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Attualità | 08 febbraio 2020, 20:07

Il nuovo Toro di Longo inizia perdendo come quello di Mazzarri

Dopo un primo tempo privo di emozioni, la rete di Verdi illude, poi la difesa va in bambola e arrivano la doppietta di Ramirez e il rigore dell’ex Quagliarella che regalano alla Samp una vittoria preziosa in chiave salvezza. Granata in piena crisi, Cairo contestato

Il nuovo Toro di Longo inizia perdendo come quello di Mazzarri

Non potevano bastare quattro giorni per cambiare una squadra in crisi di gioco, di idee, di risultati. Il primo Toro targato Moreno Longo inizia perdendo così come succedeva nelle ultime settimane sotto la guida di Mazzarri. La sconfitta contro la Samp è la quinta consecutiva, tra campionato e Coppa Italia, a certificare il prolngato momentaccio granata.

I giocatori ci hanno provato facendo la partita nel primo tempo, pur senza creare mai situazioni pericolose, hanno avuto la fortuna di trovare il gol del vantaggio in avvio di ripresa, nel momento migliore degli avversari, ma poi dopo aver subito l’1-1 di Ramirez nel finale la squadra è crollata, con gli ormai consueti errori difensivi che hanno portato prima al raddoppio dello stesso Ramirez e poi al tris su calcio di rigore dell’ex Quagliarella (che non ha esultato), situazione che ha portato anche all’espulsione di Izzo, al secondo rosso nelle ultime due gare casalinghe.

I blucerchiati (per l’occasione in maglia bianca) sono stati assoluti padroni del finale e i cambi operati da Longo non hanno potuto cambiare il senso di una gara che ha confermato i problemi di una squadra che fatica a costruire gioco, per la totale mancanza di qualità in mezzo al campo, che ha una difesa che appena sbanda imbarca acqua e gol con impressionante facilità, mentre davanti se non ci pensa Belotti (in ombra contro la Samp, sua storica vittima) è il buio perché Berenguer ci mette tanto impegno ma ha limiti fisici evidenti, mentre Verdi, al di là del gol, è stato una volta di più impalpabile. Questa ennesima sconfitta mette il Toro nella condizione di dover cominciare a guardarsi indietro piuttosto che davanti, dal momento che la prossima gara sarà a San Siro contro il Milan, non esattamente l’occasione migliore per tornare a fare punti, anche se contro i rossoneri pochi giorni fa il Toro aveva sfiorato l’impresa in Coppa italia.

Si è chuso in un silenzio quasi irreale, con gli unici cori (pochi per la verità) della Maratona all’indirizzo del presidente Cairo, l’uomo che ha costruito questo gruppo incapace di soffire e di onorare la maglia granata, che si sta avviando a chiudere la stagione peggiore in serie A nell’ultimo decennio.

Cronaca. Una buona cornice di pubblico accoglie la prima del Toro targato Longo, a lungo richiamato dal pubblico già al momento dell’annuncio delle formazioni. Niente contestazione per la squadra, l’arrivo del nuovo tecnico è servito a ricompattare l’ambiente, con gli striscioni e i cori che tornano protagonisti in curva Maratona, cuore pulsante del tifo granata. Nel 3-4-3 confermato anche dalla nuova guida tecnica è Lyanco a comporre il trio difensivo con gli intoccabili Izzo e Nkoulou, mentre a centrocampo e davanti le scelte sono obbligate, con De Silvestri e Ola Aina esterni, prima punta Belotti sostenuto da Berenguer e dal recuperato Verdi. Nella Samp è l’ex Quagliarella il pericolo pubblico numero uno, con Gabbiadini che fa coppia con lui, mentre Gaston Ramirez è il rifinitore. Inizio al piccolo trotto, con il Toro che fa la partita, ma senza arrivare mai a creare autentiche occasioni nel primo quarto d’ora.

