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Politica | 14 gennaio 2020, 19:02

Dal Piemonte parte la lotta a Plastic Tax e Sugar Free

L’assessore Chiorino: «Serve una forte azione comune con le altre Regioni per salvare le nostre imprese e i lavoratori del settore. Proporremo la redazione di un documento comune da presentare alla conferenza Stato-Regioni»

Dal Piemonte parte la lotta a Plastic Tax e Sugar Free

«Un documento comune, da presentare in conferenza Stato-Regioni, per riaprire il dialogo con il governo e tentare di ridurre quanto più possibile gli effetti nefasti della "plastic tax" e della "sugar tax", che rischiano di mettere a repentaglio migliaia di posti di lavoro in Italia in Piemonte». E’ questa la proposta dell’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, emersa dal tavolo convocato nella sede istituzionale di via Magenta, a Torino, con i rappresentanti del settore beverage, le imprese, le associazioni di categoria e le parti sociali. 

Al tavolo erano presenti tutte le più importanti realtà piemontesi, ma non solo: gruppo San Benedetto, acqua Sant’Anna, Pian della Mussa, Lauretana, Fonti Alta Valle Po, Pontevecchio, fino alla Coca-Cola Italia. Erano inoltre presenti Confindustria Piemonte, Confindustria Cuneo, Unione Industriale di Torino, Cuneo e Biella e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Silvia Marchetti per la Ugl.

Ad illustrare la situazione generale e le criticità sono stati i rappresentanti delle associazioni di categoria «Mineracqua» e «Assobibe». 

Il Piemonte, con oltre 2,8 miliardi di litri di acqua minerale imbottigliati nel 2018 e ben 27 concessioni attive, rappresenta un terzo dell’intero mercato Italiano. Un settore che vale oltre 500 milioni di euro e un giro d’affari altrettanto importante per l’indotto piemontese, occupando oltre 1000 lavoratori diretti e altri 4000 tra indotto e stagionali.

Per Ettore Fortuna, vice presidente di Mineracqua, «queste misure porteranno a una flessione del mercato del 7-8 per cento, che arriverà al 20 per cento per chi produce e imbottiglia bevande dolci. Il tutto in un mercato che è già in flessione da anni». «Una riduzione dei consumi - ha aggiunto -  che è avvenuta in un contesto in cui il prezzo medio al litro è il più basso d’Europa». (10-11 centesimi al litro contro una media Ue di 22 centesimi). «Un contenitore di plastica -  ha ricordato Fortuna - è 4-5 volte più sostenibile del vetro e 5 volte più di una lattina. A differenza della plastica il vetro si produce infatti in altoforno, e impatta decisamente di più per il trasporto, visto il suo peso. In Italia, è stato rimarcato, abbiamo 130 aziende che imbottigliano, titolari di 280 marchi ed etichette». Fortuna ha anche annunciato che è in corso uno studio legale per valutare l’eventuale incostituzionalità dell’imposta. 

Per David Dabiankov, direttore di Assobibe, «queste tasse colpiranno dal 15 e il 20 % del bilancio delle aziende, centinaia di milioni di euro. E’ necessario un ripensamento per facilitare la crescita e l’occupazione. Queste due misure rendono ancora più difficile per le aziende investire e per i lavoratori trovare lavoro o mantenerlo aumentiamo la difficoltà di tutto il sistema Paese e non solo del nostro sistema produttivo, compreso indotto e filiera». 

Altro aspetto segnalato dalle associazioni di categoria è «l’impropria dequalificazione dell’acqua minerale e la sua equiparazione all’acqua del rubinetto. Si tratta di due prodotti differenti. L’acqua del rubinetto - seppur ovviamente potabile - manca della purezza originale dell’acqua minerale, che viene imbottigliata e sigillata alla fonte. Non solo. Il legislatore ha pensato a tassare plastica e zucchero, trascurando l’educazione civica e la raccolta differenziata».

Tutte le aziende presenti hanno confermato di aver bloccato investimenti e assunzioni e in alcuni casi i lavoratori a tempo determinato non sono stati confermati. L’impatto è drammatico. Soltanto il gruppo San Benedetto, che fattura circa 700 milioni di euro, ha dichiarato che subirà un aumento di spesa di 105 milioni di euro.

Nell’incontro è stato evidenziato che le due imposte dovrebbero garantire allo Stato circa 568 milioni di euro che andranno a gravare su un settore che porta al Paese un valore aggiunto di 2miliardi 300 milioni. Danari che, a causa della contrazione del mercato, rischiano di essere drasticamente ridotti, vanificando, di fatto, gran parte delle previsioni di incasso per l’erario. 

I sindacati hanno sottolineato la necessità di tutelare l’occupazione, senza dimenticarsi del problema ambientale e individuando strumenti alternativi per ridurre l’inquinamento, come una maggiore educazione alla raccolta differenziata che oggi non è ancora entrata nella cultura dei consumatori.

«Vorrei che dal Piemonte - ha concluso Chiorino - partisse un messaggio forte e chiaro: il mondo dell’ industria non può essere considerato in contrapposizione alla sostenibilità ambientale. Al contrario, le imprese che operano nel food e il beverage hanno tutto l’interesse a investire nella sostenibilità ambientale in quanto il nostro territorio, nazionale e regionale, è noto per la grande qualità dei prodotti».

«L’Italia - prosegue Chiorino - è un Paese caratterizzato dalla scarsità di materie prime. Abbiamo però acqua di grande qualità e invece di valorizzarla il governo la penalizza. La motivazione etica non regge: i dati dicono che l’Europa contribuisce all’inquinamento dei mari per lo 0,28%. E’ evidente che una tassazione di questo tipo, che va a demonizzare tutto un comparto plastica, non trova motivazione nella realtà. Si segue la scia di un malcelato terrorismo ambientalista fatto di fake news e dire la verità è un compito della politica. L’etica non c’entra nulla, siamo di fronte a imposte finalizzate soltanto a fare cassa. Con i soldi del reddito di cittadinanza avremmo potuto recuperare queste risorse e investire in ricerca. Invece si va a penalizzare chi investe, mettendo a rischio aziende e posti di lavoro. La Regione farà la sua parte fino in fondo, con tutti gli strumenti a disposizione: dobbiamo scongiurare nuove crisi aziendali e sostenere le imprese».

Comunicato stampa

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