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Scuola e formazione | 20 novembre 2019, 13:36

Mense scolastiche: in Commissione il ddl di Grimaldi (LUV) che ne chiede la gratuità

"Se crediamo che il diritto a una sana e buona alimentazione sia fondamentale dal punto di vista sociale ed educativo, dobbiamo intervenire", ha spiegato il consigliere regionale

Mense scolastiche: in Commissione il ddl di Grimaldi (LUV) che ne chiede la gratuità

 

"Se crediamo che il diritto a una sana e buona alimentazione sia fondamentale dal punto di vista sociale ed educativo, dobbiamo intervenire sulla norma regionale", ha dichiarato oggi il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi Marco Grimaldi, durante la discussione in VI Commissione del suo disegno di legge sul cosiddetto ‘voucher mensa’.

Con questo provvedimento si intende infatti garantire il diritto alla mensa scolastica, modificando con “un solo articolo” la legge regionale sul diritto allo studio. Fra gli interventi a sostegno del diritto allo studio, la legge inserisce infatti l’erogazione di borse di studio e di assegni di studio a parziale copertura delle spese di iscrizione, frequenza, acquisto di libri di testo e trasporto, ma anche altre “attività di assistenza scolastica volte a favorire il concreto esercizio del diritto allo studio, quali i servizi di mensa, trasporto, residenziali”.

Per quanto riguarda il servizio mensa, tuttavia, la legge ne demanda l'organizzazione alla competenza dei Comuni e il finanziamento alle risorse da destinare agli enti locali. Da qui la proposta di Grimaldi di modificare parzialmente la l.r. 28/2007, allo scopo di inserire fra le spese coperte dall'assegno di studio (il cosiddetto “voucher”) quella per la mensa scolastica. Si sancirebbe in questo modo che la Regione ha il dovere di contribuire direttamente alle spese per le mense delle famiglie meno abbienti, esattamente come avviene per le rette, i libri e i trasporti.

Secondo l’ultimo rapporto Ires, sulle domande ammesse dell’anno 2017/2018 per il voucher regionale destinato a “libri e trasporti” (26.100), non tutte hanno ricevuto il contributo (il 62% dei beneficiari ha un importo ISEE che non raggiunge i 5mila euro). Ma soprattutto, emerge dai dati relativi all’anno precedente che il 13% circa dei richiedenti-assegnatari del voucher non lo ha speso.

“I dati, secondo Ires, suggeriscono due interventi – spiega Grimaldi: - modificare la soglia ISEE affinché tutti gli ammessi siano beneficiari del voucher, uniformandola alla soglia definita per l’accesso alle borse di studio universitarie (23.253 euro nel 2019/20); rivedere le tipologie di spesa pagabili con il voucher, per renderlo uno strumento di aiuto reale, includendo quindi la mensa che pesa mensilmente sul budget delle famiglie, che altrimenti – come ben sappiamo – preferiscono rinunciare al ‘tempo mensa’”.

“La mensa a scuola è un luogo di incontro e integrazione, dialogo ed educazione alimentare – conclude Grimaldi – senza di essa, in alcuni casi ci sarebbero bambini che non mangiano la carne due volte a settimana. Equipariamo questa spesa ai libri di testo o ai trasporti e rendiamole tutte spese obbligatorie, come abbiamo fatto per il diritto allo studio universitario”.

 

comunicato stampa

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