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Rivoli - Alpignano - Pianezza | 06 novembre 2019, 08:30

Torino sposa la causa dell'economia circolare. E il mondo dell'impresa stringe un'alleanza con l'arte

All'ombra della Mole si punta per il 2020 a un'iniziativa che promuova i concetti si sostenibilità e sensibilità ambientale, che possa diventare una Biennale. E grazie agli artisti comincia già a distribuire i messaggi tra piazze e palazzi della città. Tra i partner, Castello di Rivoli, Fondazione Mertz, Sandretto, GAM e PAV

Torino sposa la causa dell'economia circolare. E il mondo dell'impresa stringe un'alleanza con l'arte

La Torino che produce e fa impresa punta sull'economia circolare e chiede aiuto all'arte contemporanea per portare in giro il messaggio nella maniera più efficace. E' questo il motivo per cui, in queste ore (e fino al 7 gennaio) sarà possibile imbattersi - girando per la città - in installazioni decisamente insolite, collocate nei luoghi cittadini più disparati: dai cortili dei palazzi aulici alle sedi di aziende come Smat o Iren.

E' il progetto intitolato "Circular economy & art", che vede all'interno del suo comitato promotore le anime tradizionalmente legate all'impresa come l'Unione Industriale di Torino, ma anche eccellenze del settore della ricerca come il Politecnico o l'Innovation center di Intesa Sanpaolo, fino alle grandi firme dell'arte contemporanea: Fondazione Mertz, Sandretto, PAV, Galleria d'arte moderna e Castello di Rivoli
L'obiettivo è organizzare per il 2020 un evento internazionale in città, che possa valorizzare al massimo i concetti ormai sempre più attuali (e irrinunciabili) dell'economia circolare, del riuso e della lotta agli sprechi. Un appuntamento che - si spera - potrebbe diventare addirittura una Biennale e che affida proprio agli interpreti dell'arte contemporanea la missione di comunicare alle persone comune i concetti più basilari di sostenibilità, sensibilità e attenzione all'ambiente.

In attesa del prossimo anno, però, proprio in queste ultime settimane dell'anno gli organizzatori hanno voluto regalare un antipasto che ha scelto le opere d'arte dei giorni nostri come "messaggeri". Preview 2019 ha così richiesto l’intervento delle istituzioni museali e di artisti italiani ed internazionali, per la realizzazione di installazioni nelle aree pubbliche di Torino e nelle corti di palazzi aulici. Le installazioni, le performance e i workshop verranno realizzati presso Palazzo Reale, Palazzo Carignano, Palazzo Birago, la sede istituzionale Smat, la sede Amiat Gruppo Iren, la Fondazione Merz e il giardino antistante, il Politecnico di Torino e il grattacielo Intesa Sanpaolo. Partecipano a Preview 2019 il Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Fondazione Merz, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, GAM Torino, e PAV Parco Arte Vivente. Sono, inoltre, coinvolti Amiat Gruppo Iren, la Camera di commercio di Torino, Intesa Sanpaolo, Intesa Sanpaolo Innovation Center, Iren, ITS TAM Biella, il Politecnico di Torino, Smat e l’Unione Industriale di Torino. 

“L’Economia Circolare - commenta l’architetto Silvio Ferrero, tra i promotori dell’iniziativa -  è oggi al centro delle sperimentazioni dei più avanzati istituti di ricerca internazionali. Il Futuro del nostro ecosistema sarà nella capacità di eliminare l’idea stessa di rifiuto, trasformando e rimettendo in circolo ciò che è già stato prodotto: un circolo virtuoso dai sicuri risultati, frutto di un nuovo modo di pensare e di vivere. Il nostro obiettivo è fare di Torino un punto di riferimento per una Biennale a livello internazionale sul tema dell’Economia Circolare”.

“Per le nostre imprese - prosegue Dario Gallina, presidente degli industriali torinesi - il tema della circular economy è sempre più centrale. Questa iniziativa accende un riflettore sui modellli di sviluppo e di condivisione delle best practice già esistenti, che intendiamo valorizzare anche con future iniziative che costituiranno un’oaccasione di crescita per tutto il nostro territorio. L’Unione Industriale è in prima linea per dare il proprio contributo su un tema fondamentale, che riguarda il futuro della nostra società”. 

“Intesa Sanpaolo Innovation Center - afferma Maurizio Montagnese, presidente Intesa Sanpaolo Innovation Center - rappresenta un unicum nel mondo della finanza internazionale. La scelta del CEO di Gruppo Carlo Messina di concentrare in una società la ricerca avanzata e l’incontro tra domanda e offerta di innovazione ha trovato nella Circular Economy il perfetto punto di sintesi".

“L’attenzione per la sostenibilità dello sviluppo e l’Economia Circolare è una delle cifre distintive del Politecnico di Torino”, commenta il rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco, che prosegue: “L’iniziativa Circular Economy & art, poi, si inserisce in pieno nella rinnovata attenzione del nostro Ateneo per l’impatto sulla società che possiamo generare, anche attraverso la contaminazione con discipline differenti da quelle tecniche alle quali siamo tradizionalmente legati, come l’arte”.

“Il Gruppo Iren è lieto di sostenere il progetto - afferma il presidente di Iren Renato Boero - a fronte dell’impegno costante rivolto dall’azienda alla sostenibilità ambientale, quale uno degli obiettivi primari del piano industriale al 2024; l’attenzione ai territori e alle comunità è evidente infatti anche nella qualità degli investimenti pianificati, dei quali 2 miliardi di euro destinati a progetti con impatti positivi in termini di sostenibilità ambientale e sociale. L’assunzione dell’economia circolare come nuovo paradigma rappresenta un’importante opportunità di crescita per tutta l’economia del territorio e per la nostra città”. 

"La Camera di commercio di Torino promuove Preview 2019 - commenta Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di commercio di Torino - convinta che l’Arte non è solo uno strumento di sviluppo economico per il territorio, con una filiera molto ampia formata da musei, gallerie, università, fiere e anche da piccole e medie imprese che con la cultura traggono spunti di innovazione per i propri prodotti. L’Arte è anche uno degli strumenti più efficaci per far vivere alla società civile e produttiva il cambiamento inarrestabile dall’economia lineare a quella circolare". 

“I concetti di riutilizzo dei materiali in cicli produttivi successivi e di riduzione degli sprechi su cui è fondata l’economia circolare - commenta Paolo Romano, presidente Smat - ben si coniugano con i processi di trattamento e le tecnologie impiegate da SMAT per l’utilizzo e il riuso di una risorsa preziosa come l’acqua. Nella stessa logica di sostenibilità e di rispetto per l’ambiente, l’azienda negli anni ha partecipato a progetti di rigenerazione urbana finalizzati alla diffusione dei valori ambientali anche attraverso il linguaggio dell’arte".


Le opere saranno visitabili fino al 7 gennaio, secondo gli orari di apertura delle rispettive sedi.

M.Sci

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