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Economia e lavoro | 08 dicembre 2019, 19:20

Dieci anni dalla meccatronica all'intelligenza artificiale: le fabbriche del futuro "studiano" al Mesap

Il polo regionale con base a Torino taglia il traguardo del primo decennale al servizio di grandi aziende e pmi, insieme a istituti di ricerca e atenei

Dieci anni dalla meccatronica all'intelligenza artificiale: le fabbriche del futuro "studiano" al Mesap

Un'assemblea annuale che al suo interno ne raccoglie ben dieci, di anni di cammino. L'ha celebrata il Mesap, Polo di Innovazione che - insieme agli altri sei sparsi in Piemonte - con un notevole anticipo su altri territori come Lombardia ed Emilia Romagna ha saputo unire le forze e costruire un trampolino verso il futuro.

Erano 65 all'inizio, le realtà fondatrici: grandi aziende, ma anche tante pmi. E poi i centri di ricerca (pubblica o privata) e gli atenei del territorio. La loro missione? Capire prima degli altri la direzione che avrebbe preso il settore dalla meccatronica (la meccanica legata all'elettronica) e aiutare in questo cammino le imprese che si avvicinavano a questa "palestra". Un percorso che all'inizio ha visto Mauro Zangola protagonista, mentre oggi il testimone è nelle mani di Paolo Dondo, responsabile tecnico del Polo Mesap.

Di strada ne è stata fatta molta. E oggi, al Mesap, accanto alle materie "di partenza", si sommano anche temi nuovi come l'intelligenza artificiale e la robotica. I biglietti da visita di un futuro che è diventato presente in un flash, molto più rapidamente di quanto non si pensasse.

Oggi, al Polo, fanno riferimento 275 associati: sempre i due 2 atenei (Università e Politecnico) e gli 8 centri di ricerca, ma soprattutto 229 pmi e 36 grandi imprese. Il core business dell’ente, gestito dall’Unione industriale di Torino, è finalizzato al trasferimento tecnologico dalle Università e centri di ricerca alle aziende e al mercato. “Il ruolo del Mesap è sempre quello di promotore di iniziative e servizi sul territorio in tema tecnologia e innovazione - ha ribadito Dario Gallina, presidente dell'Unione Industriale di Torino -. Gli imprenditori hanno bisogno di essere sostenuti concretamente nel percorso di crescita e Mesap è in prima linea a fianco delle imprese: PMI smart, espressioni della moderna manifattura, con produzioni ad alto valore aggiunto, dotate di competenze all’avanguardia, che possono contribuire alla crescita del nostro sistema produttivo”.

Un valore riconosciuto anche dalla politica, come ha confermato Matteo Marnati, assessore della giunta Cirio con le deleghe a Ricerca e Innovazione. "Il Polo ha saputo aiutare concretamente le nostre imprese ad investire oltre 62 miliardi di euro in attività di Ricerca e innovazione, valorizzando al meglio i contributi regionali e i fondi comunitari. In questi 10 anni abbiamo visto l'evoluzione di questi investimenti, che dapprima hanno visto grandi progetti sulla meccatronica e sui sistemi avanzati di produzione per poi spostarsi verso processi e prodotti maggiormente digitali e smart". 

E il futuro, proprio a livello continentale, si orienta sugli anni che vanno dal 2021 al 2027. "Come Regione daremo ampio risalto al tema dell'Intelligenza artificiale nella prossima programmazione dei fondi comunitari - ha detto Marnati -. Questo permetterà alle nostre aziende di sviluppare azioni pilota che permettano di introdurre questa tecnologia come elemento di innovazione per il nostro mondo imprenditoriale, a supporto per esempio dei loro processi decisionali". 

E sulla stessa linea si schiera anche il Comune di Torino, come conferma anche Marco Pironti, assessore all'Innovazione: "La Città deve creare le migliori condizioni affinché l'evoluzione sia la più sostenibile, veloce ed agevole per tutti i player del territorio e di quelli che a Torino devono trovare l'ecosistema più attrattivo ed agevolante. E' questa la vera sfida a cui l’ecosistema dell’innovazione, all’interno della quale i il Polo ha un ruolo importante, deve rispondere".

E cosa ha voluto dire, in questi anni, "essere Mesap" è stato raccontato anche da fatti concreti: quelli messi in pratica da alcune aziende come Prisma impianti, Step Sud Mare, Modelway e Lanzi Group. Storie diverse, quelle raccontate da Manuel Alfonso di Prisma Impianti, Marco Bellucci di Step Sud Mare, Ilario Gerlero di Modelway e Giuseppe Locati di Lanzi Group, ma unite da un filo conduttore: Prisma Impianti opera sul fronte delle macchine intelligenti, in grado di imparare dalla propria esperienza migliorando le prestazioni future, mentre SSM ha sviluppato il progetto "Visore", che punta allo sviluppo di un innovativo sistema di visione trasportabile dotato di algoritmi per il riconoscimento e la classificazione di difettosità estetiche su manufatti industriali. Modelway, invece, sta sviluppando servizi di ingegneria nel campo dell’identificazione e controllo, mentre Lanzi Group applica questi paradigmi alla sicurezza sul lavoro, permettendo di controllare quali dispositivi di protezione vengono usati, da chi e se ciò accade nella maniera corretta.

Massimiliano Sciullo

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