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Sanità | 23 marzo 2020, 19:17

Coronavirus, la curva dei contagi rallenta ma Cirio avverte: “Roma dia priorità alle Regioni in crisi”

Tutto il personale sanitario della Regione Piemonte verrà tamponato. In arrivo nuove mascherine, ma Cirio avverte: “Da noi quando arriva un ventilatore, dopo un’ora è attaccato al paziente”

Coronavirus, la curva dei contagi rallenta ma Cirio avverte: “Roma dia priorità alle Regioni in crisi”

Un piccolo segnale di speranza. In attesa del nuovo bollettino Coronavirus in Piemonte, la Regione ha reso noto il risultato dell’analisi dei dati compresi tra il 28 febbraio e il 22 marzo. La buona notizia è che sia per i casi, che per quanto riguarda i decessi e i ricoveri in terapia intensiva, i numeri iniziano a seguire una curva logistica, discostandosi progressivamente da quella esponenziale.

Per dire che il peggio è passato è ancora presto, ma è i dati resi noti dall’assessore alla Sanità Luigi Icardi fanno trapelare un cauto ottimismo. “La curva più significativa riguarda i ricoveri in terapia intensiva: stiamo seguendo la curva logistica, che ha un’inclinazione favorevole. Dovremmo stare sotto i 400 posti di terapia intensiva legati al Coronavirus”. Di fatto, se questi numeri dovessero essere confermati dai dati reali, il sistema sanitario piemontese sarebbe in grado in grado di reggere. I posti di terapia intensiva attualmente disponibili, infatti, sono circa 500 ma potrebbero ancora essere ampliati.

Vietato in ogni caso abbassare la guardia. Lo sa bene Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, che tornato all’Unità di Crisi ha rivolto un messaggio a Roma: “Gli acquisti di macchinari sono centralizzati, bisogna capire che il ventilatore che arriva in Piemonte dopo un'ora è utilizzato, in altre regioni per adesso finisce in magazzino ed è pronto per l’emergenza”. "Da Roma devono tenere conto del flusso -  ha aggiunto Cirio - e dare priorità alle regioni che in questo momento hanno piú bisogno".  Il concetto espresso dal presidente della Regione Piemonte è chiaro: “Prima ne usciremo, prima potremo aiutare le regioni che saranno in difficoltà un domani”.

Capitolo mascherine: la Regione ha annunciato l’acquisto di nuovi dispositivi di protezione individuale non solo per il personale sanitario, ma anche per le persone impegnate nei servizi territoriali, per i lavoratori nel campo dei disabili e dei minori, oltre che per i volontari a stretto contatto con i senza tetto. Il presidente Cirio ha invece ribadito la volontà di eseguire i tamponi sui 55.000 dipendenti della sanità piemontese: i primi a essere sottoposti al test saranno gli operatori che hanno avuto contatti con i positivi, poi toccherà a medici e infermieri esposti al rischio. Per quanto riguarda gli operatori sanitari non dipendenti della Regione, si seguirà il criterio stabilito dall’ordine mondiale della sanità: i sintomi. 

L’assessore alla Sanità ha poi confermato di essere disponibile a provare in via sperimentale il farmaco Avigan, ma solo a seguito dell’approvazione dell’AIFA. Il via libera dell’Agenzia italiana del farmaco è arrivato in giornata, pertanto il Piemonte apre alla sperimentazione.

In ogni caso, la buona notizia arriva dai dati: gli incrementi del giorno precedente rivelano l’andamento discendente indica un progressivo rallentamento del cumulo dei casi e quindi dell’epidemia. Il peggio non è passato, ma il Coronavirus sembra frenare in Piemonte.

Andrea Parisotto

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