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Sanità | 15 novembre 2019, 10:29

Rivoli, dopo Uil anche gli altri sindacati si confrontano con il sindaco Tragaioli sulla Sanità

"Toni cortesi e disponibilità, ma poche risposte soddisfacenti su ospedale, servizi e scenari futuri"

Rivoli, dopo Uil anche gli altri sindacati si confrontano con il sindaco Tragaioli sulla Sanità

In principio fu la Uil, scatenando non poche polemiche da parte delle altre sigle sindacali. Ieri il secondo incontro, a rimettere le cose in pari. Il sindaco di Rivoli, Andrea Tragaioli, ha ricevuto i rappresentanti delle segreterie aziendali di FP Cgil, Cisl FP, Nursing Up e FSI Usae. Sul tavolo, ancora una volta, la situazione dei servizi socio-sanitari di Rivoli.

"Abbiamo ribadito al sindaco che la nostra presenza all’incontro come rappresentanti sindacali aziendali di categoria era legato alla motivata preoccupazione per la repentina accelerazione (non si sa quanto motivata), impressa dalla Direzione dell’Asl To3, nell’abbandono della sede poliambulatoriale di Via Piave, che getta incertezza sul futuro del mantenimento di servizi sanitari sul territorio di Rivoli", spiegano i rappresentanti dei sindacati in una nota ufficiale.

"Il primo cittadino ha voluto rassicurarci informandoci di aver richiesto espressamente al dottor Flavio Boraso - proseguono - di sottoscrivere un accordo che preveda il ritorno dei servizi al comune al termine dei lavori previsti nei locali dell’ex Anagrafe e presso i locali dell’attuale comune dove sorgerà la Casa della Salute della citta di Rivoli, ricordiamo l’importanza di questi servizi in un comune come quello di Rivoli, essendo la terza città della provincia, con una popolazione di 50 mila abitanti, e dei lavoratori che vi operano".

"Abbiamo anche espresso chiaramente il concetto che le rappresentanze sindacali non sono sicuramente la controparte di un Sindaco, perché l’obiettivo della salvaguardia dei servizi socio-sanitari e dei lavoratori è comune, anzi, abbiamo ribadito l’opportunità che il Sindaco si confronti al più presto anche con i sindacati confederali e dei pensionati per costruire un percorso condiviso in difesa della salute dei cittadini e dei servizi pubblici rivolesi a ciò deputati", aggiungono i sindacati.

Un riferimento è stato fatto anche alle esperienze amministrative precedenti. "Nel merito delle risposte alle domande puntuali che abbiamo posto sul futuro dei servizi, il sindaco ha voluto precisare di essere di recente elezione e che parte della “patata bollente” l’ha ereditata dalla precedente amministrazione, ma non può certamente essere nemmeno un alibi - sottolineano i sindacati -. Sulla Struttura di Via Piave, che ha tenuto a puntualizzare essere di proprietà dell’Asl, oltre al fatto che sia fatiscente, ci ha informato di essersi recato sul posto in qualità di primo cittadino e di utente per valutarne lo stato strutturale in modo da rendersi conto se ci potesse essere un potenziale pericolo per gli utenti e per il personale, ma non ha saputo dire se esista un problema di vera inagibilità, per cui non ha approfondito o voluto commentare la fretta dei vertici distrettuali e aziendali a spostare i servizi, ha però voluto precisare che interverrà solo se gli verrà richiesto dall’alto in quanto non è di sua competenza agire su una proprietà dell’Asl".

"Rimane evidente che questa fretta comporterà a fine mese lo spostamento “temporaneo” del consultorio familiare, pediatrico, adolescenti e vaccinazioni pediatriche a Collegno- Grugliasco, senza una data certa per il rientro su Rivoli, mentre altri servizi rimarranno in Via Piave anche nel 2020. Il Sindaco non ha saputo darci date certe sull’avvio dei lavori che dovrebbero essere fatti all’ex anagrafe di Via Capra, ma ci ha confortati dicendoci che ha provveduto già nei giorni scorsi a provvedere insieme al personale tecnico i lavori da farsi in modo da destinare queste strutture ai servizi destinati al territorio, dove anche il consultorio dovrebbe andare; come sindacato abbiamo fatto presente che gli spazi non saranno sufficienti per accogliere dignitosamente i servizi, non si può pensare che tutto il consultorio, di fatto 4 servizi in uno,  possa essere collocato in poco spazio, perché comporterebbe una riduzione netta degli orari al pubblico oltre che a problemi di sovrapposizione e privacy; come anche gli spazi per gli altri servizi sembrano risicati, ma ha voluto anche in questo precisare che non è compito dell’amministrazione comunale provvedere all’organizzazione degli stessi".

Capitolo Casa della Salute. "Abbiamo appreso che intende riattivare il percorso intrapreso dalla precedente amministrazione, per realizzarla in un certo lasso di tempo, non meglio definito; nel frattempo pare che da casa della salute strutturale, la Direzione Asl voglia trasformarla in casa della salute funzionale, ma con il Sindaco non siamo riusciti ad entrare nel merito del significato della modifica, forse però importante nel merito. 

Mentre sull'accentramento dei servizi specialistici ambulatoriali nell’Ospedale di Rivoli, "abbiamo criticato la scelta poiché in controtendenza rispetto alle politiche socio-sanitarie regionali e nazionali, che mirano ad evitare il più possibile che la cittadinanza si rechi in ospedale, predicando il rafforzamento e lo sviluppo dei servizi territoriali. Ma a Rivoli si fa l’inverso, si portano i servizi specialistici territoriali in ospedale, salvo poi discutere per mesi (e tutti gli anni) del sovraffollamento dei  pronto soccorso, perché i cittadini utilizzano male le strutture ospedaliere. Il sindaco non sa ancora nulla rispetto all’avvio e la conclusione dei lavori presso il 4 ° piano dell’ospedale di Rivoli, come non ritiene di avere alcuna competenza sul problema dei parcheggi (che si è aggravata ulteriormente dopo l’arrivo di alcuni servizi di Via Piave), che deve risolvere la direzione dell’Asl To3 poiché solo una parte è di proprietà dell’amministrazione comunale".

"In pratica, oltre ai toni cortesi dell’incontro - concludono i rappresentanti dei lavoratori - come sindacati non abbiamo avuto risposte soddisfacenti, oltre alla volontà da parte del Sindaco, in collaborazione con i vertici Asl, di mantenere qualche servizio sanitario a livello di territorio, con modalità a “spezzatino” almeno per il momento e senza aver chiarezza degli spazi idonei occorrenti, che confligge con un’idea di sistema dei servizi territoriali in risposta ai bisogni di salute dei cittadini. Dunque ci riserviamo di intraprendere le iniziative che riterranno più opportune".

redazione

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