Al 18’ Murru salva in extremis su De Silvestri, servito da un dosato cross di Belotti, ma l’arbitro non concede il corner, rilevando un intervento falloso del giocatore granata a due passi dalla porta blucerchiata. Il primo intervento di un portiere arriva soltanto dopo 35 minuti, ma per Audero è ordinaria amministrazione la parata sul colpo di testa di Berenguer: la squadra di Longo tiene maggiormente l’iniziativa, ma i ritmi sono bassissimi e la qualità mediocre per arrivare a costruire azioni che sappiano mettere in difficoltà i blucerchiati, che spesso si difendono anche con otto uomini dietro la linea del pallone. Si vede chiaramente che di fronte si trovano due formazioni in crisi di gioco e di risultati, perché gli errori di tocco e anche di controllo di molti elementi sono figli di chi ha paura, non ha idee e spesso è costretto a improvvisare. Nel finale di primo tempo la Samp cresce ma senza arrivare a chiamare una sola volta in causa Sirigu, che mai era giunto all’intervallo avendo dovuto fare così poco.

La ripresa inizia con gli ospiti subito vicini al vantaggio, ma il liberissimo Gabbiadini perde l’attimo fuggente a centro area, favorendo il recupero di Ola Aina, mentre poco dopo Sirigu è decisivo in uscita per dire di no al tentativo di Ramirez, ben innescato da un taglio di Quagliarella. Nel momento migliore della Samp arriva il gol del Toro, il primo di Simone Verdi con la maglia granata, bravo ad approfittare di un bel lancio di Berenguer per superare Audero con un tocco sporco, agevolato da un clamoroso liscio di Colley. L’Olimpico finalmente si accende, arrivano i cori per Longo, la squadra sembra iniziare a giocare più sciolta, anche se le occasioni migliori continua ad averle la Doria, con Thorsby che fa tutto bene in area ma poi spara malamente alto da posizione favorevole.

Da un errore di Ola Aina nasce una situazione pericolosa per la Samp, che costringe Rincon a fare fallo al limite: sulla punizione susseguente Ramirez indovina una traiettoria perfetta, con la palla che si insacca all’incrocio imprendibile per Sirigu. Longo prova ad aggiungere qualità e nel finale mette dentro Ansaldi al posto di Ola Aina, ma i granata dopo aver subito il pareggio vanno in barca e in tre minuti incassano i due gol che decidono la gara: una incredibile dormita della difesa su una rimessa laterale consente a Quagliarella di innescare Ramirez, che fulmina Sirigu. Passano due minuti e Izzo commette fallo da rigore su Quaglia, con l’ex che trasforma di potenza il pentalty, mentre il rosso diretto rimediato dal difensore costringe il Toro a chiudere in 10.

Nelle battute conclusive la Samp potrebbe dilagare, la squadra di Longo finita k.o. non riesce a risollevarsi e si sentono solo i tifosi blucerchiati che cantano per festeggiare la seconda vittoria stagionale ai danni del Toro. Per i blucerchiati si avvicina la salvezza, mentre la Maratona conclude urlando la sua rabbia nei confronti del presidente Cairo: questa squadra, ormai malata cronica, deve pensare di fare alla svelta i punti che servono per arrivare alla salvezza, prima di essere risucchiata nei bassifondi.

Torino – Sampdoria 1-3

Torino (3-4-3): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Lyanco; De Silvestri, Rincon, Lukic, Ola Aina (29’ st Ansaldi); Verdi (37’ st Meite), Belotti, Berenguer. All. Longo

Sampdoria (4-3-1-2): Audero; Bereszynski, Tonelli, Colley, Murru; Thorsby (23’ st Jankto), Ekdal, Linetty; Ramirez (40’ st Bertolacci); Gabbiadini, Quagliarella (44’ st La Gumina). All. Ranieri

Arbitro: Valeri di Roma

Reti: st 10’ Verdi, 25’ e 30’ Ramirez, 33’ (rig.) Quagliarella

Ammoniti: Tonelli, Berenguer, Ekdal, Thorsby, Belotti, Murru, Rincon, Colley

Espulso: Izzo

Massimo De Marzi

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