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Economia e lavoro | 02 settembre 2019, 14:54

A Torino in 13 anni prodotte l'80% in meno di auto, persi 18mila posti di lavoro

Numeri emersi da una ricerca condotta dalla Fiom-Cgil Torino. Prospettive fosche anche per la 500 elettrica:"Non potrà garantire la piena occupazione degli addetti, c'è il rischio di chiusura di uno stabilimento"

A Torino in 13 anni prodotte l'80% in meno di auto, persi 18mila posti di lavoro

Dal 2006 al 2018 a Torino sono state prodotte l’80% in meno delle vetture negli stabilimenti FCA di Mirafiori e della Maserati di Grugliasco: i veicoli sono scesi da 218 mila a 43 mila e i modelli da sei a tre, per un totale di 18mila posti di lavoro persi. Il capoluogo piemontese è passato, in tredici anni, da rappresentare il 24,8% della produzione nazionale ad appena il 6,4%.

Un quadro drammatico illustrato dalla Fiom-Cgil Torino durante la presentazione della festa del sindacato, che si terrà presso la Società Operaia Bocciofila Marletti in via Spinelli a Beinasco. Numeri contenuti in una ricerca della Fiom-Cgil di Torino sul settore dell’automotive e dell’auto elettrica in Italia e all’ombra della  Mole. L’analisi è stata eseguita dalla Fondazione Sabattini attraverso interviste a capi personale, manager aziendali e delegati sindacali.

A livello italiano nel decennio 1999-2008 sono state prodotte più di 10 milioni e 200 mila auto. Un totale che si è praticamente dimezzato nei dieci anni successivi: la somma dei veicoli realizzati tra il 2009 e il 2018 era di appena 5 milioni e 700 mila euro.

Per Torino la situazione è ancora più drammatica: l’ultimo anno in cui non c’è stato l’utilizzo degli ammortizzatori sociali a Mirafiori era il 2007, con circa 30mila addetti coinvolti dalla cassa integrazione.

Le prospettive per il futuro, per il segretario della Fiom torinese Edi Lazzi, appaiono ancora più a tinte fosche. “Per la 500 elettrica – ha spiegato – FCA ha dichiarato una capacità produttiva di 80 mila vetture, ma ha stimato vendite possibili per 20 mila vetture”. “Questo obiettivo – ha aggiunto Lazzi – sembra essere molto ambizioso per un unico modello commercializzato: anche nella più rosea delle previsioni, la 500E non potrà garantire la piena occupazione degli addetti. Per questo temiano il rischio di chiusura di uno dei due stabilimenti torinesi''.

Cinzia Gatti

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