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Eventi | 27 settembre 2019, 20:38

Alla Reggia di Venaria, il Giardino del Tempio di Diana in ricordo di Rosaria Cigliano (FOTO)

Realizzato grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, il progetto ha visto la collaborazione del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude. Coinvolti gli allievi del Corso per Giardinieri d'Arte

Alla Reggia di Venaria, il Giardino del Tempio di Diana in ricordo di Rosaria Cigliano (FOTO)

Da oggi la Reggia di Venaria può vantare un nuovo gioiello naturalistico e architettonico. È stato inaugurato il Giardino del Tempio di Diana in uno dei siti paesaggistici più interessanti del parco, collocato alla fine del lungo percorso d'acqua che inizia dalla Fontana di Ercole.

Un progetto realizzato grazie al contributo della Compagnia di San Paolo in collaborazione con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, e dedicato alla memoria di Rosaria Cigliano, ex presidente della Fondazione 1563, mancata nel dicembre 2017.

Ampliando ulteriormente gli interventi di riqualificazione delle Residenze Sabaude, il lavoro sul Tempio, firmato dagli architetti del Consorzio Alessia Bellone e Maurizio Reggi, che curano il recupero complessivo del parco, sigla l'impegno per la salvaguardia della memoria storica del luogo, a partire dal potenziamento della botanica. 

Il Tempio di Diana, ideato da Amedeo di Castellamonte, era metà obbligata della passeggiata seicentesca lungo l'Allea centrale dei giardini. Sorgeva in mezzo a un lago, in cima a una sorta di scoglio fatto di pietre; all'interno, una fontana con le statue della dea della caccia con otto ninfe. Nel Settecento, modificandosi il gusto architettonico, il tempio venne eliminato, prediligendo una prospettiva infinita del parco, e le antiche fondazioni rinvenute attraverso scavi archeologici.  

Nel progetto del giardino, sono state introdotte numerose varietà di arbusti, piante perenni e circa 3000 graminacee, con cicli di fioritura ben differenziati nel tempo. Il risultato è un luogo di sosta a forte impatto scenografico - grazie alla visuale d'insieme della Reggia - che rispetta l'identità del vecchio tempio, dedicato alla quiete e la meditazione. 

All'opera hanno lavorato gli allievi del Corso per Giardinieri d'Arte della Venaria Reale. "La Reggia senza giardini sarebbe monca - ha detto il presidente della Compagnia di San Paolo Francesco Profumo -, non avrebbe lo stesso significato. Apprezzo molto il coinvolgimento dei ragazzi del corso, impegnati ogni anno in 800 ore di formazione più due tirocini, che spesso partono senza lavoro e poi trovano occupazione. In questo caso, alcuni hanno avuto la grandissima opportunità di essere parte integrante di un progetto artistico così elevato".

"Un luogo magico, straordinario dove non tutti arrivano quando visitano la Reggia - ha commentato la presidente del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude Paola Zini -. In quest'ultimo periodo i giardini sono stati davvero protagonisti di un rinnovamento importante. Nati bambini, ora sono cresciuti e diventati un tutt'uno con il complesso reale".

"Dopo diversi interventi, con l'apertura del nuovo giardino chiudiamo il cerchio nel modo migliore. Soprattutto nel ricordo di Rosaria, che mi ha insegnato tanto e a cui devo molto".

Manuela Marascio

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