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Economia e lavoro | 21 agosto 2018, 18:05

A Torino il primo D-wall per il metodo Feldenkrais

Novità assoluta per Torino Ovest al confine con Grugliasco. Arriva in via Don Murialdo 31 nel Centro di Alessandro Adamo l’innovazione in campo riabilitativo, funzionale e sportivo chiamata “D-Wall”

A Torino il primo D-wall per il metodo Feldenkrais

Novità assoluta per Torino Ovest al confine con Grugliasco. Arriva in via Don Murialdo 31 nel Centro di Alessandro Adamo l’innovazione in campo riabilitativo, funzionale e sportivo chiamata “D-Wall”. Si tratta di un macchinario super tecnologico che analizza in tempo reale la postura e i movimenti delle persone attraverso telecamere 3D. I dati raccolti saranno poi utilizzati per capire le problematiche dei pazienti come cervicale, mal di schiena e traumi da risolvere con l’applicazione del Metodo Feldenkrais (maggiori informazioni su www.alessandroadamo.com/)

Sarà il primo e unico studio a Torino a poter vantare tanta tecnologia.

A seguire l’intervista ad Alessandro Adamo, uno dei principali professionisti del Metodo Feldenkrais.

 

 

Cosa è  D-wall e come pensi di affiancarlo al Metodo Feldenkrais?

 

Il D-WALL rappresenta una rivoluzione tecnologica mai vista prima. E' l'unica stazione di lavoro al mondo che ci permette di monitorare l'intera gamma di movimenti di una persona senza l'impiego di marker. E' in grado di monitorare fino a 16 articolazioni contemporaneamente ed è dotato di una pedana stabilometrica che rileva gli spostamenti sul terreno. Unirlo al Metodo Feldenkrais significa avere dei parametri che ci aiutano a valutare la situazione iniziale, il miglior percorso da svolgere e i progressi. E' lo strumento perfetto per integrare aspetto motorio e cognitivo in modo efficace e stimolante e siamo tra i primi al mondo ad avere la fortuna di poterne disporre.

 

Cervicale, mal di schiena, problemi di postura: per cosa è indicato maggiormente il Metodo Feldenkrais?

 

In questa domanda è racchiuso un tris delle problematiche più frequenti che portano persone a rivolgersi a me, in genere dopo aver provato diversi altri percorsi rieducativi. Con il Feldenkrais possiamo lavorare sul sistema movimento nella sua totalità, per cui si ottengono benefici in caso di problematiche muscolari o articolari, recupero da infortuni, dolori cronici. Negli anni Cinquanta Moshe Feldenkrais si procurò un infortunio durante una partita di calcio. Quella lesione al legamento crociato del ginocchio innescò una ricerca che diede origine ad una tecnica rieducativa con cui aiutò migliaia di persone con problematiche ortopediche e neurologiche.

 

Alessandro, raccontaci del tuo studio. Cosa troviamo dentro e come lo hai immaginato?

 

Ideare il nuovo studio è stata una bella sfida perchè abbiamo dato vita ad un concetto innovativo che può aiutare l'atleta professionista, ma anche la persona comune. Si tratta di uno spazio creato per integrare l'innovazione tecnologica e l'approccio delicato del Metodo Feldenkrais in un contesto in cui ogni dettaglio trova il suo significato.

All'interno troverete accoglienza, competenza, tecnologia, ed estrema attenzione ai bisogni di ogni persona, che insieme alla continua voglia di crescere sono le cose che negli ultimi dieci anni mi hanno permesso di aiutare moltissime persone.

 

Troverete l'area dedicata al D-Wall, che è la parte “futuristica”, che si congiunge ad una stanza dedicata al Metodo Feldenkrais, studiata per offrire tranquillità e relax.

 

 

 

 

 

 

 

 

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