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Politica | 21 marzo 2020, 20:56

Coronavirus, il Piemonte dà un giro di vite come la Lombardia: da domani stretta a mercati, uffici pubblici e studi professionali

Il presidente Cirio: “Se non lo facciamo adesso rischiamo che sia inutile”. Fino al 3 aprile stop agli spostamenti verso le seconde case e febbre misurata nei supermercati, nelle farmacie e sui luoghi di lavoro. "Proteggete la libertà stando a casa"

Foto di repertorio

Foto di repertorio

E' stata questione di ore. Poi, con il governo orientato a non rafforzare le misure restrittive in tutto il Paese contro il contagio da Coronavirus, sono state la Lombardia e il Piemonte a muoversi in autonomia - in base ai loro poteri - per cercare di dare un giro di vite ulteriore.

E così, come Attilio Fontana in Lombardia, anche il governatore del Piemonte Alberto Cirio ha deciso di affondare ulteriormente la lama, sperando così di riuscire a debellare in maniera decisiva l'emergenza.

Il nuovo provvedimento: fino al 3 aprile
Nel pomeriggio di oggi Cirio ha riunito in videoconferenza tutti i sindaci dei Comuni capoluogo, i presidenti delle Province e i rappresentanti di Anci, Anpci, Upi, Uncem e Ali (Lagautonomie) per valutare la nuova ordinanza, il più possibile omogenea a quella lombarda, visti anche i criteri di vicinanza geografica e che sarà valida fino al 3 aprile. "Chiudiamo tutto quello che è possibile chiudere in base ai poteri di cui dispongono le Regioni - spiega Cirio -. Questa è la più grande emergenza affrontata dal dopoguerra ad oggi. Sappiamo che stiamo chiedendo un grande sforzo a ogni cittadino, ma vi prego di comprendere che è la scelta giusta. La nostra libertà è un bene, ma la nostra vita lo è di più. Vi prego, proteggetela restando a casa".

Stretta sui mercati e sui negozi
Ii mercati, che saranno possibili solo dove i sindaci potranno garantire il contingentamento degli accessi e il non assembramento, anche grazie all’utilizzo di transenne e sempre con il presidio costante dei vigili urbani.
L’accesso agli esercizi commerciali sarà limitato ad un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone. Chiusi anche gli uffici pubblici e gli studi professionali, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali ed indifferibili (oltre alla possibilità di attuare lo smart working).

Aperti tabaccai, farmacie, edicole e parafarmacie

Stop anche gli spostamenti verso le seconde case (anche se erano sembrati fin da subito piuttosto sconsigliati, con tanto di lamentele da parte dei sindaci dei Comuni coinvolti). Vietata, inoltre, la sosta e l’assembramento davanti ai distributori automatici “h24” che distribuiscono bevande e alimenti confezionati. Bloccate anche le slot machine e disattivati monitor e televisori da parte degli esercenti. Restano aperte le edicole, le farmacie, le parafarmacie e i tabaccai (dove dovrà essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro). Disposto il fermo dell’attività nei cantieri, ad eccezione di quelli di interesse strategico.

Febbre misurata ovunque
Dove possibile, dovrà effettuarsi la rilevazione sistematica della temperatura corporea presso i supermercati, le farmacie e i luoghi di lavoro. Vietato l’assembramento di più di due persone nei luoghi pubblici.

Massimiliano Sciullo

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