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Eventi | 10 febbraio 2020, 10:44

A Collegno, alto riconoscimento civico per la regista Serena Ferrari con "Fuori. Storie dal manicomio"

Ha scritto il testo partendo dagli scritti dei giornalisti Alberto Papuzzi e Alberto Gaino, ma anche dalle vite dei protagonisti del tempo, come lo spregiudicato professor Coda o Enrico Pascal

A Collegno, alto riconoscimento civico per la regista Serena Ferrari con "Fuori. Storie dal manicomio"

E’ stata consegnata sabato sera alla Lavanderia a Vapore l’onorificenza civica a Serena Ferrari, regista dello spettacolo “Fuori. Storie dal manicomio”, che proprio questo weekend ha aggiunto ulteriori tre repliche alla sua corsa. «L' amministrazione comunale della città di Collegno riconosce alla regista e coreografa Serena Ferrari l'alto riconoscimento civico per avere realizzato e portato in scena “Fuori -  Storie dal manicomio di Collegno”, spettacolo simbolo delle iniziative realizzate per ricordare la caduta del muro dell’ospedale psichiatrico di Collegno». Sulla pergamena, consegnata dall’assessore Matteo Cavallone e firmata dallo stesso Cavallone insieme al sindaco Francesco Casciano, si legge: «Lo straordinario successo di Fuori ha contribuito in modo rilevante a far conoscere una drammatica pagina di storia locale ma anche a far riflettere sui muri che spesso su vogliono costruire e sulla dignità umana».

Visibilmente commossa la regista, che ha scritto il testo partendo dagli scritti dei giornalisti Alberto Papuzzi e Alberto Gaino, ma anche dalle vite dei protagonisti del tempo, come lo spregiudicato professor Coda o Enrico Pascal che iniziò, da dentro la struttura, la sua personale battaglia per la sua chiusura, racconta la vita di cui fu emarginato e spesso sottoposto a torture. A rendere più poetica la sceneggiatura, anche i versi di Alda Merini, quelli cantati da Simone Cristicchi e da Franco Battiato.

Le tre date in programma nel weekend sono nuovamente andate sold out, con tantissime richieste che non sono nuovamente state soddisfatte. Merito certamente della produzione: sul palco, oltre ai giovani allievi dell’associazione Lab22 di Collegno, anche attori e danzatori professionisti e musicisti dal vivo. Per questi tre appuntamenti, poi, due ospiti d’eccezione sul palco: Fabrizio Rizzolo, che ha affiancato Serena Ferrari nella regia ed era anche impegnato come attore, e Neja, che ha voluto dare il suo prezioso contributo, come cantante ma anche come attrice. «Fuori era nato nel 2018 per l’anniversario della legge Basaglia, ora ci toccherà portarlo anche fuori dalla Lavanderia, anche se a questo luogo siamo affezionatissimi». Tanti, però, chiedono ancora repliche alla Lavanderia.

Lo spettacolo è messo in scena da Lab22, associazione di Collegno da sempre impegnata non solo nella formazione artistica ma anche sui temi dell’impegno civile come ha ricordato anche Matteo Cavallone durante la consegna del riconoscimento: «Grazie a tutti coloro che han voluto premiare il grande lavoro fatto, dai nostri ragazzi e dalle loro famiglie. Grazie al sindaco  Casciano, all' assessore Cavallone e al responsabile dell' ufficio cultura Sergio Bertolotto che han sempre creduto e sostenuto il nostro progetto sociale e teatrale. Lab22 è accoglienza, amicizia, condivisione e impegno» afferma il presidente Claudio Ferrari.

Presente a una delle repliche anche la moglie e il figlio di Enrico Pascal, psichiatra che da dentro le mura si ribellò a quel «sistema terapeutico». Proprio Pascal, in una lettera recentemente consegnata, ha omaggiato Lab22: «Ho presente quanto lavoro fate nell’ottica di raccontare cosa è stato il manicomio-carcere-lager. Il vostro successo è evidente! Mi fate pensare che con Basaglia e altri di noi, i manicomi, anche quelli giudiziari, in Italia, sono finiti. Evviva, e grazie anche a voi! Tuttavia in una parte dell'opinione pubblica continua ancora una logica manicomiale di disfarsi del malato mentale ed emarginarlo. Come ben sapete la nostra azione è stata opposta: quella di stare con il sofferente e anche condividere l'angoscia e la preoccupazione dei suoi parenti e amici.  Noi siamo per  una comunità terapeutica libera, aperta e democratica che ottiene guarigioni e miglioramenti notevoli». E ha aggiunto: «La società di oggi è confusa e sofferente: dobbiamo difendere la salute mentale a cui tutti  abbiamo diritto. Non è più tanto la psichiatria ma la salute psicofisica quella che si conquista e si mantiene».

Comunicato stampa

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