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Eventi | 18 marzo 2018, 12:07

Tutto improvvisato al teatro le Serre: continua la stagione a Grugliasco

Ultima data del Match d'Improvvisazione sabato 24 marzo

Tutto improvvisato al teatro le Serre: continua la stagione a Grugliasco

Ogni anno, da sei anni a questa parte, la compagnia Teatrosequenza porta al Teatro Le Serre di Grugliasco il Match d’Improvvisazione Teatrale. Dando vita a quello che è diventato, ormai, un appuntamento imperdibile per appassionati e non.

Ieri sera, sabato 17 marzo,  si è tenuta a Grugliasco la penultima data della stagione e, per l’occasione, gli attori hanno improvvisato ispirandosi al teatro e alla letteratura. Seguendo i consigli del pubblico, adeguatamente filtrati dall’ottimo arbitro, le due squadre di improvvisatori si sono sfidate in diversi stili: dalla “De Filippo” alla “Garinei e Giovannini”, dalla “Fabio Volo” all’immancabile “shakespeariana”. Il tutto rigorosamente improvvisato. Nessun copione. Nessuna rete di sicurezza.

Il Match è uno spettacolo che coniuga divertimento, abilità attoriali e il coinvolgimento costante del pubblico. Il format, nato in Canada negli anni ‘70, prende a prestito alcuni dei simboli dell’hockey per portarli all’interno del teatro. Ed è così che due squadre, vestite da casacche colorate e dirette da un arbitro, si scontrano all’interno di un ring, o meglio all’interno di quello che viene detto “patinoire”, proprio come il campo da hockey.

Ieri sera a sfidarsi, senza costumi e senza copione, sono stati sei professionisti provenienti da diverse città d’Italia: Roberto Zunino, Stefano Prevosto, Roberto Boer, Andrea Proietti, Alida Boniotti e Marzia Maccarini. Ad accompagnarli le musiche del Maestro Enrico Messina. A presentarli l’improvvisatore torinese Enzo Zammuto. E infine a dirigerli, con la maglietta a righe d’obbligo per ogni arbitro di hockey che si rispetti, Federico Stefanelli, ormai un  vero e proprio beniamino del pubblico.

Ed è proprio nel ruolo del pubblico che si identifica una delle più grandi distinzioni del Match d’Improvvisazione dallo spettacolo teatrale classico. La tradizionale quarta parete viene spesso abbattuta e gli spettatori, fin dall’ingresso in sala, capiscono che prenderanno parte a una serata diversa dal solito. Non da soli spettatori, appunto.

Ancora sull’uscio gli vengono consegnati: un biglietto dove proporre un tema per un’improvvisazione che si svolgerà in serata, una ciabatta da lanciare addosso all’arbitro in caso di decisione discutibile, e un cartellino colorato per votare, di volta in volta, la squadra preferita.

E, se ciò non bastasse, a inizio spettacolo, tutti in piedi, attori e pubblico, cantano l’inno del match. Perché ogni manifestazione quasi-sportiva che si rispetti merita di essere aperta con la mano sul cuore:

 

“Dal Castello di Elsinore,

al Giardino dei ciliegi,

dal Campiello all’Agorà

si riunì la teatral nobiltà.

Amleto disse scuro in viso

c’è un nuovo gioco all’improvviso

che al testo scritto oscurerà

il rispetto e la sacralità.

All’armi corse Bergerac,

Oreste si appellò alla dignità

ma Arlecchino disse:

in fondo

improvvisando

io ho girato il mondo

e chi ha voglia di rischiare,

dev’esser nostro commensale

alziamo i calici e brindiamo

a quel sogno che sarà

questa sera la realtà”

Prossima e ultima data della stagione: sabato 24 marzo al Teatro Le Serre.

Rossana Rotolo

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