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Attualità | 28 maggio 2019, 17:56

Collegno e Grugliasco, dal Cisap un contributo per chi cura in casa un anziano non autosufficiente

La misura, dai 150 ai 450 euro a seconda dell'Isee per un totale di 30 famiglie, vuole essere un sostegno della domiciliarità, anche per chi ha assunto un aiuto.

Collegno e Grugliasco, dal Cisap un contributo per chi cura in casa un anziano non autosufficiente

Un contributo economico, per dare una mano a quelle famiglie che hanno un anziano non autosufficiente in casa e che dunque se ne prendono cura, magari attraverso l'assunzione di un collaboratore in regola. E' quanto ha deciso il C.I.S.A.P. - Consorzio Intercomunale dei Servizi alla Persona dei Comuni di Collegno e di Grugliasco - nell'ambito del progetto “Anziani in famiglia”. 

Lo strumento, una misura a sostegno della domiciliarità, prevede un contributo a seconda dell'Isee per un massimo di 30 famiglie. "I bisogni assistenziali dei soggetti anziani non autosufficienti e delle loro famiglie - spiegano i responsabili - sempre più spesso sono complessi ed articolati. La promozione della domiciliarità come percorso preferenziale può garantire la permanenza dell’anziano nel proprio contesto di vita, grazie alla valorizzazione di interventi assistenziali a supporto dell’anziano e dei care giver".

“Anziani in famiglia” coinvolgerà circa 30 famiglie. I possibili beneficiari sono già inseriti in una lista di programmazione gestita dall’Asl per progetti di domiciliarità, ma che ad oggi non hanno nessun intervento di natura sociale . Il progetto prevede l’erogazione di un contributo economico che può andare da 150 a 450 euro. Una somma che non si configura come una remunerazione delle attività di assistenza svolte, ma si giustifica in relazione alle spese sostenute e all’eventuale mancato guadagno per impossibilità lavorativa. Il contributo sarà erogato a cadenza mensile con pagamento entro il giorno 5 di ogni mese.

"Sono soddisfatto - ha commentato il presidente del C.I.S.A.P., Michele Mellace - per aver contribuito, insieme al consiglio di amministrazione, all’approvazione di un nuovo progetto che integra le risorse famigliari e dà una prima risposta alle famiglie con congiunti non autosufficienti.  Occorrerà in futuro pensare a dei progetti di domiciliarità anche per il settore della disabilità adulti”. 

Massimiliano Sciullo

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