutto erano stati 14 e negli anni precedenti non si superavano i 10.

L'effetto di tutto questo fenomeno sono liste d'attesa che segnano oggi 804 persone che aspettano un rene, 70 un cuore, 73 un fegato e 61 un polmone. "Bisogna continuare a lavorare per diffondere la conoscenza e la sensibilizzazione su questi argomenti", conclude Anna Guermani, coordinatrice regionale Donazioni e Prelievi di Organi e tessuti.

"Serve anche una revisione dei drg tariffari - dice Silvio Falco, direttore generale della Città della Salute - visto che questo rimane uno degli aspetti più attrattivi per la nostra sanità che invece subisce una forte mobilità passiva. In Lombardia, per esempio, sono molto più attenti a questo aspetto".

Massimiliano Sciullo

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