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Economia e lavoro | 07 febbraio 2020, 07:02

L'Export regala un sorriso ai "piccoli": affari in crescita del 3,7%, "ma l'Europa difenda i nostri prodotti"

Così farebbero meno paura anche i dazi, la Brexit o il Coronavirus. Felici (Confartigianato Piemonte): "C'è fiducia nei mercati esteri e il lavoro degli anni passati dà i suoi frutti"

L'Export regala un sorriso ai "piccoli": affari in crescita del 3,7%, "ma l'Europa difenda i nostri prodotti"

Numeri in crescita e tendenze incoraggianti per le esportazioni delle pmi piemontesi. Lo dicono i dati di Confartigianato Piemonte, che nei primi 9 mesi del 2019 hanno venduto merci all'estero per 9.024 milioni di euro, per una crescita del 3,7% rispetto all'anno precedente. Un risultato che colloca le piccole e medie nostrane al settimo posto per crescita, nella classifica nazionale delle vendite all’estero, guidata da Toscana e Molise.

Lo dice il dossier elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte su base Istat. A livello di province, Torino è cresciuta del 1,3% registrando 1.950,7 milioni di euro di export, Novara (con un controvalore di 1.021,9 milioni) del 14,8%, Alessandria (2.010,8 milioni) del 4,5%, Cuneo (1.660,9 milioni) del 5,2%, Vercelli (891,8 milioni) del 6,7%, Asti (249,4 milioni) del 2,3%, mentre è calata Biella con -4,8% con 1.129,3 milioni di euro venduti all’estero e infine il Vco con -9% e 109,5 milioni di euro. 

“I dati della crescita dell’export delle micro, piccole e medie imprese del Piemonte, +3,7% rispetto al 2018 – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – la dicono lunga sul costante lavoro di sensibilizzazione nei confronti delle nostre imprese, per portare avanti un cambio di mentalità e di prospettiva. L’impegno dei nostri artigiani e il supporto della Regione sull’internazionalizzazione per il miglioramento della qualità dei prodotti e per l’apprendimento di nuove tecniche di vendita e di conoscenza dei mercati esteri, sta dando i suoi frutti”. “Inoltre, crescono in modo sempre più importante le imprese che partecipano alle iniziative sull’export – continua Felici – e quindi è da apprezzare lo sforzo che si sta facendo anche sul fronte della formazione. Perché per affacciarsi sui mercati esteri, infatti, occorrono competenze e conoscenze che non tutte le realtà hanno”.

Le piccole e medie aziende, però, chiedono aiuto all'Europa, per avere uno scudo in presenza delle forti perturbazioni socio-economiche che oscillano da una parte all'altra del globo: dazi, Brexit, Coronavirus e così via. “Rilevazioni nazionali sul mercato americano negli ultimi 3 mesi del 2019 – precisa Felici – hanno già registrato un calo degli acquisti del 10,5% relativi a formaggi, insaccati, agrumi, succhi di frutta e molluschi. Ovviamente attendiamo di avere dati concreti anche sul Piemonte per capirne di più anche se la preoccupazione per il commercio estero delle nostre imprese è molto alta. Seguiamo con attenzione gli eventuali contraccolpi dovuti alla Brexit e in generale la preoccupazione è dovuta alla mancanza di una reale politica europea di tutela dei nostri prodotti, anzi è piuttosto evidente che tra semafori e direttive varie si punti a penalizzarli. A ciò si aggiunge l’incognita derivante dalla frenata dell’economia cinese a seguito dell’emergenza sanitaria globale dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per l'epidemia da coronavirus”.

Massimiliano Sciullo

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