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Sanità | 15 gennaio 2020, 16:28

Polo sanitario di Venaria "irraggiungibile": i sindacati preparano una protesta di piazza per mercoledì 22

Cgil, Cisl e Uil manifesteranno dalle 10 alle 12: "Il prefetto convochi le parti in causa, non possono essere i cittadini a pagare i costi dei rimpalli degli amministratori pubblici"

Polo sanitario di Venaria "irraggiungibile": i sindacati preparano una protesta di piazza per mercoledì 22

Un servizio navetta, oppure lo stop al trasferimento in attesa che i servizi siano davvero  operativi. Sono queste le richieste che i sindacati hanno ribadito nella giornata di ieri a Venaria, in occasione dell'incontro in Comune sul Nuovo Polo Sanitario. La struttura ormai completata, in termini di edificio, ma ancora carente di collegamenti infrastrutturali e che da mesi sta scatenando polemiche politiche tra amministrazioni di diverso colore.

A Palazzo civico sono sono presentate le Organizzazioni Sindacali CGIL CISL UIL Confederali, accompagnate da una delegazione formata da una rappresentanza delle rispettive organizzazioni dei Pensionati e delle RSU. Ad attenderli, il Commissario Straordinario, Laura Ferraris, in rappresentanza del Comune di Venaria Reale, i rappresentanti dell’ASL TO 3, Davide Minniti, Direttore Sanitario d’Azienda e Mara Simoncini, Direttore del Distretto Sanitario Area Metropolitana Nord. L’incontro, richiesto proprio da CGIL CISL UIL, era finalizzato a fare il punto della situazione in merito ai servizi di trasporto pubblico e agli interventi sulla viabilità per consentire l’accesso al Polo Sanitario di Via Don Sapino di recente apertura.

Il Commissario Straordinario, promotrice della riunione, ha illustrato le azioni intraprese dai vari attori pubblici che rivestono ruoli di responsabilità nel sistema del trasporto pubblico locale e che, a vario titolo, sono parte in causa per assicurare il collegamento tra la struttura sanitaria il centro urbano di Venaria e gli altri Comuni che gravitano sul polo sanitario di via Don Sapino.

Le parti in causa sono molte: si va dai Comuni che fanno parte del Distretto Area Metropolitana Nord agli Assessorati Regionali alla Sanità e ai Trasporti, dalla GTT alla Agenzia Piemontese Mobilità fino alla Città Metropolitana.

Le ipotesi in campo sono sostanzialmente due: il prolungamento della linea VE 1 fino al centro Sanitario e, in alternativa, l’istituzione di una nuova linea VE 2 che potrebbe anche servire i Comuni circonvicini. "La delegazione sindacale non ha espresso preferenze tra l’una e l’altra soluzione - dicono Cgil, Cisl e Uil -, ma ha rappresentato la necessità di fare presto e di trovare sollecitamente una soluzione, anche a carattere temporaneo, in attesa che tutti gli attori in gioco trovino e soprattutto attuino una soluzione condivisa. Alla questione del trasporto pubblico inesistente si aggiunge quella della messa in sicurezza dei percorsi pedonali e del generale riassetto viario della zona circostante il Polo Sanitario".

"Si dà atto del fatto - proseguono - che l’Azienda Sanitaria ha mantenuto l’impegno previsto dal crono-programma per la consegna del presidio e che il Commissario Straordinario si è attivato per dare soluzione a problemi che ha ereditato da passate gestioni ordinarie, ma non si può ignorare che sono passati anni dal momento in cui venne decisa e si dette inizio alla costruzione: non si tratta di un evento improvviso e degli amministratori responsabili avrebbero dovuto programmare per tempo gli interventi che ora sono diventati indifferibili e comunque sono realizzati con ritardi intollerabili". "Alle condizioni attuali - concludono - è del tutto improponibile, ad esempio, l’attivazione dei 40 letti di degenza temporanea previsti nel presidio, il trasferimento del consultorio materno infantile o l’attivazione di servizi destinati a persone in condizioni di fragilità".

Ecco perché, per mantenere accesi i riflettori sulla questione, le sigle hanno organizzato un presidio nella piazza del Comune di Venaria per mercoledì 22 gennaio, dalle 10 alle 12.30. "Chiediamo l’intervento del Prefetto di Torino perché convochi le Organizzazioni Sindacali e tutte le parti in causa per cercare una soluzione che va trovata in tempi brevi: non è consentito che pubblici amministratori scarichino sui cittadini i costi dovuti a ripensamenti, rimpalli di responsabilità e indisponibilità a mettere mano al portafoglio".

Massimiliano Sciullo

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