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Cronaca | 21 ottobre 2019, 15:13

Grugliasco, nasce la compagnia di danza ‘Mixit’ di Denise Zucca: “Il fine è quello di abbattere la barriera tra palco e pubblico” [FOTO e VIDEO]

Una nuova realtà culturale e formativa che sarà presentata il 26 ottobre alle 18.30 nella nuova sede ‘La nave’ all’interno del parco culturale Le Serre

Grugliasco, nasce la compagnia di danza ‘Mixit’ di Denise Zucca: “Il fine è quello di abbattere la barriera tra palco e pubblico” [FOTO e VIDEO]

Sabato prossimo alle 18.30 il padiglione “La nave” del parco culturale Le Serre di Grugliasco, parte del quale sarà la nuova sede del Centro studio danza di Denise Zucca conquistata vincendo il bando per l’assegnazione, vedrà nascere la compagnia di danza “Mixit” che rappresenta il risultato del lavoro svolto in nove anni di attività sul territorio. L’inaugurazione prevede la presentazione dello staff della scuola, una breve esibizione figurativa della neonata Compagnia, un live con l’associazione grugliaschese “MusicaInsieme” ed una performance al pianoforte del lighting designer Riccardo Padovan sulle note del “Divenire” di Ludovico Einaudi.



A raccontare tutto questo è proprio la direttrice artistica.

La frase identitaria della sua scuola di danza recita “A different place to dance different”: perché questa scelta?
“Il nostro motto è dance different perché l’obiettivo non è il premio, ma una linea guida che invita ad uscire dal flusso standard scuola-saggio-attestato e a ricercare un’idea diversa del danzare da trasmettere ai ragazzi per offrire loro la possibilità che diventi un lavoro: è un percorso di formazione innanzitutto umana, un’apertura di dialogo che servirà comunque nella vita”.

Dopo 9 anni di attività della scuola adesso si danzerà sulla Nave del parco culturale Le Serre: nuova sede per una nuova sfida?
“Sì, un salto di qualità passando da una scuola privata ad un percorso professionale destinato innanzitutto ai ragazzi di Grugliasco ma aperto anche a quelli che arrivano da fuori per allargare il contesto della formazione offerta, una compagnia giovane che si fa carico della sfida di riportare i ragazzi a vedere la danza senza annoiarsi”.

Lei sostiene trattarsi di “un progetto innovativo e poliedrico orientato verso una contaminazione di stili al servizio dello spettacolo dal vivo”: cosa significa?
“È una questione di sensibilità artistica che va coltivata ogni giorno affinché vada oltre la danza, è un’arte che va vissuta con passione e determinazione ballando sia col corpo che con l’anima evitando la semplice esecuzione. Emozionarsi per emozionare è ciò che deve legare intimamente danza e pubblico, esprimersi ballando per trasmettere una sensazione, un messaggio e per raccontarsi: desidero che gli allievi siano consapevoli delle proprie capacità e che ciò li porti ad impegnarsi quotidianamente con gioia”.

Il debutto è fissato per l’inizio del prossimo anno quando presenterà lo spettacolo “This is mix” inserito nella stagione di Cirko Vertigo: vicinanza di sede ma anche culturale?
“Sì, l’intenzione comune è quella di offrire chiavi d’interpretazione e modalità di riflessione intorno ai grandi temi che la società impone: l’attenzione verso l’altro, l’incontro con culture diverse, la tensione verso nuovi percorsi interiori che, insieme al corpo ridisegnato sul palco, siano in grado di prospettare nuove visioni e vie d’uscita alla chiusura mentale; il fine ultimo è quello di abbattere la barriera tra palco e pubblico. ‘This is mix’ trae ispirazione dalla rivisitazione del film ‘The greatest showman” che narra la storia della genesi del circo Barnum e sarà la canzone portante della colonna sonora ‘This is me’, insignita di una candidatura agli Oscar l’anno scorso, a guidare lo spettacolo”.

L’anno scorso, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, ha portato in scena ‘Ma bouche dans le bras’: sarà la direzione che seguirà Mixit?
“Sì, l’idea è quella, Mixit sarà caratterizzata da uno stile distinto e riconoscibile in grado di unire una forte espressività alla dinamica del movimento, un progetto che intende unire soggetti d’età e attitudini differenti; ma anche uno strumento di comunicazione che utilizza il gesto per coinvolgere sia il mondo dei ragazzi che quello degli adulti”.

Massimo Bondì

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