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Economia e lavoro | 15 gennaio 2020, 15:45

Neanche l'eccellenza è per sempre: il "nuovo" artigianato si rimette in discussione

La Regione rilancia il Marchio di qualità, ma con scadenza a 5 anni. E aggiunge nuovi parametri di valutazione: dalla gestione finanziaria alla sostenibilità ambientale, fino al legame con il territorio e alla capacità di presentarsi al pubblico. Tronzano: "Importante anche gestire il nodo del passaggio generazionale"

Neanche l'eccellenza è per sempre: il "nuovo" artigianato si rimette in discussione

Vent'anni dopo, si cambia. Il Piemonte sceglie di rinnovare il Marchio di Eccellenza artigiana, che ormai da tempo contraddistingue le attività più meritevoli in tutta la Regione.

Sotto i riflettori, senza dubbio, ci sarà ancora il talento e la capacità, ma non solo. "Il marchio non sarà eterno, ma andrà rinnovato dopo 5 anni - dice Andrea Tronzano, assessore regionale all'Artigianato - E il riconoscimento sarà a tutto tondo, visto che riguarderà anche il modo di presentarsi, di valorizzare il proprio lavoro e la propria qualità sul mercato. Senza dimenticare le capacità di gestione di impresa, anche a livello finanziario, la formazione e la sostenibilità ambientale. E se da un lato il 4.0 continuerà a crescere, dall'altro si dovrà mantenere e tramandare il legame con il territorio, pur aprendosi ai mercati internazionali".

Grande attenzione sarà anche dedicata al passaggio generazionale, spesso tasto dolente in un periodo in cui il ricambio spesso si inceppa, mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende stesse. "L'artigianato deve tornare a essere anche per le famiglie un'ipotesi di lavoro, vero e retribuito correttamente- prosegue l'esponente della Giunta Cirio -. Anche perché non tutti i ragazzi hanno attitudine allo studio. E l'artigianato, se lo sai fare bene, porta anche a uno stipendio adeguato. Inoltre, per il nostro Piemonte ciò che è importante è la qualità, più che la quantità, con filiere eccellenti che sanno valorizzare le competenze".

"Ma la crescita culturale interessa anche il nostro settore - spiega Fabrizio Actis, presidente di CNA Piemonte -: con le nuove tecnologie, le competenze aggiornate sono sempre più importanti e i giovani devono essere incanalato in questa direzione. Da sottovalutati, dobbiamo essere riscoperti e rilanciati", conclude Actis.

"La revisione non è che un primo passo, prima di arrivare tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo alla presentazione del Piano per la competitività per l'economia locale e, più nello specifico, il bando per il Fondo Unico da 90 milioni, che aiuterà anche il credito, uno dei temi più sentiti dagli artigiani, in un Piemonte in cui le micro e piccole imprese rappresentano la base del tessuto produttivo. Oggi sono 117.500 imprese artigiane che danno lavoro a 140mila persone e pesano per il 27% del totale delle aziende".

Dalla manifattura al cibo, l'orizzonte è a 360 gradi e i controlli, spiegano i tecnici della Regione "finalmente non sono visti come un fastidio, ma vengono addirittura sollecitati".

"Finalmente prende avvio una revisione che richiedevamo con insistenza - aggiunge Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte -. Il nuovo marchio sarà più attuale e aiuterà a costruire le basi per il rilancio delle nostre attività".

Non per forza un giro di vite, però. "Ci aspettiamo che sia uno stimolo per gli stessi artigiani a migliorare la loro qualità, alzando i loro standard di produzione", garantisce Tronzano. In agenda, poi una "riunione plenaria con le categorie, per far capire il messaggio".

E, acon l'esclusione di coloro che hanno ricevuto il marchio in tempi molto recenti, chi ne è detentore da più anni dovrà sottoporsi di nuovo alla valutazione al termine di questo ciclo di assegnazioni.

Massimiliano Sciullo

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