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Economia e lavoro | 14 dicembre 2018, 13:45

FCA frena ancora: altri 6 mesi di solidarietà alla Maserati di Grugliasco

Lazzi (Fiom): " La situazione rimane drammatica: gli 800 lavoratori che dalla Carrozzeria di Mirafiori erano stati spostati alla Maserati torneranno indietro ma continueranno a utilizzare gli ammortizzatori"

FCA frena ancora: altri 6 mesi di solidarietà alla Maserati di Grugliasco

Ancora cattive notizie, sul fronte FCA. Dopo lo stop all'incontro con Regione e Comune sugli investimenti futuri del Lingotto, a causa dell'ipotesi eco-bonus ventilata dal governo, ora arrivano altri 6 mesi di contratti di solidarietà per la Maserati si Grugliasco.

Una parte di quel Polo del Lusso che in Torino ormai si ricorda con un misto di nostalgia e ironia e che, proprio in questi mesi, sta anche "ospitando" migliaia di lavoratori di Mirafiori, dove però gli ammortizzatori sociali sono esauriti. Il nuovo contratto andrà dal 31 dicembre 2018 al 30 giugno 2019 e riguarderà 2589 addetti, di cui 1457 dichiarati in esubero temporaneo.

"Purtroppo, come era d'altronde previsto, l'uso degli ammortizzatori sociali continua - commenta Edi Lazzi, segretario provinciale di Fiom-Cgil -. Abbiamo deciso di firmare l'accordo in quanto viene prorogato il contratto di solidarietà che prevede un minimo obbligatorio del 30% di lavoro pro-capite, evitando in questo modo la cassa integrazione straordinaria che sarebbe stata più penalizzante per i lavoratori". 

"Resta il fatto - prosegue Lazzi - che la situazione rimane drammatica: gli 800 lavoratori che dalla Carrozzeria di Mirafiori erano stati spostati alla Maserati torneranno indietro ma, verosimilmente, continueranno a utilizzare gli ammortizzatori sociali in quanto l'agognata piena occupazione, come è noto non ci sarà, anche perchè il piano industriale per Maserati di fatto non prevede nessun nuovo modello da mettere in produzione. Inoltre la vicenda dell'ecobonus non ha ancora trovato soluzione".

"Noi pensiamo che non la si può utilizzare strumentalmente per tenere appesi i lavoratori sul loro futuro che comunque rimane incerto sotto il punto di vista lavorativo".

Massimiliano Sciullo

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