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Economia e lavoro | 21 novembre 2019, 05:50

Iren, quella dell'economia circolare è una scommessa da 2 miliardi da vincere entro il 2024

Due terzi degli investimenti del Gruppo saranno finalizzati ad attività sostenibili, tra rifiuti, fonti rinnovabili e gestione delle acque. E l'ad Bianco apre a nuove quote dell'inceneritore: "Ci interessa la possibilità di salire oltre l'80%". Nel mirino, la partecipazione che vuole cedere il Comune di Torino

Iren, quella dell'economia circolare è una scommessa da 2 miliardi da vincere entro il 2024

Abbattere del 5% le perdite della rete che trasporta acqua potabile e aumentare del 16% la capacità depurativa, aumentare dell'8% la raccolta differenziata dei rifiuti per ogni abitante, aumentare del 20% il risparmio energetico diminuendo del 3% la produzione di intensità carbonica e ancora aumentare del 12% i volumi teleriscaldata e fare crescere del 35% il numero di veicoli ecologici usati ogni giorno in servizio. Sono queste le carte che il Gruppo Iren mette sul tavolo, da qui al 2024, per interpretare da protagonista il copione dell'economia circolare. A Torino e non solo.

"Rifiutare il rifiuto", riciclo, sostenibilità. Risuonano infatti sempre più alte le parole d'ordine di un paradigma centrale come l'economia che non spreca, ma recupera. E proprio Iren, per fare da cassa di risonanza, ha organizzato un convegno ospitato al Castello del Valentino.

"Bisogna ripensare quell'economia lineare che ci ha condotto fino al XX secolo - dice Renato Boero, presidente di Iren -, che non vuol dire crescere meno, ma crescere in maniera diversa. E come Gruppo confermiamo la nostra impostazione green, con centrali idroelettriche, il teleriscaldamento che fa di Torino la città più teleriscaldata d'Italia con una quota del 70%, ma anche con l'attenzione alla raccolta dei rifiuti e l'igiene urbana, puntando sulla creazione di biogas dalla frazione organica. Le nostre radici continuano a essere legate al territorio e vogliamo proseguire nella valorizzazione di questo legame".

Proprio in tema di rifiuti, per esempio, Iren punta entro il 2024 ad aprire cinque nuovi impianti in Piemonte (tre ciascuno, invece, sono programmati per Emilia e Liguria). Di questi cinque, due saranno nella zona di Torino, dedicati al trattamento della carta e della plastica, mentre gli altri tre saranno nel Vercellese.

"Lo sforzo industriale che stiamo facendo è arrivare a un modello di business scalabile su tutti i territori in cui siamo attivi - spiega Massimiliano Bianco, amministratore delegato di Iren -. E intendiamo farlo anche grazie ai 3,3 miliardi di investimenti da qui al 2024, di cui almeno 2 da spendere in termini di sostenibilità".

Proprio Bianco è poi tornato sul tema inceneritore, confermando le voci che già da qualche mese si rincorrono su un possibile impegno crescente di Iren, rilevando le quote che il Comune di Torino ha messo "sul mercato". "Ci può interessare incrementare la quota di Trm, dove abbiamo già l'80% di Trm", ha detto Bianco. "Anche perché vogliamo rafforzare il nostro ruolo nella filiera dell'ambiente". Un ulteriore gradino verso l'alto, oltre a una robusta boccata d'ossigeno per i conti di Palazzo Civico.

Massimiliano Sciullo

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