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Cronaca | 14 dicembre 2018, 16:49

“Diritti umani e solidarietà” al centro dell’incontro con gli studenti nell’auditorium del Majorana di Grugliasco

Il sindaco Montà: “L’istinto animalesco porta all’egoismo perché conduce al pensare unicamente alla propria sopravvivenza dimenticando che potevamo nascere altrove”

“Diritti umani e solidarietà” al centro dell’incontro con gli studenti nell’auditorium del Majorana di Grugliasco

L’auditorium dell’Iti Majorana di Grugliasco ha ospitato questa mattina l’incontro degli studenti con l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, il presidente del Consiglio regionale Nino Boeti e il sindaco Roberto Montà sul tema “Diritti umani e solidarietà”. Ai saluti iniziali di Tiziana Calandri dell’Iti Majorana e di Michele Cavallo del “Curie Vittorini” è seguita la presentazione dei progetti di cooperazione e sviluppo sociale delle due scuole curati dal Cocopa (Coordinamento comuni per la pace) e dai docenti Vito Rosiello e Silvia Falcione. “Educare la mente senza educare il cuore non è affatto educare” ha ricordato Rosiello citando Aristotele.

“Sono trascorsi 70 anni – ha detto Boeti – dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, la Costituzione del mondo, ma il divario della distribuzione della ricchezza tra nord e sud del mondo è ampio e non consente a tutti di accedere alle risorse necessarie a vivere con dignità. Questo è un Paese che nel suo passato ha visto milioni d’italiani emigrare, ma che dopo la seconda guerra mondiale ha saputo dare un futuro a tutti, cominciando dal diritto all’istruzione: oggi la solidarietà e l’uguaglianza sembrano aver perso il diritto di cittadinanza in questo Paese. ‘Capii allora che per cambiare il mondo bisognava esserci’ furono le parole della staffetta partigiana Tina Anselmi di cui dovreste fare tesoro”.

“L’istinto animalesco porta all’egoismo – ha sottolineato Montà – perché conduce al pensare unicamente a se stessi ed alla propria sopravvivenza; spesso si sente dire ‘aiutiamoli a casa loro’ dimenticando che potevamo nascere altrove, dove i diritti umani vengono negati, e ciò dovrebbe far sorgere dubbi dai quali potrebbe nascere una domanda di cambiamento, innanzitutto culturale, che deve giungere dal vostro impegno personale cercando di evitare il pericolo delle facili semplificazioni”.

“Non si può dare in solidarietà ciò che è dovuto per giustizia – ha spiegato Nosiglia – ricordando quanto detto recentemente da Papa Francesco – occorre superare l’assistenzialismo perché toglie dignità alla persona. Ogni persona è un valore da apprezzare spendendo del tempo per farlo, occorre impegnare il cuore ed è necessario aiutare il prossimo ad essere protagonista del proprio destino: il primo elemento d’inclusione sociale è il lavoro, più prezioso di un sussidio. E non possiamo dimenticare che mezzo milione di meridionali emigravano al nord negli ’50 e ’60, che 25 milioni d’italiani hanno fatto altrettanto in tutto il mondo negli ultimi cento anni, che in questo Paese ci sono 5/6 milioni di poveri e che l’Italia non si occupa più di Africa ma di vendere armi sì”.

Massimo Bondì

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