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Economia e lavoro | 10 gennaio 2020, 06:38

Auchan-Conad, la Vertenza Torino si muove anche tra gli scaffali del supermercato: "Servono certezze per 900 lavoratori in tutta la provincia"

Rivoli il primo banco di prova, poi Venaria e Cuneo. I sindacati in Comune: "La sensazione è che vogliano dividere quella che era una multinazionale in tante piccole realtà". Sacco: "Ci impegneremo presso il Mise e con i parlamentari". Lavolta: "Stop a nuove concessioni"

Auchan-Conad, la Vertenza Torino si muove anche tra gli scaffali del supermercato: "Servono certezze per 900 lavoratori in tutta la provincia"

La vendita Auchan-Conad, con poche certezze per il futuro dei lavoratori (anche a Torino), approda in Comune con tutti i suoi timori. Circa 900 i dipendenti coinvolti in tutta la provincia, di cui almeno metà temono per il proprio posto, mentre su scala nazionale sono 18mila. "Mancano certezze", hanno ribadito i sindacalisti di Uiltucs, Filcams e Fisascat alla terza Commissione, alla presenza dell'assessore al commercio Alberto Sacco: "Ci è stato detto che intendono ridurre gli spazi commerciali, ma su come intenderanno intervenire non ci sono notizie".

Non sono metalmeccanici, ma anche questa (con numeri da Embraco) è una delle facce della Vertenza Torino lanciata pochi giorni prima di Natale.

"Sappiamo - hanno detto ancora i sindacati - che i nuovi proprietari non sono interessati alla parte non food. Cosa succederà a chi lavora in quella zona? Sarà assorbito nella zona food o saranno mantenuti da chi, eventualmente, rileverà le zone non food? Oppure saranno esuberi?".

E poi c'è la questione Leroy Merlin, Decathlon e non solo. "Tutti marchi che appartengono alla proprietà di Auchan e dunque non abbandoneranno del tutto l'Italia. Saranno loro a subentrare?".

Inoltre si passa da un privato (Auchan) a un consorzio (Conad). "Con automatismi meno certi - aggiungono i sindacati - e ci sono casi come quello di Rivoli, che il 19 gennaio chiude per lavori, ma dove i dipendenti hanno avuto notizie solo dai messaggi che l'azienda ha mandato alla clientela e non sanno in che condizione si troveranno, mentre il 13 dovrebbe esserci un incontro. Con lo spacchettamento il rischio è che si arrivi a tante situazioni separate, più difficili da seguire". "È un'operazione immobiliare, più che commerciale - aggiungono - e nel frattempo puntano a svecchiare i dipendenti. Siamo vecchi, acciaccati e non più proponibili. Molte di noi sono donne  Anche se chi si è ammalato, magari, lo ha fatto proprio lavorando".

E se Rivoli sarà il primo banco di prova, "poi toccherà a Venaria e Cuneo e altre zone d'Italia. Per ora Conad sta cercando di tenerci tranquilli, ma il timore è che durante l'anno qualcosa succederà. Intanto aspettiamo il giudizio dell'antitrust che dovrà arrivare entro il 20 gennaio. Non abbiamo idea di cosa voglia fare Auchan nei nostri confronti, ma intanto passiamo da una multinazionale a quello che potrebbe essere un negozietto o una cooperativa".

"Bisogna partire dai numeri - concludono i sindacati - e soltanto da lì si può cominciare a capire cosa succederà".

E se la recente esperienza di Mercatone Uno non lascia sentieri di ottimismo da percorrere, sotto la lente d'ingrandimento ci finiscono anche le recenti decisioni delle istituzioni, "che troppo spesso hanno sostenuto attività di espansione che non avevano ragione d'essere". "Le istituzioni hanno ruolo nelle licenze e non solo e quindi devono essere loro a costringere Conad a tirare fuori le cifre".

"È una situazione drammatica - commenta l'assessore Sacco - e molto incerta, da mesi. E la prospettiva che i grandi negozi vengano divisi, con lavoratori in esubero, sarebbe senza dubbio un problema. Mi sono già attivato con il Ministero e bisogna trovare i modi per dare enfasi al tema, magari organizzando un incontro con i parlamentari come è successo con il caso Rai". "Sui blocchi delle concessioni, è inutile prendere in giro le persone - prosegue Sacco -: ci sono cose che non si possono bloccare. E gli oneri di urbanizzazione spesso fanno comodo ai Comuni. Ma certe riflessioni e considerazioni si possono fare, tenendo presente che comunque nuove aperture portano anche nuovi posti di lavoro".

"Si deve dare un segnale politico - incalza il consigliere Dem Enzo Lavolta - e finché non si risolve questa vertenza non bisogna più approvare nuove concessioni".

Massimiliano Sciullo

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