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Sanità | 05 dicembre 2019, 10:22

Da Rivoli a Pinerolo, nei pronto soccorso è tutto pronto per fare fronte all'onda più alta dell'influenza

Approvato il piano per la gestione del sovraffollamento. Boraso: "Ottimo esempio di lavoro sinergico: negli ultimi anni i risultati ci hanno dato ragione"

Da Rivoli a Pinerolo, nei pronto soccorso è tutto pronto per fare fronte all'onda più alta dell'influenza

Da Rivoli a Pinerolo, tutto pronto per resistere all'ondata più massiccia dell'influenza sul territorio della AslTo3. E' stato infatti approvato il piano di gestione del sovraffollamento in pronto soccorso.

Possibile causa di compromissione del normale funzionamento di un Pronto Soccorso, il numero di accessi troppo elevato, insieme alla complessità dei casi, che aumenta in coincidenza con il picco delle sindromi influenzali, rappresenta senza dubbio uno dei principali punti critici del servizio. Il sovraffollamento può infatti avere conseguenze negative perché associato all’eventualità di una compromissione della qualità delle cure, ad un gradimento ridotto da parte dei pazienti e a condizioni di lavoro a rischio per il personale medico, infermieristico e di supporto.

Elaborato da medici e operatori dell’Azienda Sanitaria con il coordinamento del dottor Gian Alfonso Cibinel, Direttore del Dipartimento dell’Emergenza, della dottoressa Daniela Zanella, Direttore Medico di Pinerolo e coordinatore degli ospedali, del dottor Silvio Venuti coordinatore dei distretti, della dottoressa Luisella Audisio, dirigente delle Professioni Sanitarie e della dottoressa Paola Fasano, Direttore del Distretto Pinerolese, il Piano è stato redatto in base alle indicazioni ministeriali e alle linee di indirizzo regionali e prevede per ogni presidio ospedaliero una serie di parametri specifici, come il numero dei posti letto, il numero di postazioni in pronto soccorso, il numero di pazienti in carico e di coloro che sono in attesa di ricovero, il tempo di attesa prima della visita e così via. Questo insieme di indicatori, costantemente monitorati, permette di tenere sotto controllo e di attuare gli interventi necessari, prima che si verifichi la situazione di crisi. Ciascun indicatore è associato infatti a specifiche soglie di allarme, superate le quali l’Azienda interviene con i correttivi previsti dal Piano: ricoveri anche in reparti diversi da quelli di stretta competenza, posti letto aggiuntivi, convocazione dell’unità di crisi per modulare le attività ospedaliere e consentire la risposta adeguata alle urgenze in caso di sovraffollamento grave.

Sono inoltre previste diverse azioni proattive e di analisi dei flussi informativi. Uno dei dati più importanti riguarda la sorveglianza dell’incidenza delle sindromi influenzali, possibile grazie al “Sistema Influnet”, che permette di monitorare la situazione e di prevedere i picchi di accesso.

Il Piano prende in considerazione non soltanto la fase di gestione ospedaliera vera a propria, ma anche quelle pre e post ospedaliere, con azioni di monitoraggio, di presa in carico e di gestione dei pazienti più fragili che mette in campo diverse risorse aziendali a livello territoriale: il servizio delle Cure Domiciliari, le Case della Salute, i CAVS, gli Infermieri di comunità, il monitoraggio dei pazienti in RSA, il tutto in stretta sinergia con i Medici di Medicina Generale. L’attenzione in questo caso è concentrata sui pazienti ultra 75enni con una situazione di salute complessa, che presentano più patologie e hanno precedenti accessi in Pronto Soccorso nell’ultimo periodo. Su di loro incide maggiormente il picco influenzale, che aumenta il rischio di nuovi accessi e condiziona l’attività del Pronto Soccorso soprattutto dal punto di vista della complessità della gestione, che si rivela spesso più appropriata in ambiti diversi da quello ospedaliero. 

“Il Piano di Gestione del Sovraffollamento – sottolinea il direttore generale dell’AslTo3, Flavio Boraso - rappresenta un ottimo esempio di lavoro sinergico, che ha messo in campo competenze trasversali e di alto profilo professionale. I numeri ci stanno dando ragione, nell’ultimo anno gli accessi nei Pronto Soccorso piemontesi sono diminuiti e quelli della nostra Azienda sono assolutamente coerenti con questo trend. L’approccio innovativo riguarda il superamento della presa in carico del problema a livello di singolo servizio ed il passaggio ad un’ottica aziendale e di sistema. Consapevoli che il sovraffollamento si manifesta a livello di Pronto Soccorso, ma trova origine all’interno della filiera delle cure, le soluzioni individuate dalla nostra Azienda consistono nel monitoraggio e nell’attivazione di tutti gli strumenti disponibili, non soltanto a livello ospedaliero, ma anche di assistenza sul territorio e a domicilio. Ciò significa fare squadra e lavorare insieme, Pronto Soccorso, Ospedale, servizi territoriali, Case della salute, RSA e Medici di famiglia, in un’unica direzione, a vantaggio del cittadino e soprattutto dei pazienti più fragili”.

redazione

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